4 settembre 2013

Un buon libro

Un buon libro è quello che spalanca universi che non sapevo. E' quello che mi porta a fissare a lungo facce che non potrò mai vedere o a camminare in luoghi fatti solo di carta ed inchiostro. Un buon libro ha il respiro di chi lo ha messo al mondo e ne conserva la scintilla suprema. Un buon libro mi riempie le viscere e scorre per lungo tempo nel mio midollo come sostanza vitale. E' quello che scava qualche ruga pensante o collassa piacevolmente al centro del petto. Un buon libro è una luminosa rivelazione, un connivente con cui confessarsi ad occhi spalancati.

[foto by WonderMilkyGirl]

26 commenti:

  1. mi sta succedendo di rimanere suggestionato dallo stile del libro che leggo, al punto da mutare il mio scrivere quotidiano in quello stile.
    E' un fenomeno che sto studiando per capire se sia nocivo :)

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    1. Succede spesso anche a me. Leggo qualcosa scritto in maniera molto particolare e mi viene naturale scrivere avvicinandomi a quello stile.

      Non credo che sia nocivo... almeno spero!

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  2. Una luminosa rivelazione. Proprio così. Ne ho letto uno ultimamente che mi ha aperto nuovi orizzonti: Verde brillante Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale.

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    1. Avrei voluto scrivere "epifania", ma forse era troppo.
      Io ho appena finito "Un eremo non è un guscio di lumaca" di Adriana Zarri che è un buon libro.

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  3. un buon libro è quello che ti rimane nel cuore e ti dispiace aver finito di leggere, ciao brunella

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    1. Esatto!
      Un buon libro finisce troppo in fretta. Come tutte le cose belle...

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  4. Tu parli naturalmente di un libro "letto". Ma c'è un altro libro che ti coinvolge dalla punta dei capelli fino alla pianta dei piedi, passando dai sentieri più impervi dell'anima, ed è il "libro che scrivi". Spalanca veramente universi che non conosci, producendo facce, immagini, caratteri che ti scorrono fuori dalle dita di minuto in minuto.
    Credevo che dipingere desse una sensazione di immenso, di divino, e la offre, ma non quanto lo scrivere un romanzo: ti senti un creatore di vita e ci entri dentro fino ad affogartici. Dire a questo punto che ti immedesimi nei tuoi personaggi è un pleonasmo. L'ultimo che ho scritto ha per personaggio principale una giovane donna assetata di amore. Mi ci sono infilato dentro anima e corpo e alla fine ero stremato, ma profondamente felice.
    Tu queste cose le sai perfettamente, Euri.

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    1. A dire il vero non lo so visto che non ho mai scritto un libro. Posso immaginare, chiaramente.

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  5. Un buon, buonissimo, eccellente libro è quello che mi sta aspettando con ansia sul comodino: 1Q84, di Murakami.
    Mi duole essere arrivata a più di metà!

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    1. Murakami!
      Mi riprometto di leggerlo, ma poi leggo sempre altro.

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    2. Scusino lor signore: 1Q84 di Murakami!!!
      Ma dove li trovate voi i vostri libri? Silvia, Euri, io ho difficoltà a rintracciare "Il teatro di Sabbath" di Philip Roth, eppure non sto un Papuasia.
      Dove li ordinate?

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    3. I libri li trovo in vari modi.

      Vado in libreria (quello di Murakami si trova praticamente anche al supermercato!) oppure in biblioteca oppure sulle bancarelle di libri usati oppure me li regalano gli amici oppure li ordino online oppure me li spediscono le case editrici che vogliono una recensione.

      Non so Silvia, per me è così.

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    4. In fondo fai quel che faccio io. Forse hai una mano migliore nella scelta...

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    5. Non è detto.
      Scelgo ciò che mi piace. E tu fai lo stesso.

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    6. io vado col prestito interbibliotecario.
      non hai trovato il teatro di sabbah?
      io non mi dispererei così tanto ...

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    7. Non mi dispero, ma voleva essere un omaggio a Zio Scriba...e poi volevo finalmente leggere qualcosa di questo Philip Roth.
      Comunque ragazze sono lusingato dalla vostra cortese protezione per le informazioni tempestive che mi offrite.
      A buon rendere.

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    8. Il "teatro di Sabbah" non mi è piaciuto assai, l'ho scritto anche allo zio in occasione di quel post in cui lo osannava, ma la mia voce fuori dal coro dev'essersi persa prima di arrivare al presbiterio (ma che cacchio sto a dì ... dev'essere la stanchezza post courvè cucina)
      For me The Best Roth is "pastorale americana", di cui avevo scritto un post; è impossibile, improbabile, immorale che ti sia fatto scappare questo capolavoro!

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    9. A proposito di Roth, continuo a preferire Joseph. Ma quella è un'altra (bella e terribile) storia...

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    10. "impossibile, improbabile, immorale..." mamma, devo riparare. Domani vado dal mio libraio preferito e ordino "pastorale americana", vuoi mettere?
      Poi vedremo cosa fare per Joseph...
      Ragazze, mi fido di voi.

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    11. Nel mio piccolo, per quanto riguarda Joseph Roth, ti suggerisco "Giobbe" (edizioni Adelphi). Si trova più o meno facilmente.

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    12. Intanto stamattina ho ordinato "Pastorale", che arriverà in settimana. Ora seguo "il tuo piccolo" e cerco di procurarmi "Giobbe".

      PS: non ho ancora avuto un momento di pace per iniziare "Resistere non serve a niente". Mi occorre la calma del mio appartamento.

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    13. Sorrido... l'Anonimo sarà lieto di sapere che leggerai il mio prof. Siti!

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    14. Lo leggerò per mia curiosità e perché credo di fare un favore a te, trattandosi del tuo prof universitario.
      L'Anonimo si rallegri pure, ha il mio beneplacito.

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  6. Ho sempre ammirato la tua capacità di illuminare con un tratto breve concetti complessi.

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  7. Ho finito di leggere un pessimo libro di cui parlo sul mio blog. Di solito abbandono un libro che NON mi prende dopo la cinquantesima pagina al massimo; questo di Scerbanenco l'ho letto tutto per sapere fino a che punto si può scrivere un libro così banale, mellifluo e insulso.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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