27 novembre 2013

La collega berlusconiana

La chiamiamo "olgettina" per gioco e un po' per dispetto. Lei non se la prende più di tanto e ride. Essere la sola berlusconiana in mezzo a gente che B. non vorrebbe vederlo neppure in foto, in qualche modo, la rende coraggiosa. Oggi, lo "storico" giorno della decadenza, non si poteva non discutere con lei. Ci aveva detto che sarebbe andata a manifestare in via del Plebiscito poi ha cambiato idea. Lo scontro dialettico è stato vivace ma non ha portato a nessun traguardo. Lei è disposta a difendere B. fino alla fine e non riesce a vedere null'altro che le patetiche rimostranze di un uomo che non sa prendere atto della propria fine.

[foto by Aeternum-Art]

28 commenti:

  1. non puoi nemmeno immaginare come si faccia fatica spiegare ai colleghi stranieri come B abbia fatto ciò che voleva per 20 anni e che sta ancora là a parlare a vanvera.. una battaglia persa per me! un saluto

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    1. Non sei il primo che mi dice quanto sia complicato spiegare all'estero il "fenomeno" B. anche perché una spiegazione razionale non esiste. Purtroppo. E non può essere un vanto per noi italici.

      Di solito noi italiani veniamo presi in giro proprio per colpa di B. ma vallo a spiegare alla mia collega!

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  2. Innanzi tutto considera che in in politica sono un nano e un bastian contrarrio, ma almeno sono coerente. Mi è terribilmente simpatico quel comunistaccio del padre di Silvia, tanto per dire, anche se io quando penso al comunismo divento verde d bile. Considero Bertinotti un uomo d'onore e di coerenza, lui che è uno dei pochissimi -come Rizzo per esempio- che non si è mai vergognato di essere comunista. Voglio dire, se tu sei di un idea quando hai il vento in poppa devi rimanere della stessa idea vivaddio quando il vento ti soffia contro e le onde ti inghiottono. Quindi onore a questa tua isolata collega berlusconiana e pernacchie a chi, come D'Alema prima che il Berlu entrasse in politica sosteneva a Porta a porta che bisognasse fare al Cav. Berlusconi un monumento perché dal nulla aveva creato un industria enorme che dava lavoro a migliaia di persone salvo poi rimangiarsi tutto quando il Berlu gliele ha suonate nel 1994.
    Abbasso i voltagabbana, viva i puri di cuore, come deve essere questa tua collega. Deve essere ben pura per non vedere la lenta ma inesorabile caduta per via della senilità innanzi tutto e dell'ubriacatura di potere da cui il nostro piccolino è posseduto.
    Quel che io penso poco importa, tanto io non capisco un cavolozzo fritto di politica. Mi piace solo notare che per la prima volta nella storia della nostra Repubblica un processo con una sentenza definitiva sia stato concluso a ritmo da primato mondiale per non far cadere in prescrizione il reato e mandare prosciolto e libero il colpevole. Solo in questo caso i giudici hanno fatto straordinari e cottimo lavorando anche la domenica.
    Lodevoli certo, ma la storia puzza.

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    1. Anche a me la collega berlusconiana è simpatica. Perché è una brava ragazza, una brava mamma e una persona gentile e disponibile. Purtroppo (per lei) appoggia incondizionatamente un uomo che non stimo in alcun modo.

      Ciò che non riesco assolutamente a farle capire è il fatto che B. non le permette di avere un pensiero tutto suo. Che ciò che lei crede di pensare, in realtà, le è stato imposto da un personaggio che incarna con esattezza un sovrano cinquecentesco: senza scrupoli, dispotico ed arrogante.

      Un'altra cosa che mi dà fastidio del suo atteggiamento è che lei, pur essendo un avvocato e conoscendo i meccanismi giuridici meglio di me, si ostina a non accettare l'operato dei magistrati. Contesta (solo per B, guarda caso) i giudici e i tre gradi di giudizio. B. è stato giudicato da 14 giudici diversi in diversi anni di processi. E' stato condannato per tre volte, l'ultima in Cassazione. La sentenza è arrivata il 2 agosto scorso. E' decaduto da senatore "solo" il 27 novembre, a distanza di circa quattro mesi. E a lei sembra ancora tutto troppo rapido!

      Inutile dirle che in altri Paesi europei, e non solo, ci sono politici che si sono dimessi per questioni molto meno rilevanti e per essersi macchiati di colpe ben più leggere di quelle di B., inutile dirle che (come scrive anche Jean Claude) ha FRODATO lo Stato, e la FRODE è un grave reato penale che se fosse commesso da me o da lei o da qualsiasi altro cittadino italiano non avrebbe altro epilogo che il carcere diretto.

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  3. Davvero incredibile, e non mi riferisco agli apostrofi mancati di vincenzo.
    Neppure mi interessa soffermarmi su istanze emozionali che in politica dovrebbero davvero contare poco. Il problema è solo uno: Berlusconi ha frodato il fisco ai danni anche della berlusconiana di cui parlava euridice; aspetto ancor più grave: lo ha frodato da Presidente del Consiglio.
    Frodare il fisco significa rubare alla collettività e farlo da Presidente del Consiglio è davvero scandaloso. Basta, non v’è null’altro da dire. Le tesi berlusconiane fanno sorridere chiunque abbia letto un libro di logica informale, tesi dove le fallacie argomentative abbondano.
    Problema risolto.
    Saluti, Jean Claude.

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    1. Ma allora ci sei! Non ti leggo da un bel po'... iniziavo a preoccuparmi. Soprattutto per la mancanza delle "riprese" ortografiche e grammatiche del buon Vincenzo.

      Ovviamente sono d'accordo con te. Frodare il fisco è frodare lo Stato. E' frodare me, te e tutti quelli che vivono in questo Paese. Perché ciò che lui ha fraudolamente (quindi con intenzione e mala fede) evaso è stato sottratto alle casse statali e, di conseguenza, a tutti noi.

      Ma la mia collega, di fronte a queste logiche ragioni, fa orecchie da mercante. E si ostina a sperare nella revisione del processo perché, come dice, B. è riuscito a scovare almeno sette nuovi testimoni "inediti" finora mai ascoltati. E secondo me li ha pure pagati profumatamente!

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    2. Sentivo anch'io la mancanza della tua simpatica pedanteria, Jean Paul. Mi rassomigli a Ricciardetto, alias Augusto Guerriero, insigne giurista e giornalista. Aveva un pagina su Epoca. Era salace e arguto ed aveva argomenti inconfutabili. A margine del suo pezzo rispondeva alla posta dei lettori. Scrivere a Ricciardetto significava passare un esame di grammatica, sintassi e ortografia: rilevava e metteva alla berlina errorucci di battuta il più delle volte. Insomma per scrivere a lui dovevi fare prima ripetizioni di lingua italiana. Lo trovavo eccessivo. Era un'ossessione per lui, come lo è per te.
      Ti dirò che per nobilissima tradizione personale io non rileggo mai quel che scrivo. Ma fatto una brutta in vita mia, dal quarto ginnasio ad oggi, nemmeno alla prova scritta di italiano alla maturità. Risultato 9 allo scritto e diritto di esenzione dall'esame orale, che sostenni ugualmente per mia decisione. Lo so benissimo che un'idea si scrive con l'apostrofo trattandosi di un caso classico di elisione di vocale, ma se intendi che "deve essere" vada scritto dev'essere ti sbagli, ma qualora avessi anche ragione io continuerei a scrivere "deve essere" perché mi piace e soddisfa il mio raffinato oreecchio, anche se disturbasse il tuo.
      Cosa hai fatto in tutto questo tempo oltre che spidocchiare i testi altrui? C'è qualcosa di veramente importante che ti interessi? In base a quale colpo del destino una intelligenza acuta come le tua debba venire sprecata in simili sciocchezze è per me uno dei misteri della vita.
      Ciao Jean Paul e considerami tranquillamente ancora un tuo estimatore ed amico.

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    3. Chiedo umilmente scusa, meno male che almeno questa volta ho riletto...mi è scappato un Jean Paul, mannaggia. Scusami Jean Claude. Beh, Jean Claude è infinitamente più adeguato alla tua personalità, molto meglio del più plebeo Jean Paul.

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  4. Chissà se un giorno le finirà l'incanto dell'incantatore che non incanta più.

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    1. Finirà per forza. Nessuno è eterno. Ergo: dovrà pur morire no?

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  5. Ma no Vincenzo era un buffetto, davvero: una battuta per poi parlar d’altro.
    Non c’era alcuna cattiveria, ci mancherebbe; per sorridere. Correggere un talento naturale: quando mi ricapita!
    Per rispondere a Euridice: a fortiori ratione delle dietrologie iacoponiane.
    Mi chiedi se allora ci sono? Ma io ti leggo sempre cara euridice: cosa credi?
    Certo, non intervengo spesso per mantenere un certo distacco e non farti apparire troppo evidente il mio interesse.
    Ma quanto ti dona la camicia rossa? Va bene: calma, calma (sorrido).
    Come scritto sopra: A fortiori ratione delle dietrologie di Vincenzo.
    Vincenzo, già, che dirti?
    Mi occupo davvero di qualcosa di importante? È una questione un po’ generale. Probabilmente sono un po’ troppo bartlebyano per i tuoi gusti.
    State bene, io ritorno sulla riva del fiume, Jean Claude.
    Sono uscito fuori tema...temo.

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    1. Mi leggi sempre? Pensavo solo di tanto in tanto, tra un filosofo e un altro.
      Rido...

      La camicia rossa è uno strappo alla regola del nero, ma d'estate si può anche fare considerato il caldo. E quella foto l'ho scattata a settembre.

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    2. Ma no, furbacchione, tu non esci mai fuori tema, perché TU SEI IL TEMA. Devo dirti che a me piaci come tipo, come uomo non so, dovrei conoscerti e guardarti negli occhi, osservare il linguaggio del tuo corpo eccetera. Quindi rimani come sei almeno nel blog che così ci divertiremo insieme.
      E poi intendiamoci bene: tu puoi occuparti di quel che ti pare, ci mancherebbe. Era un modo di dire, espresso molto molto bonariamente. Non mi sono per niente affatto adirato, anzi mi paice quando qualcuno dotato della tua intelligenza mi punzecchia, con intelligenza appunto e con la tua arguzia.
      Ciao Jean Claude.

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  6. Complimenti per aver ancora voglia di scambi dialettici. Io non ci avrei sprecato neanche mezza parola. Ma sono cosciente di sbagliare.

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    1. Non era previsto, espe. E' iniziato tutto con una battuta, per scherzare. Poi siamo andate avanti, io e le altre colleghe, nel cercare di capire le sue ragioni e di spiegare le nostre.

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    2. Espe: la dialettica tra persone di intelligenza molto al di sopra della media va gustata, mai osteggiata. C'è sempre da imparare, come minimo la levità e la sobrietà,
      Ciao.

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    3. Ciao. Si vede che non ritengo che il livello della mia intelligenza sia rapportabile a quello di una berlusconiana. Interpretala pure come vuoi, Vincenzo, la cosa mi è indifferente.

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    4. Litigate pure. Di solito è un ottimo incipit per un'amicizia nuova di zecca!

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  7. Ed io che avevo capito "deceduto" piuttosto che "decaduto".
    Mannaggia!

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    1. La battuta è venuta in mente anche a me. E l'ho usata per commentare il post di un'altra persona...

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  8. Oddio, "coraggiosa"
    ... che parolone ...
    usando lo stesso metro si potrebbe definire "coraggioso" un bambino che accetta la classica caramella dal pedofilo;
    "coraggiosa" la donna che non si guarda allo specchio per non vedere le corna che le mette il marito;
    "coraggioso" il kamikaze che si fa scoppiare una bomba addosso per entrare con corsia preferenziale nel paradiso dei fanatici;
    io questi coraggiosi di norma li chiamo in un altro modo, e non riesco a stabilire nessun rapporto con essi: sarà un mio limite.

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    1. Coraggiosa nel senso che deve reggere l'impatto con un gruppo di anti-berlusconiane convinte. Tra cui la sottoscritta che, ad essere sinceri, non è esattamente pacatissima quando si tratta di certe questioni.

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  9. io credo andrebbe compatita...
    e continuare a preoccuparci.

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    1. Toh... Riccardo!

      In un certo senso viene anche compatita: la sopportiamo con una discreta magnanimità!

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  10. vabbè ma quel "Toh... Riccardo!" cosa significa? =D
    rido ne' ;-)

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    1. Qualcosa del tipo: "Oh... è arrivato Riccardo!".
      Un'espressione di sorpresa.

      Ecco.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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