31 gennaio 2014

Libri in bocca

La guardo mentre rabbocca di scienza giuridica me e le altre. Sa molto, non v'è dubbio. E sa pure dirlo bene. Ha lo spirito di chi non ammetterebbe mai una mancata conoscenza. Almeno non in merito alla materia di cui si sente maestra. La memoria l'aiuta perché, da quel che vedo, gli avvocati senza virtù mnemonica sono come sacchi vuoti. Tolto questo, però, cosa le resta? Una testa di gossip da provincia, un succulento groviglio di divorzi, amanti e corna. L'amico dell'amica dell'altro amico. Ovviamente qualche film cretino da vedere in compagnia e tanti libri mediocri che restano sugli scaffali. Del supermercato, logicamente.

[foto by StefanoBonazzi]

34 commenti:

  1. Dente avvelenato? Un po' di critica nn fa mai male, ma mi piacerebbe che ci fosse piu'solidarietà tra il genere femminile.È tutto.

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    1. Mah... guarda, onestamente poteva accadere anche con un uomo e il mio parere sarebbe stato identico. E' capitato con una donna, tutto qui.
      Tu sei un po' "nuova" (non ti ho mai visto qui nei paraggi), ma non ho gran considerazione del genere maschile, in generale. La mia misandria è famosa!

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  2. Il post riguarda qualcosa di personale su cui non intendo incidere.
    Mi ricorda però una persona che frequentavo quando ero a Roma. Penso che fosse un laureato in legge che non svolgeva attività forense, ma disquisiva amabilmente e no ovunque lui fosse e in compagnia di chiunque lui si trovasse.
    Parlava con estrema competenza -non saccenza come recentemente letto- però monotonamente ci ossessionava con teorie a volte fantasiose, ma di coerenza dialettica estrema. Insomma un eccellente conversatore, di cui però nessuno sentiva la mancanza quando lui non era nei paraggi.
    Probabilmente non c'entra niente col tuo post, ma quando scrivi qualcosa tu lo fai in modo stuzzicante, nel senso che, almeno a me, stuzzichi una risposta.

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    1. Mi aspetto sempre una tua risposta. Credo che da quando ci conosciamo tu non abbia mai lasciato un mio post senza commento. Almeno mi pare.
      La persona di cui parlo non è propriamente saccente, è solo molto competente nella sua materia. Fuori da quella, però, non sa altro. Si limita alle sciocchezze che ho detto. E mi spiace per lei perché è cresciuta molto dal punto di vista professionale, ma pochissimo in tutti gli altri ambiti.

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    2. Come potrei mai mancare? La tua misandria mi eccita, perché tu detesti certi uomini del cui formato una parte preponderante e caratteristica fa parte del mio genoma, quindi detesti circa il 60% di me. Oltre ciò solleciti certe mie fantasiose considerazioni e riesumi ricordi che non stavano sepolti, bensi coperti di polvere, e a me fa un terribile piacere riesumare vecchie "istorie".
      E poi sei capace, convincente, sobria, mai comune, mai ineducata, mai superficiale e soprattutto SINCERA.
      Come potrei mancare?
      Sei il secondo blog di riferimento ad ogni apertura di PC. Non ti rivelo qual'è il primo.

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    3. Dopo un "qual'è" (con l'apostrofo) preferisco non sapere null'altro.

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    4. Ammazza! Credevo di sollecitare il tuo buon umore con tutti i complimenti che ti ho scritto e tu invece che mi combini? Ti blocchi su un refuso. Questa volta son deluso...

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  3. No, no quale solidarietà! Voi bipedi femminei quando vi tirate i capelli vi trovate sempre tra la striscia di Gaza e la terza media. Siete adorabili, piccine.
    Jean Claude.

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    1. Jean!
      Mannaggia... avrei tanto voluto il tuo parere su un post di una persona che viene qui e con la quale mi sono trovata in totale disaccordo. Si tratta di QUESTO.

      In merito a noi, piccine, credo tu abbia ragione. Anche se a me capita di rado di accapigliarmi. Nemmeno con le Jane.

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    2. Mi pare tu abbia avuto vita fin troppo facile nel confutare lo scritto del tuo giovane interlocutore.
      Anche se con la definizione di nazismo religioso, l’uomo in cammino avrebbe davvero potuto aprire una discussione interessante (troppo).
      Certo poi quando si risponde che per religioso si intende un movimento che si fa cultura, lo spunto affascinante va a farsi una camminata con l’uomo.
      Tu, inoltre, hai correttamente ricordato che al limite si tratterebbe, antropologicamente, di una cultura che si fa religione; certo, certo che successivamente si vedrebbe secolarizzata (non l’ebraismo della diaspora, comunque).
      A proposito di antropologia mi torna alla mente una vecchia battuta in uso all’università di Torino secondo la quale la teologia si occupa di Dio, la filosofia si occupa dell’io e l’antropologia si occupa dello zio.
      Ecco, per carità, nulla contro gli zii e, soprattutto (soprattutto) contro le zie, ma eviterei di entrare in questa bella discussione molare a funzione binaria. Quindi, prendo la mia linea di fuga e, con affetto, saluto.

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    3. Che eleganza!

      In ogni caso grazie per l'interessamento e per aver perso tempo in queste beghette da blog. Sorrido...

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    4. @Jean Claude- anch'io mi aspettavo e mi auguravo un tuo intervento su quel miserabile post. Peccato! Ho sentito la tua mancanza.

      @Anonimo, cosa ti sei fumato?
      A proposito: c'è un anonimo Jaean Claude, finissimo cervello, che si firma con nome e cognome, facendo della parola "Anonimo" un grazioso vezzo, e c'è chi come te dietro quella parola nasconde la sua pochezza e le sue miserie.

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    5. Vincenzo!
      Guarda che Jean e l'anonimo sono la stessa persona.
      Mi sa che inizi a perdere qualche colpo.

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    6. Non avevo capito in effetti a chi si riferisse Vincenzo.
      Va be', non gli è piaciuto il secondo commento.
      Però per il primo mi son beccato del finissimo cervello.
      Jean Claude.

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    7. Si riferiva sempre a te, senza aver capito che fossi tu.
      Il secondo commento è piaciuto a me. Va bene lo stesso?

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    8. Pure questa adesso! Dopo il qual'è con l'apostrofo anche il rimbambimento incipiente. Devo riflettere.
      Per quanto attiene al mio errore, o scambio di anonimità, non era affatto facile capire, anche a pieno regime neuronico. Infatti nel secondo commento lo stile è leggermente diverso, come di uno che tenta di imitare un altro (non a caso senza apostrofo!). Inoltre Jean Claude si firma sempre, da qui l'equivoco. Ma tu hai il dente avvelenato con me. Lo deduco dalla mancanza di riscontro ai miei commenti al Walker, e dalla mancata risposta (ahi, ahi, ti allinei con certa gente che lo fa per abitudine, abitudine che detesto) alla mia mail, con cui volevo appunto chiarire quel che era già sufficientemente chiaro.

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    9. Da un'altra cosa lo deduco: dall'assenza di tuoi commenti ai miei più recenti post. Evidentemente ho detto o scritto (meglio) qualcosa che non ti ha sfaciolato; ma invece di rimbrottarmi immediatamente te la sei tenuta nel gozzo in modo, diciamo, molto femminile.
      E il maschiaccio che è in te? Quando esce fuori?

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    10. Così scrisse Euridice: Il secondo commento è piaciuto a me. Va bene lo stesso?
      Ma io sono qui esclusivamente per il suo diletto, mia cara. Opportunisticamente la risaluto, Jean Claude ®.

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    11. @Vincenzo: mi sembri un tantino permaloso o sbaglio? Il "qual'è", conoscendo la tua arroganza, è oggettivamente imperdonabile. Non fare come l'Uomo in cammino che legge cose che non ho mai scritto. Se c'è qualcosa che non va te lo scrivo o te lo dico. Il maschiaccio che è in me è sempre vivo e vigile, non preoccuparti. L'importante è non esagerare né pretendere troppo. Continuiamo ad essere solo su un blog. Non dimenticarlo.

      @ Jean: felice di saperlo. Saluti!

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    12. No, io non sono un blog e nemmeno tu. Il blog è servito per farci conoscere, poi è nato un feeling, che va oltre il blog. O mi sono sbagliato anche nei tuoi confronti?
      Ad ogni modo io non sono né mai sarò virtuale: sono sempre me stesso in carne, sangue e temperamento. Quando leggo una poesia io sento l'anima del poeta, non mi interessa la sua penna o la sua macchina da scrivere. Quando vedo un quadro io vi ravviso l'anima del pittore, non mi interessa che colori ha usato.
      Non è lo stesso anche per te?
      E al telefono? Ti interessa il tono della mia voce o quel che dico?

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  4. Questo tuo ritratto è esemplare. C’è tanta di questa miseria in giro. Da soffocare. Gente preparata nel proprio campo ma abissalmente ignorante in tutto il resto. Hanno studiato ma non leggono libri. Analfabeti di ritorno. Spesso capaci solo di pontificare.

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    1. Analfabeti di ritorno. Ne ho parlato qualche tempo fa. Hanno studiato e sanno quel che serve in ambito professionale. E pensano che sia più che sufficiente. Che tragedia!

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  5. una tragedia per gli interlocutori...
    una tale noia che basterebbe la metà.
    Sicuramente tanta roba, ma la poesia sta nel saperla raccontà.
    un abbraccio
    hanabeldirà

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    1. Non proprio una tragedia. Qualche volta è persino interessante ascoltare disquisizioni su una materia che, ovviamente, non è la mia.
      Sulla poesia non mi pronuncio. Visto che l'ho già scritta!

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  6. io continuo a dirlo ai miei superiori...
    tanto è anni che sono "segato", ma forse hanno capito che la vita è anche fuori dal lavoro... o almeno che io mi impegno sul lavoro ma la mia vita è fuori.

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    1. Dici che i tuoi superiori non hanno ancora individuato il genio che è in te?

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    2. si invece, e forse è per paura che mi hanno segato =D

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    3. ma non l'avevano trovato? =D

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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