4 giugno 2014

Michelina

Michelina deve essere stata una persona. Una donna che io non ho mai visto né conosciuto. Forse perché era già morta quando ho cominciato a pronunciare il suo nome. Per me Michelina è sempre stata la misteriosa cantina di quel nonno (padre di mio padre) che faceva la guardia campestre e che mi portava dal bosco violette raccolte nell'ombra. Michelina ha un ingresso minuscolo sotto una scala, la porta di legno e un indicibile odore di fresco umido. Conserva segreti che non ho mai conosciuto e nasconde oggetti appartenuti a chissà chi. Le mie zie continuano ad usare Michelina per riporci tutto quello che non serve più e che forse, prima o poi, servirà a qualcuno.

[foto by Kookookchoo]

8 commenti:

  1. Anch'io vorrei avere una Michelina che raccolga pezzi di storia della mia famiglia...

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    1. Michelina è un pozzo di storia, in effetti.
      Raccoglie di tutto da almeno un secolo...

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  2. Invece, io sono rimasto affascinato, sin da bambino, da una soffitta. Era in una vecchia casa di campagna che apparteneva ad alcuni miei zii e per me ha sempre rappresentato un luogo magico in cui si nascondevano cose misteriose. C’era anche una cassa. Non l’ho mai aperta perché era necessaria una chiave. E’ rimasta, con il suo contenuto, forse giustamente, un mistero dentro il mistero.

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    1. Ecco, Michelina (la cantina che ha preso il nome da una sua ex proprietaria vissuta chissà quando) somiglia molto alla soffitta di cui parli.
      Sono anni che non ci metto piede, ma sono sicura che al suo interno potrei trovare anche io casse misteriose.

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  3. Rieccomi. Che bello l'effetto carta stropicciata, mi piace.
    Anche io ricordo piccole leggende, quelle raccontate e quelle vissute da bambino. Ricordo le persone anziane nella campagna cilentana delle mie vacanze tra cui una signora novantenne, seduta sempre nel suo cortile coperto da piante d'uva, dove mi raccontava del suo lavoro nei campi, di storie che ricordavano le scene nei quadri di Julien Duprè. Ho dei ricordi straordinari, anche l'olfatto sente ancora l'odore insolito di quei momenti. Credo che siano delle esperienze importanti e necessarie che ogni persona, ogni bambino dovrebbe vivere.

    Leggendo Vino e Pane di Silone ho avuto modo di rivivere queste scene rurali. Ora che conosco l'Abruzzo ho visto i paesaggi nelle parole. Un libro bellissimo.

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    1. Ciao Veil!
      Quanto tempo... felice di rileggerti. Stai bene?
      Sei il primo che nota la carta stropicciata sul fondo del blog. Temevo che non si vedesse.

      Michelina non è una leggenda, è la cantina di mio nonno. Una cantina che ha un nome: non so quante ne esistano. Ma per la mia famiglia quando si parla di Michelina si parla di una cantina.

      "Pane e Vino" è un bellissimo libro. Come tutti i libri di Silone. Un autore straordinario. Orgogliosa che sia mio conterraneo.
      Tra l'altro: ogni tanto vado a salutarlo. Le sue ceneri sono conservata ai piedi di una torre medievale (a Pescina, sua città natale) non è molto lontana da dove vivo.

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    2. ...dopo essermi affezionato a Pietro Spina che poi si traveste da don Paolo Spada per fuggire alla caccia fascista, l'ultimo capitolo mette un dubbio insormontabile. Fuggito col cavallo, non sono riuscito a capire se è stato mangiato dai lupi, catturato dagli inseguitori oppure si sarà lanciato in una scarpata. Veramente bellissimo libro. Ho deciso che di Silone voglio leggere tutto.

      Scusami se ho divagato ma parlare di libri con te è fantastico.

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    3. Ho letto quel libro quindici o venti anni fa. Non ricordo tutti i dettagli, sono sincera.
      Ma il fatto che tu abbia voglia di leggere tutto Silone non può che rendermi felice. Ottimo!

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.