22 gennaio 2014

Il fiume ha sempre ragione

Il fiume ha sempre ragione. Perché il fiume è più forte. Più forte dei limiti fisici imposti e dell'incuria umana. Indifferente alle strade, alle case e alla vita. Indifferente ai condoni edilizi pagati illudendosi di trasformare in roccia una terra fatta di briciole e che di briciole resta. Il fiume, a volte, si riprende il proprio corso, quello che qualcuno ha pensato di nascondere e seppellire sotto i palazzi. Si arrabbia perché nessuno gli ha mai chiesto nulla, lo hanno semplicemente infognato e abbruttito come un essere ripugnante e scomodo. Il fiume, ogni tanto, esplode e vomita la sua furia. Anche io, al posto suo, farei lo stesso.

[foto by tju-tjuu]

23 commenti:

  1. tuo Fiume In Piena

    :)

    Parole veritiere.
    Le metafore con la Natura riescono ad essere assai pregnanti, per coloro che ancora non le sono alieni.
    Sempre arrabbiata, eh!?

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    1. No, non sono arrabbiata.
      Facevo queste considerazioni dopo aver visto in giro (anche sul tuo blog) notizie e foto sui disastri avvenuti in Liguria e in Emilia.

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    2. Ah, quindi una pagina non introspettiva, non riflessiva.
      Sempre il Ferretti osserva che le tragedie ci sono sempre state.
      La sua osservazione è arguta perché sottolinea anche l'arroganza dell'Uomo del credere di poter realizzare qui la Felice Sicurezza Perpetua.
      Se l'arroganza è pure stupida e si fa beffa dei limiti biogeofisici, ecco che la realtà ci da qualche segno, allerte che i tranquillisti continuano giulivamente a ignorare, presi come sono dall'ubriacatura delle magnifiche sorti progressive.
      Anche per mano del Secchia.

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    3. No stavolta nulla di introspettivo.
      Parlo anche d'altro: non mi e non vi annoio.
      Le emergenze e le tragedie continuano a non preoccupare nessuno. Passano appena la TV smette di parlarne.
      Fino al prossimo allarme...

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  2. "Anche io, al posto suo, farei lo stesso". Perfetto miaeuridicese.
    Ho letto due volte il testo per vedere se contenesse tagliole atte a debellare il maschio che è in me, in ogni uomo. Il fiume è maschile, ma tu gli fai fare un figurone, a meno che non ci sia imbroglio nascosto abilmente con arte tipicamente femminile io mi azzardo a rischiare.
    Passo ore e ore a vedere scorrere il Reno a due passi dav casa mia.Non è un fiume, il Reno -der Rhein- è IL FIUME. Al centro la corrente deve viaggiare a non meno di 50 km orari. In trentacinque anni che sto qui non l'ho visto mai inondare a livello italiano per capirci, ma qui hanno costruito argini tedeschi, oltre gli arginihanno dei sistemi di chiusura di portoni metallici alti due metri, che evitano che l'acqua passi arrivi alle prime case del paese. Insomma si sta al sicuro.
    Però fino al 1866 qui era praticamente una palude, col corso del Reno che sembrava il budello di un maiale, tortuoso. Allora Godfried von Tulla lavorò e diede lavoro per oltre tre anni e face scavare un letto artificiale, raddrizzando il percorso originale del fiume. Risultato: dove avvenivano almeno due alluvioni catastrofiche all'anno non se ne vide più nessuna, dal 1869.
    Chissà, forse avremmo bisogno di quelche Tulla italiano.

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    1. Sì, servirebbero un paio di Tulla in Italia. Anche tre o quattro, considerando il degrado generale in cui versa TUTTO il territorio italico.
      E' che qui da noi tra mazzette, appalti truccati, sub appalti e appalti di sub appalti è già tanto che riescano a capire dove sia il fiume.

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    2. Soprattutto in Liguria che anno dopo anno sprofonda in mare. Attualmente un treno deragliato sta tenendo una massa di terreno che fra poco, inevitabilmente, sprofonderà in acqua con case e tutto.
      Ma come si fa a costruire una ferrovia Italia-Francia a strapiombo sul mare con una collina incombente addosso? E come si fa, se non in cambio di mazzette, a concedere il permesso di costruire abitazioni a mezza costa?
      E come si fa a concedere il visto per costruire sulla lava dell'eruzione del 1943 del Vesuvio di un intero paese. Ci sono circa seicentomila anime in quella zona con poche strade. Puoi immaginare cosa succederebbe se, tocchiamo ferro, il Vesuvio si risvegliasse? Potremmo parlare di un mezzo milione di morti?
      Che te ne pare? O come dimo noi che te paresse?

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    3. La superficialità con la quale si costruisce nul nostro Paese è aberrante. La Liguria è notoriamente logora dalle pessime condizioni del territorio e da amministratori che hanno permesso scempi edilizi di ogni genere. Ora si pagano le conseguenze.
      Lo stesso vale per la Campania e per tutte le altre regioni. Il dissesto del territorio è sotto gli occhi di tutti ma nessuno muove un dito. Ovviamente di soldi per risolvere il problema non ce ne sono mai.
      Se il Vesuvio dovesse svegliarsi dul serio farebbe migliaia di morti. Importa a qualcuno?

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    4. Io ho un amico carissimo il cui fratello abita in una casa costruita sulla lava nera dell'ultima eruzione del 1943 (eternata da una foto scattata da un bombardiere americano che portava bombe che sarebbero scoppiat addosso ai napoletani); sono stato col mio amico in casa del fratello. Qualcosa di allucinante vedere le pareti a ridosso della lava nera. Chiesi al tizio: "ma se ci fosse un allarme per una nuova eruzione?". "Moriremmo tutti per strada"
      Come a Pompei, più o meno solo che allora Pompei faceva un centomila abitanti, qui ce ne sono molti più di seicentomila.
      Sarebbe una strage epocale, mai vista al mondo. Ma come vedi nessuno fa niente e tutti se ne fregano.
      Fatalismo italiano? No, delinquenza comune.

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    5. La delinquenza e la noncuranza si nutrono anche di fatalismo. L'eruzione che distrusse Pompei ed Ercolano ci fu nel 79 d.C. e ne è passato del tempo da allora. Nulla di così serio e devastante è avvenuto da quel tempo. Non è impossibile che non accadrà mai più ma tutti pensano che sia improbabile che accadrà mentre sono vivi. Per questo costruiscono case sulla lava. Nel frattempo si va avanti. Generazione dopo generazione. Alla catastrofe avranno modo di pensarci quando avverrà. Se avverrà. Questi sono gli italiani.

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    6. Vivo a Torre del Greco e il Vesuvio lo posso toccare se solo stendo una mano. C'è un ospedale costruito proprio su una bocca secondaria. E' previsto almeno un milione di morti quando la nube ardente a 4000° si sprigionerà e in 4 secondi arriverà al mare. Io sono a mezza strada: finirò liofilizzato insieme a tutto il liofilizzabile che la nube incontrerà sul suo cammino. E c'è morte più epica? Ma il Vesuvio è niente a confronto del supervulcano dei Campi Flegrei presso Napoli: se si mettesse in moto quello, cambierebbe il clima di tutto il pianeta e non in meglio. Hai presente il supervulcano di Yellowstone?

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    7. CVD.
      Sul Vesuvio si pensa alla morte epica. Ma solo perché c'è la convinzione che non arriverà. Non fino a quando si è vivi.

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  3. È vero, poveri fiumi. Vogliono nasconderli, reprimerli, sopprimerli nei sotterranei, come se avessero a che fare con il fantasma dell'Opera o il gobbo di Notre-Dame. Qualcuno si ostina a non capire che contro la forza della natura nessuno può farci nulla, e per fortuna, direi. La natura è intelligente e buona, l'uomo, invece, un egoista distruttore che si rifiuta di ascoltarla.

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    1. Vorremmo dominare tutto. Natura compresa. Peccato che lei sia più forte e indifferente di quanto immaginiamo.

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  4. Leggendoti, mi è venuta in mente una canzone dei Doors: Yes, the river knows, canzone malinconica, in verità.

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    1. Non conosco questa canzone.
      Ma penso che parli d'altro.

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  5. bisognerebbe che il fiume punisse i colpevoli ... magari lo fa anche, ma i tempi della natura non sono mai quelli umani

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    1. Il fiume non può sapere chi siano i colpevoli. E non è una sua colpa: il fiume fa il fiume.

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  6. Il fiume e anche gli affluenti suoi, che non saprei se definirli padri o figli.

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    1. Anche gli affluenti sono fiumi, no?

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    2. Possono, ma non è detto. Possono essere torrenti. Ti ricordi la differenza?

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  7. Io adoro i fiumi, qui in svizzera sono andato spesso a fare tuffi e bagni nel fiume e non vedo l'ora di rifarlo e nel mio paesino natio passa il Lambro, super inquinato e melmoso, ma che ancora conserva nel tratto iniziale alcuni scorci fantastici.

    sul resto, che dire, è di questi giorni l'ennesimo condono...bah....

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    1. Dalle mie parti di fiumi veri e propri non ce ne sono. Bisogna allontanarsi un po' per trovarne qualcuno. E' più facile trovare qualche laghetto.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.