19 agosto 2013

I gay russi non esistono

Lo so, giungo sull'argomento con discreto ritardo. Eppure questa vicenda mi ha inquietato fin da subito. In Russia i gay non esistono. Quel geniaccio di Putin tiene a spiegare al mondo che nel suo Paese gli omosessuali non sono contemplati. La sua legge anti-gay, infatti, punisce la propaganda omosessuale in presenza di minori. Insomma: si torna indietro di un bel po' di decenni. E secondo me è solo il primo passo verso una deriva molto più aberrante. Vita facile per gli omofobi. Hitler, a quanto pare, non è morto ha solo cambiato nome, faccia e Paese.

[foto dal web]

23 commenti:

  1. Che Hitler si fosse reincarnato nel piccolo zar russo si sospettava ma adesso c'è la certezza.
    Quello che è grave non sono soltanto le dichiarazioni della campionessa mondiale di salto con l'asta Yelena Iskanbaia, che difende le scelte di Putin, ma che sia stato proibito ad una saltatrice svedese di comparire in pubblico con le unghie smaltate coi colori dell'arcobaleno, simbolo dei gay, altrimenti sarebbe stata espulsa dai campionati, che avvenivano a Mosca. Lei ha dovuto saltare la finale con le unghie smaltate di rosso.
    Un bell'esempio di democrazia.

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    1. Non è il primo esempio di fascismo targato Putin, purtroppo.
      Le dichiarazioni di un'atleta del calibro di Yelena Iskanbaia sono ancora più angoscianti di quelle del capo russo perché arrivano da una giovane donna che, per l'appunto, è anche una sportiva professionista. Lei ha cercato di smentire o di far passare un altro messaggio non appena le hanno fatto notare che aveva detto una gigantesca idiozia. Ovviamente lei pensa quello che ha dichiarato ma ammetterlo a livello planetario non le dà una bella immagine. I pubblicitari e i suoi agenti lo sanno, lei no.

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    2. Yelena Isinbayeva... quando la rettifica è anche peggio della dichiarazione originale:(
      lo dico con rammarico, perché la "reina" del salto in alto era un mito, nel senso che stavo seguendo i mondiali di atletica e vederla saltare è (era) poesia.
      concordo con lei che ognuno debba rispettare le idee altrui, anche quelle del paese ospitante, ecc, ecc, però (io) son fatta male.
      mi perdonerà quindi se da quel giorno per me sia come morta.
      lei e Gérard Depardieu, tanto per dire quanto sono 'drastica' con due esempi banali.
      è anche vero che qui da noi, mi sembra che siam messi anche peggio.
      politicamente ipocriti quel tanto che basta per rimandare di porsi il 'problema' e 'collettivamente' immaturi tanto che gli 'inciampi' arrivano da ogni parte.
      di fatto quel regime ha sancito una realtà che qui si finge di aborrire mentre la si pratica e questo vale per tanti argomenti... tanto che elencarne alcuni farebbe 'torto' agli altri.

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    3. Non sei l'unica, teti, a "tagliare" certe simpatie. Conoscere la vera identità e la vera morale di personaggi che, tendenzialmente, si ammira per il loro talento (artistico o sportivo), avviene proprio in modalità simili.
      Un modo piuttosto diretto e spietato per capire chi c'è dietro lo schermo.

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  2. Si potrebbe anche aggiungere che Putin, ex kgb, si è anche ispirato alla legislazione dell'Unione Sovietica per quanto riguarda l'omosessualità. Finivano nei gulag e non solo.

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    1. Sì, è verissimo.
      Purtroppo i regimi totalitari erano molto simili in tutte le deformazioni del potere che hanno generato. I gay sono visti dal meccanismo "igienico" del sistema (nazifascista o comunista) come delle anomalie intollerabili. Tutto quello che non rientra negli schemi previsti non può esistere. Quindi va annientato.
      E i gay, nella Russia di oggi (ed è ciò che più mi fa arrabbiare), sono considerati come un'anomalia esattamente come erano considerati un'anomalia un secolo fa.

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  3. Non dimentichiamoci della Cecenia e delle stragi lì perpetrate contro un popolo che reclama solamente la libertà. Che poi si sia arrivati a veri e propri atti di terrorismo da parte dei Ceceni non giustifica l'aggressione iniziale, che di certo ne è stata la causa scatenante.
    Insomma il buon Putin tiene sul suo comodino per leggerne pagine ogni sera il "Mein Kampf" di Adolf.

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    1. Per quanto riguarda la questione cecena, consiglio a tutti di leggere gli articoli e i libri di Anna Politkovskaja.

      Non so cosa abbia Putin sul comodino, ma temo che una persona tanto ottusa, non legga granché.

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  4. Peccato. Avrei voluto tanto visitare San Pietroburgo e Mosca...ma se devo rimetterci la pelle preferisco staremene a casa.

    Sorrido.

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    1. Non so se effettivamente qualcuno abbia la volontà di aggredirti. Anche perché essere gay, almeno per ora, non comporta un marchio a fuoco ben in vista o una specifica dicitura sui documenti.
      Però, al posto tuo, neanche io andrei in Russia. La possibilità di incappare in qualche folle omofobo perfettamente legittimato a insultare, aggredire o picchiare i gay esiste. Quindi evitiamo eh!

      Sorrido anch'io...

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    2. Io invece ci andrei. Non sono gay, ma quando avvengono simili odiose e schifose discriminazioni siamo tutti gay.
      Io metterei all'occhiello uno dei loro simboli e me ne andrei a spasso, senza provocare con gesti o con movenze, solo portando bene in vista quel simbolo.
      Ieri alla partita della Supercoppa allo stadio Olimpico a Roma la curva Lazio ha insultato i giocatori di colore della Juventus, dimenticando di averne anche nelle propria squadra.
      Altra discriminazione imperante: il colore della pelle.
      Gente, non c'è niente da fare, la madre dei cretini è sempre incinta e partorisce due volte alla settimana.

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    3. A quanto pare, però, mostrare simboli o difendere esplicitamente i diritti dei gay, in Russia, non è particolarmente sicuro oggi. Hai visto le foto a cui porta il link del mio post?
      Ecco.
      Un amico non ce lo manderei di certo lì in mezzo. Mi spiace.

      In merito ai cori razzisti dei laziali, che poi sono gli stessi di tante altre curve e di tanti altri tifosi, danno l'esatta misura di quanto siano idioti molti italiani. Probabilmente allo stadio diventa tutto più facile: i tifosi fanno branco.
      Sono sicura che se prendessi uno di quei tifosi e lo mettessi faccia a faccia con Pogba non avrebbe il coraggio di ripetere una sola parola o di emettere alcun fischio.
      A me certi tifosi fanno schifo. Sono ignoranti, come ha detto lo stesso Pogba dopo aver subito quello che ha subito.

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    4. Dove stai per andare tu la gente è diversa. Nel Friuli si dice che nessuno sa divertirsi come i triestini. Alla domenica li trovi in giro dappertutto.
      Lasciati contagiare e...buone vacanze, Euri.

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    5. A dire il vero nel Nord non ho mai trovato gente particolarmente allegra... a meno che non avessero origini meridionali!

      Comunque cercherò di divertirmi il più possibile.
      Poi ti racconto.

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    6. Sono offeso, io non ero un allegrone?

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    7. Un allegrone tu?
      No, non lo eri.

      Ed ora lo sei?

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    8. No, certo che no, poi appena dopo aver terminato "Camille Claudel 1915", l'ultimo film di Dumont, lo sono ancor meno.

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    9. Conosci Bruno Dumont? Purtroppo non sono usciti molti suoi film in italiano, anzi. È un autore molto interessante, con Only god forgives di Refn, questo suo Camille Claudel 1915 trova posto tra i migliori film del 2013.
      Ti consiglio vivamente il film Hadewijch di Dumont.
      Saluti.

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  5. No, vabbé, avevo scritto qualcosa e poi ci ho pensato su...nel senso che son cose discrete che si scrivono in privato.

    Sorrido di nuovo.

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    1. Va bene, mi dirai in privato quello che pensavi di dirmi.

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  6. Son notizie che fanno pensare e dovrebbero far agire. Troppe ancora le battute omofobe anche da noi, che per quanto in corsa per la retrocessione, ancora paese libero. Ma libero da cosa? Ci manca coraggio, io credo. O unità per indignarsi insieme, tutti quanti.

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    1. Spesso dietro le battute c'è un vuoto allarmante.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.