9 maggio 2014

Nessuno si prenda la briga di farmi risorgere

La morte non è un tabù. Neppure la mia. La Espe ne parla con la leggerezza che amo. All'idea della mia morte non sono allergica e gioco spesso con questo pensiero. Lo riempio di normalità per non appesantirlo e mandarlo a fondo. Dico sempre che morirò vecchia (perché magari camperò parecchio), cieca (perché a furia di libri i miei occhi saranno consunti) e sola (perché sarò odiosa fino alla fine). Ma la Espe mi ha spinto a riflettere anche su ciò che verrà dopo. Non il trascendente, che forse varia, ma il funerale. Onestamente non so come sarà il mio funerale e, in fin dei conti, non m'interesserà neppure. Ciò che voglio, però, è che nessuno si prenda la briga di farmi risorgere!

[foto by DenisOlivier]

17 commenti:

  1. Io non riesco a parlarne con leggerezza anzi la cosa inizia a farmi paura...
    spero solo non ci sia motivo che ne parli... Barbara D'urso.

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    1. Se ne parlasse la D'Urso si tratterebbe di morte precoce, violenta financo spettacolare.
      E ti lamenti pure?

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    2. si, a me la D'urso sta qua... =D

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    3. ehi,
      "Il tuo commento sarà visibile dopo l'approvazione."
      da quando fai controllo? è successo qualcosa?

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    4. Mi spiace aver dovuto attivare la "moderazione", Riccardo.
      Non mi piace e non vorrei, ma non ho alternative.
      Magari tra qualche tempo la rimuoverò e tutto tornerà libero come è sempre stato.

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    5. è un vero peccato dover arrivare a certe cose, ti capisco :-(

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  2. Che brutte cose che si leggono, questa volta l'orgoglio ha toppato. Classico esempio di tanta cultura e poca intelligenza. Un po' mi dispiace.

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    1. Non entro nel merito perché sarebbe complicato e sono sinceramente sfinita da questa vicenda.
      Non posso spiegarti come stanno davvero le cose.
      E questo non è il luogo adatto.
      Ma spero che tu possa andare oltre quel che sembra. Semplicemente perché mi conosci.

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  3. Io sono sicuro che Lazzaro, dopo essersi fatta la sua brava agonia ed essere trapassato con tutte le carte in regola, si vide resuscitare dopo un po' di giorni e ritornare in questo letamaio di mondo, avrà sfoderato tante di quelle bestemmie da far arrossire anche Belzebù.

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    1. Rido...
      Questa versione della resurrezione di Lazzaro non l'avevo considerata.
      Ma mi metto nei suoi panni e continuo a ritenere che alla resurrezione non ci tengo affatto.

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  4. Parli, parlate della morte così non perché NON la temete ma per il motivo opposto secondo me.la morte è un esito organico inevitabile, democratico e spesso triste.
    Solo il ricordo, lo spirito, il segno non corruttibile di ciò che siamo stati può salvarci da un'inutilita' senza fine; il resto è accademia di cinismo, non è mai gradevole e giusto, moriamo tutti ma così é peggio.

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    1. Secondo me teme la morte chi la ignora. Io (e parlo solo per me, non mi permetto di farlo per altri) non la ignoro perché la considero un momento essenziale dell'esistenza.
      La morte è triste, spesso, per i vivi che restano non per chi muore. E mi riferisco a chi muore in maniera naturale, dopo una vita lunga e soddisfacente.
      Il cinismo è un'altra cosa.

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  5. Io non temo la morte tanto per me ma per le persone che amo. Voglio essere seppellito e non seppellire le persone a me care.

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    1. Come ho scritto sopra, infatti, la morte è spesso un gran dolore per chi resta e vive.
      Una percezione naturale e giusta la tua.

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  6. Quando uno se n'è fatto una ragione che bisogna morire è a posto. E il funerale sia come sia, tanto non ci siamo più.

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  7. confesso che la morte (mia) mi disturba, non mi capacito.
    e non credendo in un aldilà mi sono creato un aldiqua, risorgerò sasso!
    ml

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.