31 marzo 2014

L'albero della stazione

Primo giro in bicicletta. Senza pretese: pedalo con poco vigore. L'aria è più fredda di quanto m'aspettassi ma ci sta con un'ora in anticipo. Vado verso la stazione dei treni del mio paese. E' un po' che manco. Il silenzio è sempre lo stesso. La mancanza di treni pure. C'è un nuovo cancello e persino i vetri puliti. Hanno messo in ordine, pare. Passo e vado verso la fontanella che è lì da quando c'è la stazione. Ma lì accanto non c'è più l'albero che l'ha sempre sovrastata. Il giardinetto con le aiuole di bosso è stato schiacciato da uno strato di catrame e del grande albero dalle foglie sottili e fruscianti non resta che un mozzicone di tronco morto. Sono furiosa. 

8 commenti:

  1. Io non capisco perché sia sempre così diffusa (se non "più diffusa") questa ostilità nei confronti degli alberi.
    A volte c'è un accanimento che non ha alcuna spiegazione, economica, estetica, di qualità, di funzionalità.
    E' come se l'umanità avesse una sorta di fantasmatica lotta interiore contro gli alberi.
    Un mondo così non può che finire male.
    Secondo molti studiosi, l'unica possibilità che avremmo per salvare in qualche modo la pelle dal collasso, sarebbe quella di mettersi a piantare alberi forsennatamente.
    Ecco, proprio il contrario di ciò che succede.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per me che ho deciso da tempo di volermi reincarnare in un albero, questo odio (come scrivi bene tu) nei confronti degli alberi non riesco proprio a capirlo.
      Si tagliano alberi che sono dove sono da decine e decine di anni. Addirittura secoli.
      Nel mio paese, verso il bosco, c'è una splendida quercia che ha circa 800 anni, secondo la datazione degli esperti. Eppure c'è gente che ha cercato di massacrarla con ogni mezzo.
      Cosa aveva da guadagnarci?
      Presumo nulla. Semplice, comune, banalissima idiozia.

      Elimina
    2. La madre degli idioti è sempre incinta.
      Se è diventato un detto significa che il problema è assai vecchio.

      Elimina
    3. Risale alla notte dei tempi. Immagino.

      Elimina
  2. Ah, se gli alberi potessero difendersi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarebbe divertente vederli armarsi di motoseghe o di asce...
      Così come mi piacerebbe davvero poter vedere gli uccelli e gli altri animali cacciabili armarsi di fucili a pallini.
      Allora sì che sarebbe una lotta alla pari. Uno "sport" in senso puro, come lo chiamano i cacciatori.

      Elimina
  3. Guido Ceronetti, che da sempre è molto sensibile verso queste tematiche, ha scritto questo verso: “ Ogni albero è un angelo ferito.”

    RispondiElimina

Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.