29 luglio 2014

La sostenibile leggerezza del non-essere

Le giornate tappezzate di nulla sono fatte di quei minuscoli piaceri che mi diletto a divorare senza pudore. L'anarchia nel fare ingoia e digerisce i doveri e non mi interesso più né delle ore né delle premure. Mi trascuro senza pentimento perché il non-essere, adesso, mi dà meno fatica e meno ansia. Sto. E lascio che il resto scivoli sulle tempie e lungo le caviglie fino a farsi assorbire da ciò che verrà dopo perché a quel dopo non ci penso neppure. Non aspetto e non premo: ciò che vuol venire verrà. Mi dondolo negli orari che non osservo e nelle abitudini che mando all'aria. Una leggerezza perfettamente sostenibile. Perfettamente perfetta.

[foto by lwc71]

16 commenti:

  1. c'è una sottile sensualità in questo tuo non-essere.
    superata l'ansia dello stare assenti da sè, diventa un totale, languido, abbandono.
    ml

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    1. Totale, languido abbandono.
      Credo che tu abbia fotografato perfettamente il mio stato attuale.

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    2. ..e tutto diventa possibile nell'inapparenza. d'altronde il nulla è un buon presupposto al molto.
      ml

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    3. Il nulla o il non-fare nulla può essere molto produttivo o creativo, se si vuole.

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  2. Mi fai quasi rabbia, perché a me non capita mai. Quando sono in ferie escono fuori mille cose antiche da riordinare, da mettere in chiaro e se potessi dire "domani lo faccio" mi sentirei un sovrano assoluto. E poi, una volta sistemate le cose arretrate c'è da fare una partitella cogli amici, che insistono "ma non hai niente da fare, almeno adesso altrimenti quando?" e giù la prima faticaccia col rischio di uno stiramento muscolare o di una zampata su un ginocchio. Finisce che si deve tornare a lavorare e si è più stanchi di prima.
    Sulle tempie e lungo le caviglie mi scivola l'acqua della doccia e la schiuma dello schampoo. Sei brava tu e non sono bravo io, questa è la verità.
    Pablo

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    1. Le tue più che ferie sembrano un tour de force.
      No, non è questo il "mio" modo di riposare e di staccare la spina.
      Forse ti serve un po' di distacco. Un po' di solitudine. Un po' di silenzio.
      Ma probabilmente non sono elementi che ritieni utili o necessari.

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    2. Io sono un tipo attivo. Naturalmente riesco anche io a starmene senza far niente per delle ore, ma mi sembra sempre tempo strappato a cose che potevo fare e non ho fatto. Mi piacerebbe essere così come sei tu. Magari tu sei più riflessiva, io certo meno. Solitudine e silenzio sono cose che obiettivamente cerco poco. Nemmeno sono un tipo da mettere le cuffie per ascoltare musica, ma mi piace pensare e fare quasi contemporaneamente. Fossi diverso sarei un artista come qualcuno in famiglia, capace di isolarsi anche in mezzo a mille persone che parlano tutte insieme.
      Io sono uno di quei mille. Ma non rimarrò mai fuori pista.
      Pablo

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    3. Solitudine e silenzio sono la mia dimensione ideale, invece. E' evidente che siamo molto diversi da questo punto di vista. Amo pensare in silenzio, da sola. Amo leggere: un'attività che induce alla solitudine perché si legge da soli, preferibilmente in silenzio.

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    4. "Solitudine e silenzio sono la mia dimensione ideale..."
      Mi hai strappato le parole dalla bocca....

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    5. Il fatto di essere "molto diversi da questo punto di vista" mi piace: elementi simili generalmente si respingono, quelli dissimili generalmente si attirano, come le cariche elettriche positive e negative, absit iniuria verbo, naturalmente negative solo in senso del segno meno, si capisce.
      Buona notte, segno più.
      Pablo

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    6. @ Remigio: a quanto pare ci sono affinità.

      @ Pablo: a quanto pare non ci sono affinità.

      Sorrido...

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  3. Entriamo nelle nostre giornate fatte di nulla :-)

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  4. dovrei prendere esempio da te.. :)

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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