13 gennaio 2014

Iraconda

Grido. Ovviamente non serve se non a me che, livida come falena, mi agito vanamente in una bolla di spazio e gente. La rabbia ha incatenato i miei occhi d'ombretto grigio e la mia gola serrata. Trovo parole di lama che hanno lo stesso sapore languido del veleno. Tetra. Circondata e spinata. Poi ci si stanca anche della propria ira. Scende uno sconforto di nebbia e di malcelata inquietudine. Nuoto nel silenzio come nel latte che mi ha generata. In questa ovatta fatta di nulla mi conficco e mi riparo. Non ho altro da dire se non piegarmi ancora un po' dentro me stessa come una bestia percossa e muta.

[foto by LiliumEternal]

14 commenti:

  1. Accipicchia! Ti vedi più complicata di quello che sei. Livida, gola serrata, parole che sanno di veleno, tetra e spinata. Basterebbe a una mezza dozzina ma poi aggiungi lo sconforto e l'inquietudine; nuoti nel silenzio pertanto diventi muta, e percossa. Bello non c'è che dire, se non altro per la facoltà di creare similitudini dal nulla.
    Ma io ne aggiungo una: permalosa. Non scopro nulla perché lo hai dichiarato a parole e a tono in un tuo recente post in risposta ad un commento.
    Sei permalosa? A volte è un pregio, più spesso un difetto, dipende dal soggetto. Conosco gente così scioccamente permalosa che si offende per niente, per una richiesta di collaborazione, di aiuto, ritenendo la richiesta troppo bassa per il loro livello e non considerando che chi l'aveva fatta magari non voleva invadere troppo del loro tempo, non voleva abusare della loro pazienza. Questa gente, per lo più, vive in una vana glorificazione del proprio ego, nemmeno accorgendosene, sempre pronta a mettere alla gogna l'ego altrui.
    Ho percepito la tua permalosità per un attimo nella risposta a quel commento. Si sentiva, ma si sentiva anche l'intelligenza che frenava da dietro. Ecco, è sempre una questione di intelligenza: c'è chi ne ha da vendere e chi no.

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    1. Non mi vedo più complicata, Vincenzo. Sono "anche" questo.
      Sono permalosa, è vera. Ma la rabbia di cui parlo non ha nulla a che fare con la mia permalosità. Non mi sento offesa, mi sento arrabbiata e pure un po' stanca.

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  2. Capita anche a me, troppo spesso. Però alla fine c'è sempre il momento in cui mi viene in soccorso la filosofia "ma chi me lo fa fare?"

    Anche se traboccare, a volte, diventa quasi una necessità. Quel lampo rosso e istantaneo che richiama calore da ogni parte del corpo e arroventa il viso mi fa sentire, in un certo modo, liberato.

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    1. Non vorrei mai arrabbiarmi. Penso che non piaccia a nessuno arrabbiarsi, ma capita.
      Capita proprio come scrivi tu, Veil: un lampo rosso ed istantaneo che arroventa ma che libera. Non è controllabile. E' una sorta di esplosione necessaria.

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  3. oh si .. brava euridix ... secondo me incazzarsi fa bene, fa sentire vivi.
    e poi c'è, alla fine un senso liberatorio come quando uno ti scoccia e gli sbotti un bel vaffa in faccia. ... yep

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    1. Vivissimi, direi.
      Solo che riesce anche a sfiancare.
      Liberatorio lo è senz'altro ma dà anche la sensazione di non poter fare altro.

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    1. Mi sono arrabbiata un bel po' di recente.

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    2. Questo lo avevo capito.
      Chiedevo che cosa ti avesse fatto arrabbiare.
      Forse aiuta a capire.
      Intuisco che ... tu non lo possa scrivere.

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    3. Meglio: che io non lo VOGLIA scrivere.

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  5. Ho visto la settimana scorsa la mostra Pollock e gli Irascibili. Loro sapevano come sfogarsi.

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  6. Gli amici ci sono anche e soprattutto per questi momenti.
    Grido con te.
    Mi ripiego con te.
    Poi usciamo insieme a rivedere le stelle.

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    1. Gli amici?
      E se avessi litigato, tra gli altri, proprio con uno di loro?

      Le stelle... eh... me ne servirebbe qualcuna!

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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