11 agosto 2014

Una libreria che nasce

Ci vuole coraggio, pare, nel decidere di aprire una libreria. Di questi tempi poi. Le persone non leggono più. Chi vuoi che spenda i propri soldi per comprare un libro? Ormai le librerie muoiono e basta. E poi ci sono i libri elettronici e pure internet che hanno risucchiato occhi e denaro. Senza contare tutti quelli che continuano a dire di non aver tempo per leggere, sai: i figli, il lavoro, la suocera, il cane, la palestra, lo stress. No, non c'è tempo. Eppure, nonostante tutto, M. ha deciso di aprire una libreria. Nuova di zecca. Ovvio: il mercato richiede certi nomi e certi titoli da sparare in bella vista. Ma una nuova libreria è nata. Ed è un buon nascere. Di questi tempi poi.

[foto by devllaa]

36 commenti:

  1. i librai sono gente coraggiosa e innamorata (della carta)
    nella mia cittadina ci sono il doppio di negozi di libri rispetto alla media e questo lo considero il suo segno più distintivo che controbilancia tante sue pecche.
    ml

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    1. Sì, i buoni librai sono così.
      Gli altri sono solo "venditori di libri": un altro genere.
      Ti invidio molto per il fatto che nella tua città i negozi di libri siano molti: qui è un disastro!

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    2. sarà un caso, ma è la città di Adriano Olivetti!
      ml

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    3. Ivrea.
      Chi l'avrebbe mai detto....
      Sorrido.

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    4. chissà dove mi piazzavi
      ml

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    5. Onestamente non mi ero mai soffermata sulla tua ubicazione.

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    6. comprensibile, qui viviamo tutti sospesi nell'etere.
      mi aveva fuorviato quel chi l'avrebbe detto
      :-)

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    7. Vero.
      Non mi viene mai in mente di chiedere o pensare ai luoghi in cui vivono le persone che passano da queste parti.
      In effetti il web ci fa abitare tutti nello stesso posto!

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  2. coraggio ben speso, ça va sans dire.

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  3. Dal PC della cugina, amabilmente consensiente. Stamattina a Civitavecchia, appena uscito dall'hotel al bar per un cappuccino e due cornetti. A fianco esiste ancora la vecchia libreria dove mio padre passava mattinate. Ci sono entrato. Mi sono saltate addosso due commesse carinissime e sorridenti. Avranno pensato che era arrivato il pollo da spennare. Ho chiesto del titolare, di cui ricordavo benissimo il nome dato che era amico di mio padre, e mi hanno risposto che era morto e che se volevo c'era suo figlio, che in quel momento era però assente. Che ci faccio col figlio che nemmeno conosco?
    Volevo salutare il vecchio, ma non c'è più. Tutto è rimasto come prima, non è cambiato niente. Faccio fatica a pensare che "il figlio" dedichi il suo tempo alla libreria. Infatti mi dicono le ragazze che ha aperto una grande cartoleria in centro, nella piazza dove c'è il duomo. Cartoleria è ben altra cosa da libreria. Si vende di tutto meno che libri. Così va la vita. Gente come il vecchio proprietario e come mio padre che accarezzavano per lunghi minuti la copertina di un libro prima di cominciare a leggerlo non se ne trova adesso.
    Pablo

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    1. Ed io che pensavo che saresti stato off line per un po'. Sai sempre come rimediare, vedo!
      Il vecchio, a quanto pare, non potrai salutarlo. E non so se valga la pena accontentarsi del figlio o delle commesse.

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    2. Il patto del Nazareno.
      Vincenzo ma com'è che Euridice t'ha ripreso così senza tante storie? Credi che le piaccia il nome Pablo/Cucciolo? No perché che sia così stuarda da non aver compreso che pablo e vincenzo siano la stessa persona non lo voglio credere. Esplicitami questo patto del nazareno de voiartri! Per curiosità.
      Chiedo scusa per questa caduta gossipara, ma è un po' che non c'è nulla da commentare da queste parti; inoltre anch'io necessito di facezie di tanto in tanto. Nevvero?
      Tutto questo perché in realtà rivoglio Vincenzo Iacoponi, non pablo o cucciolo. Uno studia Godel che contiene in sé due volte il nome di Ashem: in inglese e in ebraico. Poi viene qui e si trova uno col nome dei sette nani. Su!

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    3. Jean cerca di farla finita.
      Pablo non è Vincenzo.
      E il gossip ti sta così male!

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    4. Hai ragione, hai ragione. Sono stato puerile; ma mi appare una cosa così sciocca. Avrai le tue ragioni.

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    5. Non ho le mie ragioni, Jean.
      Ti assicuro che sono due persone diverse.
      Libero di non credermi ma questa è la verità.

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    6. Ma no scusami, ti credo. È una cosa talmente irrilevante; la mia era solo una boutade. Non ne scriverò più.

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    7. Per quel poco che vale: ti ringrazio.

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  4. Le librerie sono i veri luoghi dello spirito; oggi però la gente - spinta anche da certi politici cialtroni secondo i quali con la cultura non si mangia - non sembra molto interessata alla lettura. Quando entro in una libreria, mi sento piccolo, come un guscio di noce in mezzo all’oceano. Le mie ridotte conoscenze vacillano di fronte alla vastità di milioni di pagine scritte. Poi un po’ alla volta mi riprendo. Mi lascio incuriosire da un titolo, da un autore e immediatamente vengo irretito da un altro titolo, da una bella copertina, da una frase significativa. Vengo rapito dalla quarta di copertina di un romanzo e poi salto all’interno del libro per leggere, magari, un’intera pagina. E poi che gioia che provo quando scorgo quel romanzo già letto…e poi quell’altro ancora. Mi capita di sorvolare con uno sguardo il mondo incantato delle fiabe, raccontato in centinaia di titoli. Mi soffermo, ma solo per un attimo, sugli scaffali del “brivido” dove sono depositati quei romanzi che fanno della suspense la propria ragione di vita. Il mio sguardo non può non indugiare sui best seller, quelli che dovrebbero essere i più letti del momento (anche se non sempre sono i migliori) che stanno sempre in bella posizione. Poi mi trattengo a lungo coi classici, che come disse Calvino, sono quei libri che non hanno mai finito di dire quel che hanno da dire.
    Ben vengano le nuove librerie.

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    1. Le librerie, le buone librerie, sono templi. Prevedono sempre silenzio e una sorta di contemplazione. Almeno: questo è ciò che penso.
      Anche io quando entro in una libreria mi sento un po' spiazzata. Però cerco immediatamente di orientarmi tra tante pagine e tanti titoli. Perché so che ciò che potrebbe piacermi ed interessarmi è nascosto da qualche parte. Ed inizio la ricerca. In silenzio, con calma.
      Sfoglio, leggo, escludo, riprendo, evito. Insomma mi diverto così.

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  5. È vero, ci vuole coraggio. Ma la fortuna aiuta gli audaci. Tanti auguri alla nuova nascitura.

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    1. Sì, ho fatto i miei migliori auguri anche io.
      E spero che vada tutto bene.

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  6. Quartiere moderno in periferia romana. Siamo a casa della nipote che decanta la tranquillità e i servizi: "poche auto, buoni collegamenti, tutti i negozi che servono, farmacia, supermercato, gelateria, palestra, pizzeria, ferramenta.. - E una libreria c'è? - la interrompo - No, una libreria no."
    E' vero, è un atto di coraggio.. ma proprio per questo M. non meriterebbe un po' di sana pubblicità? Tipo nome, indirizzo, orari e cotillons? ;)

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    1. Le periferie sono i luoghi meno adatti ad una libreria. Di solito, infatti, le librerie vengono sempre collocate verso i centri: c'è più gente, ci sono più turisti e via dicendo.
      Ovviamente è un peccato, ma mi rendo conto che una libreria messa in periferia chiuderebbe in fretta. E non sarebbe un grande affare.

      Pubblicità?
      Non ci penso proprio.

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    2. E perché, di grazia? Non è sempre un mostro, la pubblicità.. che poi l'effetto sarebbe minimo, quanti lettori del tuo blog vuoi che ci siano in quella zona? ..ma i motori di ricerca viaggiano per coordinate sconosciute, algoritmi infiniti che s'intersecano anche con gli scaffali di nuove librerie...

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    3. So a quale velocità viaggiano i motori di ricerca, ma non faccio pubblicità.
      Ne ho parlato a modo mio. E' sufficiente.

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  7. Tutta la mia ammirazione per M. Un grande in bocca al lupo per la nuova libreria! Vedi i sogni di cui si palrva qualche post fa? Non i miracoli, i sogni :-)

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    1. Anche io ammiro il coraggio di M.
      Il suo è stato un sogno e un po' un azzardo.
      Incrociamo le dita!

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  8. Evviva! Un abbraccio virtuale a M. da parte mia.
    p.s. a Ivrea ci sono più librerie ma ho sentito dire che purtroppo una di queste sta chiudendo.

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    1. Non sono mai stata ad Ivrea.
      Ma evidentemente le librerie vanno in crisi anche lì.

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  9. Io sono una di quelle persone che non ha tempo di leggere perche' sai: i figli, il lavoro, (il resto non mi si applica!). Sono una decina d'anno che leggo in media tre-quattro libri nuovi l'anno (piu' rileggo alcuni libri-base, ma nol li conto). Inoltre, sono molto selettiva, ed ho molti pregiudizi.
    Inoltre sono all'estero, quindi, in libreria (italiana!) ci passo solo quando torno in Italia (non mi piace Amazon: un libro va scelto sfogliandolo!).

    Io non sarei adatta a fare la libraia. Non leggo abbastanza. E non vorrei tenere in negozio un libro che non leggerei mai neanche morta!
    Leggere un libro cartaceo, sfogliarlo... non ha eguali. Lunga vita alle librerie!

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    1. Io leggo cartacei e digitali.
      L'importante è che un libro sia valido e mi piaccia.
      Lavorare in una libreria mi sarebbe piaciuto e mi piacerebbe. Avrei qualche problema con i clienti visto che non amo particolarmente i rapporti con il pubblico. Ma forse sarei una discreta libraria.

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  10. Auguro a M. di trovare tante persone che, come me, spendono ogni mese un quarto del loro stipendio in libri. Ho provato con il Kindle, ci ho provato con tutte le mie forze ma mi mancava l'odore della carta, il peso del volume, il vederlo riposto nella libreria pronto per essere riletto. Ogni libro è un mondo scritto da altri ma personalizzato dalla nostra mente e non c'è nulla di più bello al mondo.

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    1. Non arrivo a spendere un quarto del mio stipendio in libri, ma spendo abbastanza anche io. Ho la fortuna di ricevere libri in omaggio più o meno regolarmente per cui spendo un po' meno.
      Leggere i libri digitali non mi scompone. Ovviamente la carta ha un fascino molto più profondo e un libro classico ha ben altro potere "seduttivo".

      Condivido: non c'è nulla di più bello al mondo.

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  11. Amo leggere e adoro le librerie.
    E' vero, il tempo è poco..ma si può tranquillamente ritagliare anche solo mezz'oretta al giorno, quella basta per andare avanti.
    E se un giorno decido di sacrificare la lettura per qualcos'altro, stai certo che la volta dopo riuscirò a sacrificare tempo mal impiegato in nome di un buon libro! :)


    Ti seguo, buona serata!

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    1. Mezz'ora? Si leggono dalle 30 alle 50 pagine: dipende dalla densità della pagina.
      E penso che mezz'ora per sé al giorno non sia impossibile.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.