24 febbraio 2014

Bufale e catene

Uso WhatsApp da pochissimo. Strumento facile e divertente, sia chiaro. Sarà anche per questo che diventa pratico veicolo per divulgare ridicole storielle che, un po' per ignoranza, un po' per ingenuità, diventano sottospecie di pestilenziali virus. Bufale che rimbalzano da un contatto all'altro pretendendo di diventare catena. Cambia lo strumento ma non le idiozie, a quanto pare. Prima passavano via e-mail, via sms, via quello-che-capita. Proprio per questo mi sorprende che in troppi ci credano ancora. Perché devono crederci per rispedirle a chiunque. Un po' sorrido, un po' mi inquieto poi cancello tutto e amen.

[foto by crilleb50]

18 commenti:

  1. Mi diverto da matti col Whats App, come ben sai. Quando ero in ospedale per un controllo al cuore mia nipote ha creato un gruppo famigliare per comunicare velocemente e scambiarci immediate notizie. Io sono uscito incolume da tempo da quell'ospedale mil gruppo è rimasto e ci divertiamo tutti da matti, anche se, quando siamo in piena azione soprattutto a fine settimana, il mio cell sembra un un'uccelliera, dato che segnala l'arrivo di ogni messaggio con un vigoroso "ciiip". Perdono alla mia gente l'invio di tanta porcheriola -chiamiamola così- che mescolano in continuazione a foto di bimbi sorridenti o meno -molto meno- a foto di paesaggi csono certo cose buone, ma capisco eccellentemente quel che tu.
    Spiegami una cosa: da un po di tempo mi arrivano foto di piatti succulenti (!!!), tipo spaghetti con le vongole, gnocchi friulani con la marmellata, bistecche di manzo, torte le più allettanti, tutta roba da far venire l'acquolina in bocca. Che vuol dire?
    Scusa, dimenticavo i carciofi alla giudia....ti pare poco?

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    1. Lo so che con WhatsApp ti diverti molto. Anche più di me, devo immaginare. Lo uso anche io ma senza diventare matta. Comunico con te e con qualche altra persona che mi sta a cuore.
      Mando immagini, come sai. Ti ho fatto passeggiare con me in giro per Roma. L'ho fatto perché so che ami molto quei luoghi e perché mi piace condividere ciò che vedo con chi sa apprezzarlo.
      Anche i carciofi alla giudia! Ma lì ero in un ristorante ebraico e volevo farti invidia.

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    2. E come se me l'hai fatta! Ma grazie al ciufolo! Quando ero a Roma, in un mercatino in via Magna Grecia abbiamo visto carciofi fa vo lo si, che qui ci sogniamo. Mi fanno ridere Renzi & company quando straparlano, ma perché non si fanno un giro nel resto d'Europa, ma non nelle Banche o in Borsa: dovrebbero girare nei mercati e vedere la frutta, la verdura, il pesce, i formaggi che troviamo qui. Ti garantisco Euri che tu e il resto delle donne italiane ve ne andreste col nasino arricciato per il raccapriccio. Mi posso immaginare che tu mai mangeresti quella roba o soltanto Würstel o carne di maiale.
      Ebbene noi in Italia abbiamo una dovizia che qui comprerebbero tutti, ma NON ARRIVA NIENTE, magari la buttano, ma potrebbero fare soldoni se solo qualcuno si prendesse la briga di caricare un TIR e di mandarlo ad un mercato generale. Faccio un paio di nomi: Francoforte, Mannheim, Berlin, München, Düsseldorf, così i primi che mi sono venuti. La roba la scaricherebbe in un momento.
      Ma a sentire i grandi della nostra economia si può esportare solo tecnologia, alta e media, e prodotti di grandi qualità. E i prodotti della nostra terra che qui si sognano, e il pesce, che qui arriva da Israele, da Istanbul, dal Portogallo, dalla Tunisia?
      Meglio che smetto altrimenti mi viene il magone.

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    3. Probabilmente ci sono leggi di mercato che non rendono tale scambio economicamente interessante. Forse la Germania tende a proteggere le proprie produzioni o a favorire certi Paesi. Non so...
      In ogni caso mi spiace terribilmente che i bellissimi carciofi "romaneschi" tu possa vederli solo in foto!

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  2. Sono motivi ricorrenti di comportamenti gregari che trascendono qualsiasi mezzo di comunicazione. Che sia il passa parola o qualcosa di più tecnologico, lo spirito non cambia.
    Il miglior silenzio non fu mai scritto!

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    1. Esatto. Il mezzo di comunicazione è irrilevante. Ora va di moda WhatsApp ed è lì che i "geni" del momento si scatenano. Poi passerà questo periodo e si arriverà a riproporre le stesse idiozie con uno strumento diverso.

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    2. Si arriverà a riproporre le stesse idiozie con uno strumento diverso.
      Quello è il cuore del problema.
      Per questo io sono scettico contro questa infatuazione sulla tecnologiao meravigliao che tutto salverà.
      Se non lavori con te stess*, se non persegui di vivere con virtù e conoscenza, sarai sempre e solo un bruto con tecnologia ed energia a disposizione (in altre parole farai più danni dei bruti di una volta che non avevano accesso né all'una né all'altra).

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    3. Gli strumenti tecnologici sono messi a punto per un utilizzo equilibrato e anche intelligente. Che poi in tanti ne facciano un abuso o un uso piuttosto discutibile, non è colpa dello strumento in sé.

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  3. hai detto giusto: "cambia lo strumento..."
    e per questo io credo ci sia una lotta tra "informatici" per scovare ogni giorno uno strumento nuovo per...

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    1. Gli informatici sono pericolosissimi.
      Secondo me sono d'accordo con il diavolo!

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  4. ahh, e quando passavano nella cassetta delle lettere? le famose catene di sant'antonio con tanto di maledizione finale se si fosse interrotta non spedendo lettere uguali ad tot persone... tutto si ripete in chiave più moderna. un saluto

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    1. Questa non me la ricordo.
      Cioè: non mi sembra di aver mai visto una catena di S. Antonio in versione cartacea. Praticamente la bisnonna di quella che ora passa via WhatsApp.

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    2. antopo 76 ha proprio ragione, le prime catene di Sant'Antonio erano via posta, e come altrimenti? Stiamo parlando della metà degli anni 50 e della fifa che le prime volte veniva a non ottemperare all'obbligo di scrivere dieci lettere per non cadere sotto tremende maledizioni.
      Nihil sub sole novi, Euri.

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    3. in questo blog c'è l'immagine di un'autentica lettera battuta a macchina. la bisnonna delle catene via whatsapp. io ne ricordo tante.... ma nel mio caso non erano gli anni 50, direi a cavallo tra 80 e 90.
      ecco il link: http://rumentaio.blogspot.com.es/2012/07/r039-catena-di-santonio.html

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    4. si, me la ricordo anch'io, uguale, uguale O_O
      noi ragazzini eravamo combattuti dal buttarle via o metterci a scriverle e metterle nelle cassette postali...
      mortacci loro, magari è colpa loro se ora...

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    5. Confermo: non mi è mai capitato di vedere nulla del genere...
      Ma io sono troppo giovane!!!
      (e che nessuno si azzardi a fare battutacce)

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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