7 giugno 2013

Saccenti

Ostentare un sapere che non si ha è lo spettacolo più penoso in cui si possa sprofondare. Inciampo in qualche saccente, di tanto in tanto, e non è un bel vedere né, tanto meno, un buon ascoltare. Imparare a percepire i limiti della propria conoscenza rimane un'opera sopraffina mentre s-misurare il proprio ego sembra divenuto uno sport adatto a chiunque. Anche, o soprattutto, a chi non può permetterselo. Esibire nozioni e cognizioni mai approfondite dignitosamente, con la boria degli stolti maliziosi, non rende migliori né fa apparire tali. Perché di apparire si tratta: il misero vanto che basta ai mediocri.

[foto by proama]

12 commenti:

  1. Non parto senza leggermi l'ultimo.

    Mi piacciono tantissimo (ma tantissimo, eh) quelli, fra questi, che vogliono convincerti che le cose che tu conosci benissimo non sono così come tu ritieni e sai che sono, perché ci lavori, ci vivi, hai avuto esperienze dirette, ma colì come pare a loro perché: "Pure se non ho mai avuto a che fare, so di per certo...".

    Ci si sente nei prossimi giorni! (Ti saluto Trento.)

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    1. Beato te!

      In effetti i saccenti più irritanti sono proprio quelli che vogliono insegnarti cose di cui tu effettivamente conosci ogni mistero. Ed è inutile tentare di far capire loro che la loro "sapienza" è del tutto posticcia.

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  2. Una volta ero convinto che la virtù dei mediocri fosse la modestia. Mi sbagliavo: è una delle virtù principali, anche quella è però ostentata per dimostrare agli altri di essere migliori di noi.
    La saccenza invece è una dote innata: si accoppia all'arte di appiccicarsi addosso e di non mollare la presa.
    Ho fatto però caso -mi succedeva da giovane- che ad essere ben educato ci si rimette con tale categoria di gente. Loro non ti mollano più e cercano di inculcarti il proprio personale verbo.
    Allora -questo mi capita adesso a profusione- ho imparato l'uso appropriato del "vaffa".
    Funziona a meraviglia.

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    1. Il "vaffa" funziona spesso, ma in certi casi e con certe persone non è il caso di utilizzarlo, anche se la tentazione è davvero fortissima e, probabilmente, traspare in maniera plateale.

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  3. Eppure, purtroppamente!, il saccente bifolcone e becero è un modello vincente: in televisione imperversa e si arricchisce!

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    1. Il saccente appare e basta, come ho scritto. E surclassa gli altri, almeno superficialmente. E' proprio quello che funziona in TV!

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  4. Ostentare un sapere che non si possiede, prima o poi porta a fare certe figuracce. Non so se ricordi il direttore generale della Telecom L. Luciani che alla convenzione aziendale parlò dell'importante vittoria di Napoleone a Waterloo! Che bella gente c'è a capo delle nostre maggiori aziende!

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    1. Sì, ricordo quell'episodio. Ovviamente non è il solo né il peggiore. Alcuni hanno riso a molti, invece, è venuto da piangere.

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  5. la cosa più fastidiosa dei saccenti è che quando cominciano a saccentare non la smettono più, e non danno spazio a ciò che il povero interlocutore vorrebbe anche dire ... se solo riuscisse a interrompere il monologo!

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    1. Quelli sono i saccenti/logorroici: letali! E anche più molesti e odiosi dei semplici saccenti.

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  6. ... il saccente logorroico l'ho sperimentato poco tempo fa.
    Ero capitata per caso a un tè letterario dove si parlava di "madame bovary"; io non ero preparata perchè il libro l'avrò letto minimo 10 anni fa, ma quando il S.L. venne fuori con la frase: "in fondo la Bovary si è uccisa per un fatto di soldi" saltai su come punta da una vespa, replicando: "eh no, mi dispiace!"

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    1. Si è uccisa per un fatto di soldi...
      Ma che libro ha letto 'sto tizio?
      Io mi sarei semplicemente alzata ed uscita in silenzio come faccio sempre quando mi trovo di fronte a gente che non ha alcuna speranza.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.