22 settembre 2014

Amore e guerriglia

Carissima, l'amore che si tramuta in guerriglia non può essere amore. Le liti, costellate dalla perfida arte del rinfaccio, non portano lontano e neppure troppo a lungo. Ecco, se solo capissi che stare insieme non deve essere un assedio, forse saresti capace di liberarti di chi non ti fa felice. Lo so, mi dici che dirlo sembra facile. Ma farlo non è neppure impossibile, mi viene di rimando. Convincersi che vale la pena provare e riprovare mi sembra solo il tentativo buffo di ridare fiato ad un corpo esanime. L'ostinazione può avere un suo senso, ma accanirsi alla cieca solo perché non si sa accettare l'incompatibilità di due anime mi sembra il capriccio bizzoso della bimba che non puoi più permetterti di essere.

[foto by lady-amarillis]

28 commenti:

  1. Comprendo perfettamente.
    Io sono di quelle persone che quando si altera perde totalmente ogni ritegno ed entra nel vortice della recriminazione.
    Poi mi sento in colpa da motore però...

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    1. Da morire... Smarphone del cavolo...

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    2. Le recriminazioni sono terrificanti.
      Anche se ammetto che ci sono situazioni che, nonostante il tempo e l'apparente tranquillità, non riescono ad essere mai davvero superate. E quindi tornano a galla nei momenti peggiori.

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  2. I miei amori non si sono mai trasformati in guerriglia, ma definire due duellanti per amore all'ultima curva effetto di un capriccio bizzoso mi sembra alquanto semplicistico. Conosco persone assolutamente adulte, che una volta innamoratesi, sono diventate altro da quello che solitamente erano. Poi sono iniziati i litigi per chiara incompatibilità e da quelli comportamenti quasi infantili -e qui avresti ragione tu in pieno- ma perché? Secondo me l'amore quando arriva distrugge corazze e mura elevate a protezione di se stessi. Sei allo scoperto e ti comporti come un/a ragazzino/a. I tuoi pensieri diventano sogni ad occhi aperti e quando qualcosa offusca questi sogni non hai a tua disposizione -all'inizio- la logica e la tua intelligenza. Secondo me è tutto qui. Poi passa e si rientra nella schifosa normalità.
    Pablo

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    1. Comportamenti infantili, per l'appunto. E' esattamente quello che ho "rimproverato" alla mia amica che, per la cronaca, è una quasi-quarantenne che, in questa circostanza (ma anche in altre simili precedenti) diviene veramente poco lucida e poco ragionevole.
      So benissimo che ragionare in determinati momenti non è semplice ma da una donna mi aspetto sempre un minimo di buon senso.

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    2. Non potrebbe essere piuttosto la paura di dover ammettere un altro fallimento (ho letto una tua risposta dove ne fai cenno) e ancora di più la paura di rimanere ancora una volta sola? Questo non giustifica i quotidiani litigi, ma farebbe capire la mancanza di buon senso.
      Pablo

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    3. E' anche e sicuramente la paura del fallimento a cui si aggiunge il dolore di doversi ritrovare sola.

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    4. Ho una sorella, che ha sette anni più di me. Bellissima donna, ma ha qualcosa che non va, non si sa cosa. Divorziata, ha visto naufragare un rapporto dopo tre anni e adesso sta da cinque insieme con l'uomo assolutamente sbagliato. Lo ha messo fuori casa e lo ha ripreso due volte. Va a piagnucolare dai miei genitori quando le cose le vanno storte, ma non lo molla. Non gli diciamo più niente perché ha vortici nel cervello causati dalle parole che le entrano da un'orecchio e le escono dall'altro.
      Ha paura di dover ammettere di fronte a se stessa di avere ancora fallito, per la terza volta, e ha una gran paura di rimanere sola.
      Parlo quindi non per sentito dire, ma per dura esperienza personale.
      Pablo

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    5. La mia amica forse non è arrivata a sposare uomini sbagliati. Ma ne ha frequentati parecchi. E' felice per un po', poi qualcosa immancabilmente si guasta e tutte le storie vanno a finire male.
      Anche lei, di tanto in tanto, mi domanda "cosa c'è di sbagliato in me?". Entrambe sappiamo che non c'è nulla di sbagliato in senso stretto. Forse basterebbe un briciolo di fortuna in più.

      Vedersi fallire per l'ennesima volta non è un'esperienza gratificante ma credo sia molto peggio convincersi che una storia completamente sbagliata non debba o non possa finire a nessun costo solo perché non è accettabile la propria solitudine.

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  3. Amore: credo sia in assoluto la parola più abusata. Diceva Stendhal, a proposito di questo sentimento, che l’amore è un bellissimo fiore, ma bisogna avere il coraggio di coglierlo sull’orlo di un precipizio

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    1. Quello che mi viene da chiedere è se sia possibile chiamare "amore" un rapporto che procede, giorno dopo giorno, attraverso litigate infinite, rimbrotti senza fine, lamentele e recriminazioni.
      Forse servirebbe analizzare meglio certe premesse e riflettere sui fatti puri e semplici.

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  4. Considerazione epocale. Grande!
    SD

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  5. Ho colto il tuo post e l'ho girato, senza permessi, ad una mia amica che vive assediata esattamente come descrivi tu. A volte si scommette, si sfida quel fiore sul precipizio perché si vuole coglierlo a tutti i costi, paracadutandosi o facendo ricorso a mille stratagemmi innaturali.
    Chi coglie il fiore sul precipizio invece, il precipizio manco lo scorge. E una parte di ragione ce l'ha anche Pablo: l'amore evolve certo, diventa serena complicità, delicata assuefazione, smussamento di scoglio, assenza di perdono causata da assenza di cose da dover perdonare. Se è amore. Altrimenti scema in schifosa normalità. Come andare in ufficio. MI sembrava si parlasse d'altro però...

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    1. Spero che la tua amica abbia afferrato il senso di questo post. Magari mi racconterai cosa ne pensa.

      Non parlo dei sentimenti che si trasformano in routine ma dei sentimenti che portano due persone a scatenare una guerriglia quotidiana, qualcosa di degradante e sfiancante che, per l'appunto, non so quanto possa avere a che vedere con l'amore.

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  6. Non so se esista un'unica verità. La mia verità è che se l'amore non calza come un guanto, non ha senso. Stessa cosa per l'amicizia. Sempre dev'esserci il piacere di stare insieme, in amore e in amicizia. Per me.
    Senza remore né rimpianti, se non funziona (che non vuol dire non litigare mai, intendiamoci), dico addio: l'esistenza è già faticosa senza dover anche combattere in amore e amicizia.
    Ché la battaglia porta in brutti posti.

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    1. Sto tentando da un po' di farle capire che "se l'amore non calza come un guanto, non ha senso". Per me è così. Per lei, evidentemente, no. Ma ho il timore che la sua sia solo l'ostinazione feroce di chi non sa accettare un ennesimo fallimento, la cocciuta fermezza di chi pretende che un rapporto debba funzionare ad ogni costo perché lo si vuole e basta.

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    2. Non è facile sbagliare e, soprattutto, non è facile ammettere di poter sbagliare. In generale. In amore forse è ancora più difficile.
      Però è vitale. Avvitarsi negli sbagli uccide, alla lunga. Un amore che non funziona toglie autostima e desiderii molto più di un fallimento, fosse anche l'ennesimo.
      Faccio a questa ragazza l'augurio, magari bislacco, di saper riconoscere i suoi sbagli e da lì ripartire, anche 1 milione di volte se necessario :-)

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    3. Le auguro spesso di imparare dai suoi sbagli e dagli uomini sbagliati, ma sembra non funzionare.
      Alla fine torna ad avvicinarsi a uomini che non fanno per lei.

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  7. Com'era? non e' bello se non e' litigarello?
    Certo che un conto e' il litigarello, un conto la guerriglia continua.

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    1. Litigarello?
      Non direi che sia solo litigarello.

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  8. non è facile... certo non va bene cosi.

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    1. No, non è facile, ma non è neppure possibile attaccarsi morbosamente a tre dettagli che sembrano funzionare e far finta di non vedere altri centomila problemi che creano un costante stato di guerra.

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    2. non posso che concordare...
      qualsiasi cosa nella vita è come una bilancia.

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  9. Ho voltato le spalle ad un mare fuori di me e ho ritrovato un "oceano pacifico" dentro di me. No, a parte le riflessioni personali penso tu abbia rivolto pensieri salutari alla tua amica. A me non è mai capitato di ritrovarmi dentro una simile guerriglia quotidiana, certo ho discusso, ho sputato fuori ira quando mi sentivo ingannata (ed era una sensazione così profonda da non lasciare spazio a dubbi per quanto le parole altrui sviassero il mio autentico sentire e lo molestassero sino allo sfinimento, sino a quando appunto si è ribellato alla contraddizione), ma una guerra mai. Probabilmente sono per la pace in ogni settore: con il dialogo, se chiaro e privo di malafede si raggiunge serenità. Sarebbe interessante capire le motivazioni che spingono la tua amica ad affrontare un simile inferno sentimentale ogni santissimo giorno. Buona serata. A.

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    1. Credo che tutti siano predisposti alla pace, ma ci sono individui che non possono trovarla se non scegliendo di non stare necessariamente insieme.

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  10. Non vorrei generalizzare però, purtroppo, questa è la tendenza che fa parte di tante donne. Parlo di ciò che vedo tra la stragrande maggioranza di amiche e cugine. Mi auguro che siano le uniche e sole. Ma non si direbbe. A quanto pare.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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