29 gennaio 2014

Imparare non è questione di diottrie

Rubo con gli occhi. La mia notoria, imponente miopia non me lo ha mai impedito. Imparare non è questione di diottrie. Misuro le facce, scruto movimenti di mani capaci, scandaglio parole già scritte e luci che provano a sfuggire. Rubo con gli occhi. Come fanno i ladri di ogni cosa e così provo a conoscere ciò che ancora non so. Non tutto, ma parecchio. Gli occhi possiedono il silenzio giusto e la giusta distanza. Per questo mi affido a loro anche se sono minimi e qualche volta non sufficientemente capaci di contenere quello che vorrei. Rubo con gli occhi. Perché è così che ho imparato a fare.

[foto by jarrod343]

12 commenti:

  1. Non conosco il motivo di questo luogo comune, ma le lenti da miope vengono associate a profonda e fertile intelligenza. Sarà l'aria misteriosa che un robusto e spesso paio di lenti dà al viso, l'espressione forse un po' svagata come di chi stia spazzolando l'Universo per trovare le risposte ai quesiti più profondi, ma di certo uno che avesse al liceo la faccia scansonata che avevo io veniva tenuto costantemente d'occhio (vedi caso da chi aveva o non aveva lenti) come sicuro artefice di chissà quale porcheria, mentre mio cugino Gabriele, che era peraltro il primo della classe, veniva considerato un santo. Era lui il capobanda di tutte le nostre porcherie, tanto per essere chiari e perché oramai nonb potrebbe mai smentirmi, purtroppo.
    Tu rubi con gli occhi e pensi di farlo perché hai culi di bicchiere davanti alle pupille. OK! Ma io ho fatto altrettanto copiando quello che un pittore accademico faceva per ottenere le sue mescolanze -io avevo sei anni- e da quelle nozioni rubate sono partito per sviluppare le mie personali soluzioni.
    Come vedi siamo tutti ladri, e non si ruba solamente cogli occhi, ma anche con la lingua. Durante il mio primo bacio, da quindicenne, ho imparato in dieci secondi un mondo attrraverso le labbra della coetanea molto più esperta di me. Ma questo meriterebbe un altro post.

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    1. Sai Vincenzo, devo darti una notizia fantasmagorica e molto, molto importante: hanno inventato le lenti a contatto. In verità esistono da un po', ma forse tu escludi che una "miopona" come me possa farne uso. Invece no: uso le lenti a contatto.
      Quindi niente lenti come fondi di bottiglia (che poi non esistono neppure più perché oramai la tecnologia permette miglioramenti anche in questo senso).
      Io non penso di rubare con gli occhi perché porto gli occhiali (o le lenti) ma a prescindere da questo: io rubo con gli occhi e basta.

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    2. Ah ah ah ah! Lapsus non so se freudiano o euridiciano: hai fatto una crasi tra pubblico e privato. Poi controllo.
      Insomma sei una ladra oculista, le tue parcelle sono esorbitanti.
      Rido (insieme a te, spero).

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    3. Sono sincera: non ho capito niente.

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    4. Vediamo: il tuo commento delle 07:48 di stamattina che ci azzecca col mio commento delle 09:59 di ieri? Parli di lenti a contatto. Ma io non ne parlo nel commento, bensì in una mail privata faccio riferimento ad un volto privo di lenti che compare nei whats app.
      Ecco il lapsus euridiciano, ed ecco la crasi.
      Capito adesso?

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    5. "Tu rubi con gli occhi e pensi di farlo perché hai culi di bicchiere davanti alle pupille.".
      Io non ho culi di bicchiere davanti alle pupille. Afferrato?
      Nessun lapsus.

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  2. Ama te stessa e osserva.
    Insomma, il rubare cogli occhi è così importante che diventa "comandamento" per i buddisti.

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    1. Non conosco i comandamenti buddisti.
      Ma questo l'ho fatto mio senza saperlo... in verità non serve molto!

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    2. > in verità non serve molto

      Questa è una nota interessante.
      In verità non serve molto.
      Direi che la via verso la dignità o anche verso l'eccellenza è quasi sempre una via di minimalismo.
      In verità non serve molto se non un piccolo impegno, la costanza, lo spirito, un senso del tempo. Sono le piccole e grandi virtù e vizi che non sono poi molta cosa.
      Sono gran cosa perché sono personali, non possono essere delegate o trasferite alla tecnologia, ad altri, ad organizzazioni, all'altro che non sia te stess*.

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    3. Volevo intendere: non serve molto ad intuire che sia utilissimo imparare con gli occhi.

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  3. saper osservare ... ogni lavoro ha questa componente preziosa.

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    1. Confermo.
      Sarà che vengo da una famiglia di artigiani, ma imparare a fare prevede sempre un'osservazione attenta.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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