15 novembre 2013

La paura diventa misura

La paura diventa misura. Si fa metro di ciò che si sente, di ciò che esiste. Ho avuto paura, lo confesso. Paura che un amico potesse star male. Male davvero. Paura che lui dovesse essere costretto ad affrontare una guerra di medici, cure e sofferenza. La guerra, per fortuna o per altro, non ci sarà. Ed è stato un sollievo indicibile. So che lui quella guerra l'avrebbe affrontata a muso duro. Con tutta la forza e l'arroganza di chi non si piega per nessuna ragione. So che non si sarebbe fatto divorare né frantumare da alcun male. Ma la paura, quella, mi ha lasciato senza fiato. Ora però è passata.

[foto by Cutteroz]

5 commenti:

  1. È stata una paura terrificante: vedersi in totale degenerazione cachettica, preda di tranquillanti che distruggono la volontà, di morfina che è pur sempre una fortissima droga, preda del terrore di morire cosìpieno di cannule, imbottito di medicine, scosso da conati di vomito fulminanti, e credimi che parlo con cognizione di causa perché ho visto morire lentamente un vecchio grande amico.
    Descrivendo la tua paura -gran bel post, umano, che grida al mondo la tua sensibilità ed il senso dell'amicizia che tu hai- hai appena sfiorato la mia.
    Grazie di tutto e per tutto.

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  2. Ho avuto un incontro molto ravvicinato con qualcosa del genere. Più che paura ho provato terrore, sai a cosa e a chi mi riferisco. Per fortuna, adesso, siamo qui a dirci reciprocamente che è passata. Grazie a Dio.

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    1. Lo so. Conosco la tua esperienza... ne abbiamo parlato in qualche circostanza. E ricordo perfettamente il tuo tono preoccupato. Quando tutto passa, però, si riesce a parlarne con un maggior sollievo. Come nel tuo caso o in quello del mio amico!

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.