17 marzo 2014

Crescersi l'anima

All'inizio, forse, si dà la colpa al lavoro. Poi magari anche al marito o alla moglie. A seguire magari anche ai figli e alla mancanza inesauribile di tempo. Si smette di crescere e non se ne ha neppure coscienza. Finiscono le letture, finisce l'arte, finisce la lotta per diventare migliori. Eppure crescersi l'anima tra pagine e immagini e pensieri era un imperativo. Cosa è cambiato? Vedo la resa alla normalità dell'odierno, la sconfitta tragica della mortalità della carne. Dov'è il moto che spinge oltre? Dove la voglia di conoscere per conoscersi di più? Dove quel fuoco barbaro e veemente che scaraventa i pensieri oltre il pensato?

[foto by Kleemass]

13 commenti:

  1. È il trionfo del modernismo, dell'usato, del deja vu, del menefreghismo, dei programmi televisivi più scemi. Ci si appaga del nulla. Manca la voglia, si diceva una volta. Si potrebbe dire anche oggi. Io, per dirne una che mi fa paura, non riesco a leggere avanti una sola pagina in più del libro che ho iniziato a leggere prima del mio compleanno, più di un mese fa. Non esiste una ragione specifica, il libro mi interessa ma non riesco a concentrarmi.
    Per dirne un'altra che mi terrorizza, non riesco a mettere mano a un carboncino, a un pastello, a un pennello, insomma non disegno e non dipingo da...da quando? Me ne sono dimenticato. È terrorizzante.
    "Dov'è il moto.....? Dove la voglia di.....? Dove quel fuoco barbaro e veemente che scaraventa i pensieri oltre il....." FUTURO ?

    PS. Bellissimo pezzo. Centrato l'incrociatore e affondato.

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    1. Allora sarebbe il caso di tornare a prendersi cura di sé. Non trovi?
      Lo ammetti tu stesso. Non riesci a leggere da tempo, non disegni (o dipingi) da non si sa quanto...
      Hai deciso di smettere di crescere?
      Non va affatto bene. Non da uno come te.

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    2. Non ho deciso di smettere di crescere, questo no. Ma mi sento sotto una cappa di disfattismo intellettuale. Spero che sia dovuta al momento contingente in cui mi trovo. In effetti è una cosa nuova e per questo mi sta spiazzando.

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    3. Visto che hai focalizzato il problema, potresti darti da fare per risolverlo.
      No?

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    4. Infatti ci sto lavorando. Ci riuscirò e per questo ringrazierò anche te. Infatti se punzecchiato reagisco sempre. Immagino che te ne sia accorta...

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  2. Fortunatamente ho un padre che anche quando usciva alle 6 di mattina per andare al lavoro e tornava alle 8 di sera non ha mai smesso nei suoi momenti liberi di leggere, guardare film, ascoltare musica, andare a visitare mostre e città.

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    1. Tuo padre è un esempio raro, per quel che ne so.
      La stragrande maggioranza delle persone che conosco pensano che la vita, il lavoro, i figli e tutto il resto siano impedimenti troppo grandi e pesanti da superare.
      E se prima si davano da fare per crescersi l'anima, poi smettono pensando che a un certo punto sia opportuno abbandonare tutto.
      Io non sono d'accordo, ovviamente.

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    2. Credo che sia anche questione di educazione (forse). Lui dice che l'ha imparato sia da suo padre che quando avevamo l'albergo trovava sempre i momenti per leggere i giornali e narrativa (mio nonno era un grande amante degli scrittori francesi e russi) e sia negli anni trascorsi in collegio.

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    3. Sì, probabilmente è anche questione di educazione. Unita, però, ad una discreta dose di buona volontà. Come sempre!

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  3. Non lo so, forse questo mondo superfluo non aiuta. La mia famiglia è un'oasi perchè ci sproniamo gli uni con gli altri a migliorare, a conoscere sempre di più. I miei nonni non sono sposati eppure si scelgono ogni giorno e si tengono sempre per mano, proseguono insieme e così facciamo anche noi e ci sono scambi di vedute, conoscenze... insomma, voglia di crescere insieme.
    Un abbraccio

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    1. Forse è proprio questo che manca: lo stimolo da parte delle persone con cui si vive e si convive. Se non ci sono interessi forti, il desiderio di scoprire e di capire non si può crescere.

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  4. Io ho una forte intolleranza al culto feticistico della crescita.
    La crescita è solo una parte dell'esistenza, solo una parte del ciclo biologico.
    Purtroppo questo furore ideologico pro-crescita è ciò che sta mandando a patrasso il mondo che ha limiti finiti ben precisi.
    C'è la crescita, c'è la maturità, c'è l'anzianità e poi la morte.
    E' la vita, l'evoluzione.
    Solo i tumori crescono sempre.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.