19 giugno 2014

Orizzonte frantumato

Lascio la mia casa per tornare a casa mia. Sarebbe quasi buio se non fosse per l'ostinazione di un chiarore che si attarda appena sopra le mie ciglia. Guido su un brano che mi ricorda un amico, la sua chitarra e canzoni al telefono: quel tempo che sorride. L'orizzonte è frantumato dall'indaco di montagne che mi seguono da sempre con la loro presenza perenne e silente. Penso che non potrei mai abituarmi alla loro mancanza perché ho bisogno dei capricci di questi contorni irregolari che ritagliano metri al cielo. Non potrei sopravvivere a una linea piatta e continua di una terra senza croste né altre ferite.

[foto by iNeedChemicalX]

26 commenti:

  1. è un pò come girare una curva e trovare il mare ... ci si abitua, ma diventa indispensabile :)

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    1. Eh sì, ci si abitua.
      Non è più una sorpresa per gli occhi.
      Però poi quando ci si pensa un po' su, la presenza o l'assenza di certi elementi si nota eccome!

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  2. Come se una linea piatta fosse "piatta". Tsè. Non sai quante sorprese, invece.

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    1. Tipo "Flatlandia"?
      E poi: se non sbaglio da te c'è un monte (monte?) di ben 400 metri. Giusto?

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  3. "lascio la mia casa per tornare a casa mia" (cit.)

    è una di quelle frasi indecifrabili che mi affascinano.

    tipo, ad esempio, "mio fratello è figlio unico".

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    1. Non è poi tanto indecifrabili, è solo una mia idea.
      Lascio la mia casa (che è quello dove sono cresciuta e dove si trovano i miei genitori) per tornare a casa mia (che è quella dove vivo ora).

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  4. Anch'io sono rimasta colpita dalla sfumatura che sei riuscita a dare alla prima frase.

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    1. Un po' bislacca eh!?
      Comunque la spiegazione c'è.
      L'ho scritta in risposta a jean.

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  5. mhmm, peccato la spiegazione da casa a casa, io avevo pensato a un tragitto di fantasia.
    per il resto concordo sulla necessità della corona di montagne, fanno la luce più bella.
    ml

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    1. Mi spiace aver deluso qualche aspettativa "fantastica", ma il gioco del ritorno da una casa ad un'altra mi è venuto spontaneo.

      Le montagne sono sempre state la mia compagnia a prescindere. E la loro presenza, per me, è essenziale. Anche per la luce/ombra.

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  6. Ci sono dei cieli che con i loro movimenti di nuvole e colori regalano degli spettacoli unici. Confesso che, a volte, mi affascina di più un cielo turbolento che la semplicità quasi piatta di uno sfondo uniforme e azzurro.

    Anche io ho bisogno di vedere le vette e i contorni che ritagliano metri al cielo. Prendi me, ad esempio. Togli il Vesuvio da Napoli. Non oso immaginare. Anche il nostro entroterra campano è attraversato dall'appennino e ci sono montagne meravigliose. La provincia di Avellino, Benevento, il parco nazionale del Cilento e il Vallo di Diano; la stessa costiera amalfitana è maestosa e rocciosa. Non potrei farne a meno, ecco perché ti capisco. Sono stato diverse volte in Puglia, presso la zona del tavoliere senza una cima, una vetta, una collina. E non è la stessa cosa!Neanche a parlarne.

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    1. Anche nella tua Napoli c'è un'altura niente male: il Vesuvio.
      E Napoli non sarebbe quella che è senza il suo vulcano.

      Non conosco la Campania ma mi fido delle tue descrizioni!

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  7. "Lascio la mia casa per tornare a casa mia". Mi piace, Un ossimoro sui generis.
    Mi fa venire in mente frasi come "mi infilo il pigiama per andare al lavoro" oppure "Mi metto la scarpe per andare a letto". Ma forse è solo amore di polemica.
    OK, sono un tantino polemico, lo so, me lo dicono un po' tutti in famiglia, dovrò cominciare a crederci.
    Per il resto posso capire, io non troppo vecio alpin, cosa significhi la montagna per chi in mezzo alle montagne è nato e vissuto. Ma non è vero che l'orizzonte del mare sia monotono: dà l'idea dell'immensità forse meglio e di più delle montagne, che chiudono l'orizzonte e separano il cielo dalla terra.
    Hai mai assistito a un tramonto marino, che so io a Livorno? Hai mai visto come il mare ingoia il sole che oramai puoi guardare senza che ti bruci le pupille? E una nave che lentamente si inabissa dietro l'orizzonte? Questo in montagna te lo sogni. Il mondo è bello perché è vario e noi siamo per fortuna tutti diversi. Buona notte, Mia.
    Cucciolo

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    1. Non mi sembra ci sia nulla di polemico nelle tue affermazioni. La polemica è qualcosa di diverso.

      L'orizzonte marino è diverso da quello montano. Io sono affezionata a quest'ultimo, ma non ho mai scritto che sia il migliore: non è una gara.
      Il sole che si tuffa in acqua l'ho visto a Trieste non a Livorno. Bellissima immagine, speciale per me. Ma ti posso assicurare che ci sono tramonti sui monti (scusa il gioco di parole) che mozzano il fiato.
      Belli entrambi.

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  8. Allora io non sarei polemico? Te ne accorgerai col tempo. Tanto per cominciare io rispondo sempre, come adesso per esempio; poi cerco i cavilli, ma senza cattiveria. In fondo discutere è un divertimento per me. Non sudo e non mi ci incazzo, mi diverto.

    Tramonti in montagna ne ho visti a iosa, tutte le sere quando ero al reggimento. Mica montagnole da niente, il Cadore e la Carnia. Le tre cime di Lavaredo, la Marmolada tanto per fare nomi. I tramonti mi piacciono tutti, perché poi si va a dormire. Diverso è l'alba. Migliore un alba marina, sarà perché noi al mare ci andavamo fin da piccoli in vacanza, mentre albe sui monti ne ho viste solo quando era sotto la naja. Figurati che gioia.
    Buona giornata.
    Cucciolo

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    1. La polemica sterile e fine a se stessa non mi interessa, te lo anticipo fin da subito.

      In merito ai tramonti in montagna, sembra di sentir parlare mio padre che ha fatto l'alpino proprio nei luoghi che citi: Cadore, Marmolada, ecc.
      Anche l'alba ha il suo fascino. Ma spesso bisogna avere gli occhi giusti per guardarla.

      Giusto per il gusto di polemizzare: scrivi "Migliore un alba marina", un'alba si scrive con l'apostrofo.
      Sorrido eh...

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    2. Non cominciare a fare come mio padre, che guai se faccio un errore di grammatica, non dico poi di sintassi, mi fa un mazzo tanto. Guarda che io lo so che una alba non si scrive e ci vuole l'apostrofo che elide la a dell'articolo numerale. A scuola ci sono stato.
      Tanto per non polemizzare in modo "sterile" a te non capitano refusi fatti per la fretta? Io sto lavorando e non mi posso permettere riletture. Forse te le puoi permettere tu. Non so quale sia il tuo lavoro, ma non deve essere asfissiante come il mio, visto che piombi come un falco col ditino puntato della signora maestra.
      Sto scherzando, in fondo mi fa piacere che qualcuno legga attentamente quello che scrivo.
      Cucciolo

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    3. Tuo padre è un sant'uomo e mi sta pure parecchio simpatico.
      Chiunque faccia notare gli errori di grammatica, sintassi, ortografia e non solo, secondo me, compie un'opera filologica importantissima.

      A scuola ci sono stata anche io anche se non faccio la maestra. Avrei potuto fare la prof. ma ho pensato che sarei stata una strega, quindi ho evitato.

      Il mio lavoro è molto asfissiante, purtroppo. Ma ciò non toglie nulla alla mia attenzione ai refusi. D'altro canto è un'attività che svolgo anche per lavoro: correggo gli errori altrui, tra le altre cose. Ho un occhio particolarmente attento.

      In ogni caso anche a me capita, digitando di fretta, a volte, di compiere qualche piccolo errore. Noto però che tu, di solito, sei piuttosto attento (curi gli accenti, usi correttamente di apostrofi, ecc.) e mi divertiva l'idea di aver individuato un refuso nel commento precedente.

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    4. Mio padre è un grande. A lui devo se non sono diventato un bastardo e se ho un diploma, che mi consente di vivere dignitosamente. Leggevo pochissimo e scrivevo male, Mi piaceva solamente giocare al calcio. Un giorno mi ha detto che se non mi fossi impegnato a scuola come mi impegnavo sul campo lui mi avrebbe ritirato la firma sul cartellino. Ero minorenne e questo avrebbe significato la fine dello sport, perché nessuna squadra mi avrebbe più voluto.
      Non mi ha mai messo una mano addosso, anche se io e mio fratello avevamo una paura matta di lui, per la sua voce e la forza di un toro che aveva. Quando chiudeva le mani a pugno sembravano due pagnotte da un chilo. Io e mio fratello ce la facevamo addosso quando ce le mostrava davanti al muso. Ancora oggi ho rispetto e fifa. Non è alto come me, ma non ci farei mai la lotta. Di sicuro è ancora più forte di me.
      Avrai capito che gli voglio un gran bene, anche se tra noi non ci sono mai state smancerie. Un saluto, una stretta di mano e via.
      Ma è l'unica persona di cui io mi fidi ciecamente, perché so che non mi tradirebbe mai.

      Che vuol dire che correggi gli errori degli altri? Lavori per caso in una casa editrice come editor?
      Cucciolo

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    5. Tuo padre mi sembra un tipo decisamente tosto. Non lo conosco ma mi piace. Amo le persone forte, determinate e incisive.

      Non lavoro come editor classico, ma mi occupo di editoria digitale...

      Fare l'editor non sarebbe male. Probabilmente non farei passare molto: sarei inflessibile.

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    6. Allora non faresti passare nemmeno "amo le persone forte"....ah ah ah, stavolta rido io. Visto? Questo vale un alba...giusto per il gusto di polemizzare, come hai scritto tu, sornionamente.
      Buona serata.
      Cucciolo

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    7. Il mio è un refuso. Il tuo un errore grave.
      Rido...

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  9. Adoro le isole, ferite vive su quella linea piatta che non sopporteresti. Le adoro vulcaniche ma anche di atollo, appena sgusciate di mare. Amo una parete da scendere in trekking fino a livello onda, coi ciottoli a massaggiarti la cavilgia provata, e amo una duna appena affiorata con le conchiglie ancora bagnate a chiedersi perché. Amo il mio goderne, in fondo. Un omonimo, comune bisogno di capricci...

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    1. Le isole hanno il coraggio di frantumare l'orizzonte. Un elemento di rottura che depone a tuo favore...

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  10. 'Una terra senza croste né ferite', è un'espressione che trovo molto bella.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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