11 giugno 2013

Tempi relativi

La mia amica S. arriva sempre in ritardo. Pochi minuti o mezze ore, per lei fa lo stesso. E neppure le interessa, in fondo. La conosco, un po' m'arrabbio e un po' le lascio fare quello che vuole. Calcolo una coda di tempo in più e so che, più o meno, arriverà comodamente dopo. Se serve e sono io a definire un orario, imbroglio. Rosicchio venti minuti d'anticipo e la costringo ai miei tempi. Ogni tanto, quando è necessario. E pensare che indossa regolarmente un orologio che segna l'ora esatta mentre io, che mi muovo puntuale, un orologio non lo porto da anni. Mi dava ansia. Consumava troppo in fretta i miei giorni.

[foto by 8o-clock]

12 commenti:

  1. Anche io ho smesso di portarlo, l'orologio. Tanto, di arrivare puntuale non m'è mai riuscito.

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    1. Invece io, che come te non porto l'orologio, arrivo sempre in orario. Pensa un po'!

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  2. è una discriminante al top della mia scala di valori.
    mi spiace ma se arrivi oltre i 10 minuti sei fuori.
    mi procura troppa sofferenza la lunga attesa.
    è un sentimento che mai sono riuscita a variare.
    a mio modo di vedere una mancanza di rispetto tale da precludere qualsiasi forma di relazione, costi quel che costi, anche fosse (stato) brad pitt o antonio banderas.
    pur'io viaggio senza orologio, tanto c'è il telefonino, il campanile, la farmacia, son pure troppi gli orologi!
    e poi a far senza si impara a riconoscere che ora è a prescindere.

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    1. Anche io non amo molto chi arriva in ritardo. Faccio poche eccezioni per alcune persone a cui voglio bene, ma se esagerano sanno già di andare incontro ad una lavata di testa oppure di non trovarmi più.

      Sì, di orologi ce ne sono tantissimi. E' anche per questo che non ho bisogno di un altro al polso.

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  3. Porto l'orologio al braccio come monile, non lo consulto mai. Se devo sapere l'ora esatta leggo quella digitale sul cellulare.
    Ma per me l'orologio è una specie di feticcio, non me ne priverei mai. Se avessi soldi da buttare comprerei immediatamente un Vacheron-Costantin d'oro bianco ultrapiatto; o un Officine Panerai; oppure un cronografo Länge & Söhne, numerato, di annata.
    Quello che ho al polso rassomiglia a un Mercier nella forma.
    Da questo avrai capito che ci sformo ad arrivare in ritardo; preferisco arrivare prima e fermarmi a un centinaio di passi dal luogo dell'incontro.
    Odio i soggetti come la tua amica S.
    Abbatterli col lanciafiamme, tutti.

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    1. Di orologi non capisco nulla. Non me ne intendo e, sinceramente, neppure mi incuriosisce questo tipo di oggetto qualunque sia il suo valore.

      Povera S.!
      Il lanciafiamme? Ma no...

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  4. se il ritardo è cronico, faccio come tetris ... se è sporadico e dovuto al caso lo accetto di buon grado.
    e poi divento didattico ... aspetto per 10/15 minuti e poi me ne vado :)

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    1. Per S. il ritardo è la regola. Non sa proprio farne a meno. E immagino che, ormai, non si sforzi nemmeno più di arrivare in orario ai suoi appuntamenti.
      Chi la conosce, lo sa. Chi non la conosce lo impara presto.

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  5. Io sono uno puntuale, purtroppo anche con quelli che arrivano sempre ma proprio sempre in ritardo. Mi sono più volte riproposto di arrivare più in ritardo di loro e farli aspettare ma non ne sono capace.

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    1. Sai, ci ho pensato io. Però, alla fine, io continuo ad arrivare in tempo, i ritardatari continuano ad arrivare in ritardo.

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  6. Arrivare cronicamente in ritardo è segno di mancanza di rispetto. Non è tollerabile.

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    1. Condivido, ma spesso tollero per non dovermi arrabbiare e rovinarmi la giornata.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.