2 settembre 2013

Nel nido dei giorni

La normalità ha il suono di questo silenzio di casa che un po' mi mancava. Ha l'impronta bruna dei miei occhi antichi e l'odore delle cose che mi circondano. La normalità è un orologio a cui devo tornare a prestar fede e una fretta di cui farei volentieri a meno. E' la ripetizione di ore e parole, l'inciampo di doveri e pretese, l'incastro di minuscoli pezzi d'esistenza mia ed altrui. Recupero l'uso del quotidiano che, a ben guardare, nasconde particelle di serena ritualità. Quella ritualità che rassicura e genera un nido di giorni spesso uguali o appiccicosi ma pur sempre miei e vitali.

[foto by Hengki24]

10 commenti:

  1. una normalità che fa rima con rarità più che con quotidianità.
    sembra dire che di norma la tua vita sia anormale (almeno secondo i canoni che descrivi...)
    chiù…, chiù…, mi sa che un giorno finisci come me in un eremo a parlare agli assioli:)

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    1. Una normalità molto normale. Banale, direi.

      La dimensione eremitica mi attrae da sempre. Tra l'altro in questo momento sto leggendo il libro di Adriana Zarri: "Un eremo non è un guscio di lumaca". Lei è stata un'eremita vera e propria e, nelle sue riflessioni, trovo molto di ciò che mi piacerebbe vivere: silenzio, contemplazione, solitudine, lavoro.

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  2. La sanza e sacra normalità che tanto aborriamo riempie le nostre giornate di monotonia, forse, ma anche delle tante tantissime cose buone che la vita ci lascia come appiglio per non cadere in pensieri cattivi.
    Trovare tutte le cose al loro posto ha, in fondo, qualcosa di amico e di tranquillizzante. Ti sembrerò strano stavolta, ma bisogna ogni tanto essere strani per potersi accettare.

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    1. Rientrare nella mia normalità è tranquillizzante. Soprattutto dopo qualche settimana di stravolgimenti che, sia chiaro, sono stati importanti.

      Ovviamente tra un po' questa normalità (con lo stress che si porta dentro) mi farà sentire nuovamente stremata, ma per ora va bene così.

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    2. Sottoscrivo la prima frase con enfasi goliardica.
      Non so dove mi porterà la "mia" normalità, una volta tornato in Germany.
      Ma che pensieri difficili di primo mattino...

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    3. La normalità, spesso, non porta da nessuna parte. Almeno così pare.

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  3. La normalità non porterà da nessuna parte forse, ma dover tutti i giorni affrontare problematiche impreviste, che ci devono far scegliere in pochi istanti quale sia la via migliore da prendere consuma. Ciao brunella

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    1. Buongiorno Brunella,
      apparentemente la normalità non porta da nessuna parte. Eppure ci porta ovunque lo stesso. Perché, come scrivi giustamente tu, ci induce a fare della nostra vita quello che è.

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  4. Che non diventi troppo abitudine la normalità.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.