31 luglio 2013

Quando il massimo non è abbastanza

Dai il massimo, ma non è abbastanza. Non è mai abbastanza. La fatica dei giorni la misuri nel tempo che non hai, nelle pagine che non riesci più a leggere, nello sforzo che il tuo cervello fa nel ricordare di ricordare. Eppure non basta. E la voglia di mandare tutto a monte, di strappare appunti, nomi e numeri è famelica. La frustrazione diviene di carne e di fiato, come un corpo che si morde le mani e non riesce neppure ad urlare. Sai di aver fatto più che bene, di aver dato più di quanto fosse possibile. Eppure le richieste crescono senza ritegno. Le pretese sono ancora più morbose. E' a questo punto che inizi a fregartene.

[foto by celuloide]

10 commenti:

  1. È l'ansia del finale che ti assale, che assale ognuno di noi in modo dissimile. Oso dire che piu sei colto, più sei intelligente, più sei sensibile più il morso dell'ansia del finale incide profondamente nella carne.
    Capita verso la fine di qualunque cosa che reputi importante: l'ultimo anno di liceo, gli ultimi capitoli di un romanzo che stai scrivendo, gli ultimi giorni di celibato mentre la futura sposa già scalpita, gli ultimi giorni lavorativi prima di staccare la spina e andare in ferie.
    Tranquilla, non sei la sola, appartieni ad un esercito che ogni tanto si raduna e parte all'attacco, ma è un morbo curabile: dopo una settimana o due (è personale il limite) di dolce far niente ti viene l'ansia di ricominciare e ricominci da capo fino....alla prossima ansia del finale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lei si rende conto che appartiene alla cultura, esattamente quanto biagio antonacci alla musica sperimentale, vero?
      Scusacà, ma ci sono dei limiti.

      Elimina
    2. Scusi "Anonimo": ce l'ha con me o con Euridice? Direi che non è chiaro, almeno non quanto il fatto che lei non sappia leggere.

      Elimina
  2. Quanto più una persona è disponibile e capace, tanto più viene sfruttata senza ritegno. È vero che chiunque preferisce ricorrere sempre a chi ne sa di più e garantisce il meglio ma c'è bisogno di equilibrio e senso della misura. Succede sempre così. Il volenteroso è un individuo da massacrare secondo certi datori ed organizzatori che sono e sembrano delle macchine da guerra.

    Il mio nome e il mio numero non li strapperai, vero? :)

    RispondiElimina
  3. Ritengo, dopo aver letto troppi suoi interventi, che lei non si possa neppure lontanamente definire cólto. È un suo vezzo quello di porsi sempre dalla parte opposta, dalla parte opposta rispetto agli ignoranti, agli stupidi etc.
    Ritengo che il suo egotismo sia davvero fuori luogo, basta leggerla per rendersene conto.
    In sostanza, la mia è una mera puntualizzazione, affinché si dia una regolata.
    Non mi piace l'umiltà, quindi, lungi da me consigliarle di essere tale, ma l'arroganza si deve saper “portare” e, per ciò che ho avuto modo di leggere, lei non se la può neppure lontanamente permettere.
    Come ho scritto è una puntualizzazione che non si rifà necessariamente al suo commento, ma a una sequela di luoghi comuni, piuttosto volgari e populisti, che scrive, ormai, quotidianamente. Su questo nulla di male, ci sono molte persone che come lei compiono un’errata idealizzazione del proprio Io e come corollario costituiscono abusi sintattici imbarazzanti.
    Spero che dopo questo mio rilievo, possa fare una riflessione e leggere di più e scrivere di meno.
    La saluto, Anonimo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lei è un povero sciocco frustrato.
      Da parte mia continuerò a scrivere quel che meglio mi aggrada e ad evitare di leggere ciò che lei scrive, soprattutto in onore della nostra squisita ospite.
      E impari a firmarsi con nome e cognome.

      PS. Scusa Euri.

      Elimina
  4. "La fatica dei giorni la misuri nel tempo che non hai, nelle pagine che non riesci più a leggere, nello sforzo che il tuo cervello fa nel ricordare di ricordare."
    ...è perfetto! Mi ci sono riconosciuta alla perfezione... A me manca solo l'ultimo passaggio: iniziare a fregarmene.

    Ogni tanto ti rubo dei pezzetti... e li porto da me.
    Eva
    https://www.facebook.com/pages/Una-o-cento/146634278718170?ref=hl

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ben rivista Eva.
      Sì, so che mi "rubi" qualche post ogni tanto: mi avevi già avvisata.
      Non ci sono problemi, come sai.

      In merito al fregartene, riuscirai anche in quello!

      Elimina
    2. Lo avevo immaginato che ti saresti astenuta dal commentare. Non mi resta che recriminare di essere stato gabbato da un provocatore. Si impara anche alla mia età...speriamo.

      Elimina

Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.