9 dicembre 2013

E dico l'amore come atto di volontà

Stare insieme è anche voler stare insieme. Parlo di coppia, in questo caso. E dico l'amore come atto di volontà. Quella mescolanza di tenacia e desiderio che serve a non arrendersi. Perché si sta se lo si vuole davvero. Si incappa in difformità e tremori, in assalti o in qualche abisso, ma si tiene testa all'avverso. Ci si nasconde un po', se serve. O ci si scontra come belve, se serve. Non credo nei ricatti né negli aut aut: certi collanti non reggono e se lo fanno reggono male. Non amo neppure le minacce né le costrizioni. Gli equilibri pretendono sempre qualche cedimento e una discreta dose di intelligenza.

[foto by KARRR]

7 commenti:

  1. Stare insieme è un atto di volontà. È si-cu-ro! Da parte di entrambi. È si-cu-ro!
    C'è stata una scelta: lui ha scelto lei e lei ha scelto lui. Il momento dell'ansia di conoscersi, di scoprirsi, di aversi, di possedersi. L'orgasmo dovuto all'impatto del pensiero di godere della presenza dell'altro, dell'altra. Momenti magici che durano un mese, un anno, due, forse tre. Poi si esauriscono più o meno velocemente. Che resta? Il risultato di quelle sensazioni,che ha provocato la sedimentazione lenta di altre sensazioni; hanno lastricato una strada da percorrere insieme, nel bene e nel male. Hanno indicato "la strada".
    Poi cominciano le liti, quelle vere; il cozzo di due caratteri che riemergono come da un profondo sonno; anche la volontà di sofraffazione sull'altra persona, come se fosse il riappropiarsi di una libertà che -liberamente- avevamo sacrificato i comuni piaceri iniziali. Si procede su due binari paralleli, che ogni tanto si incrociano, si sovrappongono e si discostano di nuovo. Ma si procede. A lungo andare non ci si chiede nemmeno più perché, si pensa di saperlo, si teme di saperlo: abitudine, è l'orrida parola. Ma col passare degli anni e dei decenni, se da un lato aumenta la voglia a volte della litigata perfetta e finale con strangolamento e liberazione (avviene, avviene, state tranquilli; alzi la mano chi non ha desiderato almeno un momento di strangolare la sua donna con le proprie mani), si fa strada la contezza del perché si sta insieme. È a volte solo una parola, usata troppo a vanvera, strapazzata e sputtanata, ma in questo caso è l'unica parola: "amore". Non quello delle prime ore, giorni e mesi, no di certo. Qualcosa di diverso che allora nemmeno si sospettava possedere e forse non si possedeva; qualcosa che nasce piano piano, tra i mattoni sedimentati dalla prima passione.
    Io la vedo così, Euri.

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    1. Ovviamente io non ho la stessa esperienza che hai tu. Il tuo matrimonio, da quel che ho letto sul tuo blog, dura da tanti anni.

      L'intelligenza di chi ama sta nel capire che i primi tempi non durano in eterno. Quello è "innamoramento" non è "amore". L'amore è il tempo delle conferme e della crescita, dei progetti e dei confronti. Senza paura. Eppure c'è chi (e ne conosco!) preferisce tacere, abbozzare, sorvolare, tacere pur di non creare problemi o intavolare discussioni perché teme che il rapporto salti in aria. Una sorta di recita, insomma.

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    2. Non potrei mai tacere per quieto vivere, per comotà, per non discutere, per mncanza di "palle". Non riesco a star zitto nemmeno quando dormo. A volte Annamaria si mette ad ascoltare quel che borbotto nel sonno, pensa tu...

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    3. Sul fatto che tu abbia sempre molto da dire non nutro alcun dubbio. Conosco la tua vena polemica, il tuo spirito critico...
      In un certo senso Annamaria è un'eroina! Sorrido.

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  2. leggo e rifletto, ogni mia considerazione potrebbe sembrare superflua... Ti aspetto da me.

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    1. Ti fai pubblicità adesso?
      Vengo a leggerti, non preoccuparti.
      Peccato che tu non faccia lo stesso...

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  3. La volontà è l'operare, il manifestarsi dello spirito.
    Sono troppo innamorato dell'innamoramento per amare l'amore a cui si sbiadisce.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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