3 marzo 2014

Altrove c'è l'altrove


Finisce sempre così, con la morte, prima però c'è stata la vita, nascosta sotto i bla bla bla bla. È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l'emozione e la paura, gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza e poi lo squallore disgraziato e l'uomo miserabile. Tutto sepolto nella coperta dell'imbarazzo dello stare al mondo, bla bla bla bla. Altrove c'è l'altrove, io non mi occupo dell'altrove, dunque che questo romanzo abbia inizio. In fondo è solo un trucco, si è solo un trucco.

Monologo di Jep Gambardella (Toni Servillo)
"La grande bellezza" di Paolo Sorrentino

16 commenti:

  1. Ha preso l'Oscar come miglior film straniero, cioè non americano, non Ollivudde.
    Bello! Erano 15 anni, dallo strillo di Sophia Loren "Roberto!!!" che il cinema italiano non riceveva questo riconoscimento internazionale, che, per chi crede in queste stronzate come premi letterari e affini, è una gran cosa evidentemente.
    Ora passiamo al senso del monologo, quindi di quel che vuoi mettere in evidenza tu, Mia Euridice (non ti chiamerò Tua Euridice per rispetto di me stesso e naturalmente di te).
    Quindi la vita è tutto un bla bla bla. Ci può stare. La morte invece no: è un dato di fatto, una pietra tombale (non ho cercato l'effetto, lo giuro) su quel bla bla bla. Per così dire la morte sarebbe la nobilitazione del bla bla bla. Quasi quasi mi piace.Poi c'è l'altrove, dice Jep Gambardella. E chi se ne frega, rispondono in tanti, una massa anche di credenti non solo di atei. Ma non è questo il punto. Anche l'altrove è un bla bla bla, mi sembra la sublimazione del bla bla bla. Quando non hai certezze che fai? Bla bla bla. E allora?
    Continuiamo sto romanzo, che tanto è solo un trucco. Ma trucco non mi piace, mi fa pensare agli illusionisti che odio. Preferisco dire che è tutta una finzione con la quale giochiamo tutti, chi più chi meno.

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    1. Sì, "La grande bellezza" ha vinto l'Oscar. Sono felicissima che Sorrentino abbia vinto. Ho visto questo film alcuni mesi fa, quando è uscito al cinema.
      A me è piaciuto molto. Estremamente "felliniano", questo è vero. Per qualcuno è una sorta di plagio, per me non è così.
      Da qualche anno frequento la città di Roma e vederla raccontata così come l'ha raccontata il registra napoletano, mi ha colpito molto perché va ad evidenziare quel "marcio" che molti romani non vedono o preferiscono non vedere.

      Jep è un personaggio disincantato e cinico. E' affascinante, snob, persino odioso. Quello che dice rientra perfettamente nel suo ruolo.

      "...l'imbarazzo di stare al mondo..." mi ricorda un po' Cioran: "L'inconveniente di essere nati". Ma qui ci starebbe bene un parere di Jean. Ammesso che abbia visto il film.

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    2. Non ho visto il film, ma appena ascoltato il titolo ho pensato a "La dolce vita".
      Starebbe bene anche a me un commento di Jean. Lo aspetto.

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    3. Jean si è dimenticato di noi...

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  2. Un premio Oscar tutto napoletano. dal regista, Sorrentino, all'attore, Servillo. Chapeau...e poi dicono che noi terroni...

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    1. Napoli docet!
      A me ha fatto molto piacere. Immagino quanto possano essere orgogliosi i napoletani come te.

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    2. Posso dare il mio parere? Sono napoletano e l'ho visto ieri alla tv. Secondo me è un tentativo spudorato ma non tanto infelice di richiamare in vita le tematiche della poetica felliniana e lo stile narrativo del film "Roma" di Fellini. E' presente solo a sprazzi la vena ironica felliniana. Io l'oscar lo avrei dato all'operatore alle luci, che peraltro in televisione risultano scurite di tono, ma c'è un'abilità tecnica notevole. Apprezzabili alcuni spunti letterari riguardanti la sceneggiatura, ma non saprei dare torto a chi oserebbe definirlo "una bella palla". Per fare un' operazione del tipo di Sorrentino, bisogna che siano morti tutti quelli che hanno visto i film di Fellini, così come per riportare in scena con successo le commedie di Eduardo, devono esser morti tutti quelli che le hanno viste recitate da Eduardo.
      Mio modesto parere, chiedo scusa.
      .

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    3. I riferimenti e i debiti al cinema di Fellini sono lampanti, urlanti, spudorati. Nessuno lo nega. Neppure Sorrentino.
      La fotografia è impeccabile ed è una parte sostanziale della pellicola. La sceneggiatura, onestamente, poteva essere studiata un po' di più.

      Non chiedere mai scusa, qui, per un tuo parere. Ok?

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  3. É un film che ti fa pensare. C'é tutto; tra cui anche il niente. Consiglio di vederlo più volte, magari a distanza di tempo e da soli. Siamo la generazione del bla bla bla, di Facebook, tanto chiacchiericcio. "La povertà non si racconta. Si vive".
    Maria, 25 anni.

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    1. Ciao Maria.
      Ho visto "La grande bellezza" al cinema, quando uscì.
      Litigai con un paio di adolescenti che erano annoiate dal film e prese dai loro cellulari.
      A me è piaciuto molto perché l'ho sentito vicino al mio percepire certa "mondanità".
      L'ho rivisto altre volte e quella sensazione è rimasta identica.

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    2. Non solo le adolescenti sono annoiate dal film. A tanta gente non é piaciuto, a tant'altra sì. La mondanità raccontata da Sorrentino é più vicina di quanto si immagini. Nel film le donne non fanno una bella figura: Talia concept, Orietta, Stefania, la ragazza cocainomane di verdone. Si salvano la nana e la santa, personaggi atipici nella nostra società dove la maggioranza di ragazze/donne rientrano nelle categorie delle donne prima citate: fuffa, narcisistiche, piene di io io io..

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    3. L'accusa più comune fatta al film è quella di aver scopiazzato Fellini. Io non la penso così. Trovo che Fellini sia stato l'ispirazione. L'anima del film è un'altra.

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    4. Non sono una esperta di Fellini; l'unico film che ho visto é stato Amarcord e mi é parso il racconto di un'altra Italia, ben lontana da quella rappresentata da Sorrentino. I prossimi film sul mio programma saranno La dolce vita e 8 1/2. Comunque, da interviste sentite, non mi sembra che il regista smentisca una certa ispirazione a Fellini.
      Hai visto Youth? Personalmente non mi é piaciuto; alcune scene ricordano la Grande Bellezza e l'ho trovato decisamente piatto basato sostanzialmente su battute, inquadrature particolari e una trama che non c'è.

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    5. Sì, ho visto Youth e non mi è piaciuto. L'ho trovato troppo retorico e un po' finto. Forse abbiamo avuto le stesse sensazioni...

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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