10 gennaio 2014

Due nonne

Da una nonna ho ereditato il nome che porto. Dall'altra i capelli da strega e una certa confidenza con la già citata emicrania. Una mi ha trasmesso il disgusto per i pomodori crudi, l'altra quello per i fascisti. Una mi ha lasciato un corredo su cui ha puntato un sacco di soldi, l'altra una sua foto in bianco e nero che non mi ricorda nulla semplicemente perché lei non l'ho mai conosciuta. Una nonna mi ha insegnato la pazienza a furia di litigi e qualche collisione di cui ora mi vergogno, l'altra solo il silenzio di chi se ne va all'improvviso e troppo presto lasciando qualcosa di incompiuto.

[foto by DorottyaS]

12 commenti:

  1. Le mie due nonne erano amiche intime di vecchia data.Vivevano con noi in due stanze separate ma alla notte, una volta spenta la luce rimanevano le porte aperte e loro continuavano a chiacchierare finché la stanchezza non le chetava.
    Noi dalla nostra stanza ci divertivamo ad ascoltare quel ciu ciu ciu che durava a lungo. Nonna Anita, la mamma di papà, era alta e robusta con un davanzale enorme, aveva una quinta, e mangiava come un bue maremmano. Nonna Michelina era minuta e piccola e mangiava quanto un uccellino. Entrambe vestite di nero per vedovanza.
    Mi erano simpatiche tutte e due ma nonna Anita più dell'altra, che mi trascinava in chiesa ogni domenica tenendomi stretto il polso sinistro come in una morsa. Nonna Anita mi dava cioccolatini e caramelle Elah.
    Una volta che l'avevo combinata grossa e che mia mamma mi cercava col battipanni nonna Anita mi nascose sotto il suo cappotto. Ma si vedevano i piedi e mamma voleva la sua preda. "Dattelo in testa tu quel battipanni, questa è na creatura e lasseje fa la creatura". Botte quel giorno non ne ho prese.

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    1. Le mie nonne si sono conosciute, ovviamente, perché erano consuocere.
      Non credo andassero particolarmente d'accordo.
      La nonna da cui ho preso il nome pare avesse un carattere abbastanza "tosto"... chissà se ho ereditato anche quello!

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  2. spesso la saggezza salta una generazione, con quel fascino del passato che è sempre saggio ... e poi nonna Euridix suona bene ... :)

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    1. Rido.
      Non sono nonna. E immagino di non diventarlo...
      Però sono una brava zietta!

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    2. zia Euridice...
      posso ridere anch'io? :-)

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    3. Sì, puoi ridere eccome.
      Ma non sulla mia "ziettitudine"!

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    4. ma io rido su un semplice cambio di consonante :o)

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  3. Non ho conosciuto le mie nonne, che peccato!
    Però mamma mi dice che nonna Chiara amava leggere e le faceva i temi, che lei invece odiava.
    E che non sopportava litigi in famiglia.
    Sulla foto della lapide ha la bocca storta, mentre in una foto giovanile mostra un viso assai grazioso.

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    1. Sì, un gran peccato.
      Vale sempre conoscere le proprie nonne. I propri nonni, in generale.

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  4. Le mie nonne erano le matrigne dei miei genitori. Sono cresciuto con loro e loro sono state le mie nonne. Naturali o no, ora, non m'importa. Conservo le mie foto in pantaloncini estivi mentre ero in villeggiatura con loro, perfino nelle foto del mio carnevale da bambino c'è una di loro. Di loro non conservo nessun tratto fisico ma ho appreso la tradizione, le storie, i segreti della pazienza e anche qualche segreto della cucina.

    Ricomincio a leggerti. Buon anno.

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    1. Tradizioni, storie e segreti sono quanto di meglio si possa trasmettere ad un nipotino.
      Il DNA non è necessario.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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