13 marzo 2014

Negli occhi ci sono più parole che nei libri (*)

Gli occhi che dicono li ho visti davvero. Contengono molte più ombre che luci. E' per questo che mi dicono senza dire nulla. Li ho visti scivolare su facce che non conosco e non conoscerò mai. Li ho visti impigliarsi in una fila in attesa o sui binari di un treno in partenza. Le parole degli occhi che dicono si fermano nei miei pensieri come fossero inchiostro su pagina bianca. Alcuni però li ho afferrati e stretti nel cuore. Li ho cinti di passione perché so che non finiranno mai. Proprio come fanno gli incantesimi, proprio come fanno i libri che non smetteresti mai di leggere.

[foto by tothzoli001]

(*) Christian Bobin

14 commenti:

  1. Occhi che parlano, silenziosamente, emettendo giudizi, scegliendo, scartando, esaminando, sempre tacendo. Bellissima immagine. Vera. Nessuno può capirti meglio di un pittore. Per dipingere un quadro devi trovare il soggetto e questo è compito degli occhi, che poi iniziano un colloquio serrato con la parte artistica di me, cioè con tutto me, un colloquio che non si esaurisce nella scelta del soggetto, ma in quella delle linee, dei colori, delle masse, insomma di tutto. Gli occhi mi parlano in continuo e litigano con me, perché io sono un assolutista, che vuole avere sempre ragione, ma i miei occhi appartengono a me e anche loro vogliono avere sempre ragione. I miei occhi mi hanno sempre parlato e lo fanno anche adesso, mentre ti sto scrivendo, scorrendo sui tasti e poi sulle righe del testo. Mi stanno dicendo che devo concludere altrimenti finisco con l'incartarmi. Hanno ragione loro. Sono in fase critica e straparlo, o strascrivo per meglio dire.

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  2. A me dicono molte cose gli occhi dei bambini di famiglie disagiate che frequentano il mio ufficio, spesso anche quelli delle loro madri. E non sono cose belle.

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    1. Posso solo immaginare. Ma non conosco quegli occhi che dicono cose non belle.

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  3. Gli occhi che dicono li ho visti anch'io, e parecchi. Ne ricordo solo un paio. Due occhi di un africano che guardavano da un finestrino di un autobus a Milano e vedevano per la prima volta cadere la neve, Mi sono rimasti quegli occhi.

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    1. Vedere la neve per la prima volta è un piccolo, grande miracolo.
      Meraviglia allo stato puro.
      E' giusto che porterai con te quegli occhi stupiti.

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  4. Vedi che proprio non ci sto con la testa? Gli occhi che dicono...e io ho pensato ai miei che parlano soltanto a me. Ho dovuto rileggere il tuo bel pezzo e poi capire finalmente -beh non ho mica l'Alzheimer- e chiedere scusa per la cantonata. Devo smettere di pensare al mio muscolo cardiaco.
    Occhi che dicono. Come non pensare a quelli di mia madre alla fine di agosto del 1988. La stavo lasciando nella casa di cura dopo un fine settimana passato insieme a chiacchierare di cose nostre nella sua vecchia casa. Era la prima volta nel corso della mia vita che io parlavo tanto con lei. Non lo sapevo, forse sentivo, che non ci sarebbe più stata un occasione per farlo. Lei mi aveva ascoltato tutto il tempo: beveva le mie parole con avidità. Poi arrivò il momento di riportarla all'ovile. Un lungo abbraccio e poi quello sguardo muto, infinito. Misi in moto la macchina, la guardai per un attimo e andai via. Sentivo il suo sguardo aggrappato alla mia schiena.
    Ho incontrato tanti occhi che dicevano cose, ma non dimenticherò mai quelli.

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    1. Gli occhi delle madri sono speciali. Lo sono sempre.

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  5. Nel corso della vita s'impara via via a cercare di leggere negli occhi; a volte ci si riesce o si crede di riuscirci, a volte non c'è niente da fare, altre sono come pagine di un libro e ti fanno bene, oppure ti fanno male a causa dell'incomprensione reciproca.Mi è capitato di chiudere gli occhi per ricreare uno sguardo nella mente, per avere più tempo per capirlo.
    Ora forse mi caccerai dal blog, ma ci tengo a dire che, tra gli sguardi più profondi e comprensivi, nei quali mi sono tuffata a mi tuffo con entusiasmo, ci sono quelli dei miei cani.
    Cristiana

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    1. Tra gli occhi più buoni, pieni e puliti che abbia mai conosciuto ci sono quelli del mio adorato cane lupo. Ha accompagnato parte della mua vita ed è lo spirito migliore che abbia mai avuto la fortuna di conoscere.

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  6. È vero, Euridice. Anche gli occhi del mio cane sono meravigliosi. C'è una dolcezza, nella loro luccicanza, che non si esaurisce mai. Occhi che parlano veramente e forse, in questo, sanno comunicare meglio di qualsiasi altro animale umano. Perché nei suoi sguardi non c'è mai giudizio né condanna, c'è fedeltà, affetto. Un affetto instancabile.

    Sono pienamente d'accordo col tuo commento qui sopra.

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    1. Hai un cane?
      Non me ne hai mai parlato... come si chiama? E' con te o è rimasto a Napoli?

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  7. Risposte
    1. Da intendersi come participio passato di leggere o come sostantivo maschile singolare?

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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