16 agosto 2013

La barbarie che non so ammaestrare

Con me non ci sto male. Mi guardo da dentro e mi lascio inondare da pensieri di marmo. Sollazzo i demoni che solitamente lascio dormienti e non mi fa paura la morsa ferina della mente in viaggio. Attraverso le regioni più aspre ed inaccessibili di me, scavo con furiosa ansia nella memoria e tra altre scorie. Non so esattamente cosa cerco ma so esattamente cosa non voglio. Perché non volere è proprio come desiderare e ciò che desidero è il rovescio di una volontà. Confesso a me stessa la barbarie che non so ammaestrare ed annego con dolcezza nella sua atrocità.

[foto by Blekotakra]

6 commenti:

  1. Non voglio inorgoglirmi prima di aver avuto una tua risposta, ma mi pare di vedere dei motivi ispirati dalle mie più recenti poesie che ho postato sul mio blog.
    Scavare nell'anima "tra memorie e altre scorie" sollazzando "demoni...dormienti" dà sempre risultati eccezionalmente sorprendenti per chi, come te, ne possiede una così complessa e variegata.
    La barbarie siamo noi, coi nostri inconfessati e inconfessabili desideri: appena li liberiamo dalle nebbie dove li teniamo nascosti, appena ne vediamo un'ombra consistente, appena insomma ne prendiamo atto, allora si arriva al verdetto, che tu hai espresso con la tua prima nota: "con me non ci sto male".
    A posto, puoi proseguire tranquilla.

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    1. Ogni tanto implodo. Come tutti, immagino.
      E implodere fa malissimo a primo impatto, poi si sguazza nel proprio sangue e si zoppica tra i propri fantasmi. E ci si maledice e si infierisce contro la propria carne. Si scava, certo. Tra i ricordi, le parole, le promesse, i singhiozzi e parecchi sbagli.

      Sì, con me non ci sto male.

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    2. Ti sei mai chiesta perché le contumelie più feroci, le imprecazioni e le maledizioni più lancinanti le scagli sempre contro te stessa? A me capita sovente e me ne sono dato una spiegazione.
      Ma perché il vero nemico sta dentro di noi, e quando implodiamo, come dici tu, gli scagliamo contro tutto il nostro livore e la nostra rabbia.
      Ma dopo un po' "si sguazza nel proprio sangue" (bello!) e nella propria riconosciuta miseria col risultato di rendersi ancor più conto di essere vincolati indissolubilmente a quel sangue e a quella miseria e di non desiderarne altro e altra.
      Sì, anche io con me mi trovo a mio agio.
      Un abbraccio collega.

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    3. Siamo degnissimi nemici di noi stessi. I più spietati, agguerriti e violenti.

      Non posso dissociarmi dalla mia miseria né dalla mia natura. Ogni tanto potrebbe essere salvifico, ma non si può.

      Un abbraccio a te.

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  2. Il desiderio, positivo, non negazione, è quanto la vita ci suggerisce razionalmente. Ascolta cuore e ragione. Marco.

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    1. Annullare ogni desiderio sarebbe la soluzione ideale.
      Ma rimane ideale.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.