30 giugno 2014

L'ottusità degli intelligenti

Lo spreco d'intelligenza ci può stare: sperperare materia grigia è un lusso non un delitto. Gli intelligenti, per me, possono consumarsi come meglio credono. Mi inquieta molto di più la loro rara, e temo non evitabile, ottusità perché l'ottusità degli intelligenti genera in me uno spaesamento che non avevo calcolato, una mancanza d'appigli a cui non ero preparata. Come spiegare ad un essere intelligente che, forse, si sta dimostrando ottuso? Certe ragioni non bastano, altre evidenze neppure. Magari è solo questione d'ascolto o di interpretazione. Eppure so che un intelligente saprebbe capire. Se non lo fa è palesemente ottuso e confrontarsi con gli ottusi è una guerra persa.

[foto by Toadsmoothy2]

14 commenti:

  1. Risposte
    1. Dici che c'è da sorridere...
      Può darsi.

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  2. Qui bisogna andarci coi piedi di piombo. Potrei parafrasare un tuo famoso conterraneo, Benedetto Croce, che scrisse un testo classico "Poesia o non poesia", e dire "Intelligenti o non intelligenti". Così come viene: se un tizio è intelligente lo è e basta, in ogni sua manifestazione umana. Se invece non lo è può anche essere ottuso. Qui non ci piove.
    Il fatto è che tu stai parlando di intelligenti che non capiscono per ottusità.
    Errore: non capiscono perché sono troppo intelligenti, perché si ostinano ad esserlo oltre misura e tu, o altri insomma il competitore, non si dimostra abbastanza intelligente da capirlo, e considerano ottusità questa loro autodifesa. Ci si difende con l'intelligenza, non si aggredisce solamente, cosa pensavi? Ci si difende dagli stolti, dai fanatici, dai perfidi, da coloro che vorrebbero coprirti di ridicolo. E proprio in questi casi di difesa apparire ottusi, o facilmente stupidi, è un'arma imbattibile.
    Io mi ritengo sufficientemente intelligente e godo nell'incontrare gente che lo sia al pari di me e anche più di me. Ma quando trovo la malvagità nascosta dietro parole trasversali allora pur avendo capito benissimo faccio finta di non aver nemmeno immaginato che ci fosse qualche cosa da capire.
    Questo conferma la tua teoria, Euridice? Penso che in fondo era questo che volevi dire, oppure mi sono grossolanamente sbagliato?
    Cucciolo

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    1. Credo che gli intelligenti, a volte, possano essere ANCHE stupidi. E, tra l'altro, non c'è nulla di male.
      L'ottusità è ottusità non eccesso di intelligenza. La difesa della propria intelligenza si attua con un atto di ulteriore di intelligenza o apertura mentale, non con l'ottusità di chi si ostina a non voler capire anche di fronte ad un'evidenza.

      Apparire stupidi è un conto, dimostrare una chiusura totale alla comprensione è altro: è ottusità pura. Mi spiace.

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    2. L'ottusità del cretino è una cosa, quella dell'intelligente è tutta un'altra cosa. A volte, quando l'atto di ulteriore intelligenza o apertura mentale -come la chiami tu- in difesa della propria intelligenza non produce alcun effetto, non resta che il muro contro muro, cioè quella che tu chiama ottusità. E non ci trovo niente di strane e niente di male.
      Non accettare un'ingiustizia, per fare un esempio, dimostrandosi stupido, sempre per citarti, non vuol significare sempre chiusura totale alla comprensione, ma forse un tentativo di dare all'altra persona l'opportunità di ricredersi.
      Ma questo è naturalmente soltanto il mio punto di vista, opinabile e confutabile come il tuo.
      Cucciolo

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    3. Il cretino è sicuramente qualcuno che si ostina a non capire, l'intelligente che rifiuta di accettare una situazione non è necessariamente un cretino, o un ottuso come dici tu.
      Per esempio un'ingiustizia non si accetta con un "atto di ulteriore intelligenza o apertura mentale", come lo definisci tu ma col muro contro muro, oppure una bella portata in faccia, dico io. Il che equivale nel tuo vocabolario ad ottusità. Nel mio no.
      Naturalmente questa è solamente la mia opinione, opinabile e discutibile quanto la tua.
      Cucciolo

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    4. Scusa il pasticcio, ma il mio PC mi dava ERROR e ho ripetuto il commento, più o meno fedelmente. Mi spiace. Puoi cancellarne uno, se vuoi.
      Cucciolo pasticcione

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    5. Non preoccuparti, lascio i commenti come sono.
      Credo che la discriminante tra i nostri due modi di intendere l'ottusità dell'intelligente sia la consapevolezza. Nella tua "versione" l'intelligente è consapevole, nella mia "versione" no.
      L'ottusità, secondo me, non è creata ad hoc per una specifica ragione, qualunque essa sia. L'ottusità è ciò che è. Non è una manovra, né una strategia di difesa, né un diversivo per camuffarsi. Questa a me pare malizia, furbizia spiccia e persino un po' sciocca.

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    6. Con tutto il rispetto per la tua "versione" io rimango della mia idea.
      L'intelligente, se tale veramente fosse, è sempre consapevole. Se invece è insconsapevole è almeno poco intelligente.
      Io credo che la discriminante tra le nostre due posizioni sia che tu confondi la testardaggine con l'ottusità. Se una persona intelligente di prima schiera non la vuol dare vinta non è detto che sia uno sciocco, né malizioso, né furbo. Furbo e malizioso è chi fa finta di niente, girandosi dall'altra parte fischiettando.
      Ma penso che questa sia veramente una questione di lana caprina.
      Cucciolo.

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    7. Questione di lana caprina, appunto.
      Sfumature mai troppo nitide né destinate a migliore nitore.

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  3. oh sì! hai tradotto in parole esatte un pensiero che mi assilla, la frequente stupidità degli intelligenti, l'uso improprio che spesso fanno della loro dote, clava in testa a chi cerca di comprendere e controbattere, la spocchia delle parole dette a chiudere mai ad aprire.
    grazie,
    non a caso mi definisco "sufficientemente scemo"
    massimolegnani

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    1. Sono "inciampata" in questa considerazione in questi ultimi due giorni. Ovviamente è una situazione che avevo vissuto anche in precedenza, ma non ne avevo mai tratto un post.

      Hai ragione: parole dette (o ascoltate) per chiudere e non per aprire.
      Mi ritengo "sufficientemente scema" anche io. E mi sta più che bene!

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  4. Pura presunzione, ignorando di essere caduti nella trappola.
    Cristiana

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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