6 aprile 2013

Suicidi di Stato

Suicidi di Stato. Li chiamano anche così. Poi li chiamano tragedie sociali, drammi della disperazione, vittime della crisi. Io so che sono persone che non ce la facevano più. Il suicidio non si discute. Mai. E non si giudica. Mai. I soliti politici incarnano un'assenza oscena incoronata di belle parole e nulla di fatto. Si rammaricano in TV mentre il sistema scoppia. Quei morti sono chiodi dentro la loro coscienza e una maledizione non basterebbe a rendere giustizia. Lo Stato ha artigli di rapace ma non vede, non sente, non fa. Si muore perché non si può vivere. E neppure sopravvivere.

[foto by juznobsrvr]

10 commenti:

  1. ieri sera, accostata alla notizia della famiglia marchigiana, le ultime sul salva nano e altre amenità mi han fatto pensare che per quanto incredibile possa sembrare, solo un accordo sulla peggiore via d'uscita sia l'unica soluzione praticabile.
    e siccome al peggio non c'è mai fine, neanche è detto che si trovi.
    nessuno tiene il conto e il caso viene archiviato in fretta, bollato alla bene e meglio come sporadico e occasionale, quando tutto fa supporre che tra pochi mesi il 'fenomeno' si farà ancora più importante.
    l'unica che sembra aver ancora un po' di senno è boldrini, che vedrei bene a capo di quel che resta del paese.

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    1. Io la penso come te. Un accordo, a ora, è l'unica soluzione praticabile. E come penso che non è detto che si trovi. A distanza di più di 40 giorni dal voto, siamo ancora in alto mare. Ed è desolante.

      La Boldrini è un'ottima persona, secondo me. Gli insulti che l'hanno investita durante i funerali dei suicidi di Civitanova Marche non sono insulti rivolti a lei ma a ciò che rappresenta. Credo sia stato umiliante per lei. Credo che abbia sofferto ma che abbia compreso quanta amarezza, quanta stanchezza e quanto dolore ci sia dietro a quanto è accaduto.

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  2. E la solidarietà umana, non solo materiale, si è estinta.

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    1. Non si può essere solidali in questo tempo, credo. Vince l'egoismo: si sopravvive, se tutto va bene.

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  3. Ieri per radio parlavano della censura mediatica;
    57esimo posto all'Italia che, anche se recupera quattro posizioni rispetto all’anno scorso, si trova comunque dopo Botwana, Niger, Burkina Faso e Sudafrica.
    Notizie come queste sono strumentalizzate che fine hanno fatto le notizie dei cortei e dei manifestanti? delle piazze in rivolta? Sparite.
    La politica italiana non ha bisogno di un popolo felice.

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    1. Sono sincera Pier: non capisco cosa c'entri la censura mediatica con i suicidi di Stato.
      E' vero: la nostra macchina mediatica ha limiti, buchi e incompetenze notevoli. D'altro canto ormai il giornalista si limita, per lo più, a ricevere comunicati stampa belli e pronti e a portarli sul giornale, in TV, online o dove vuole.
      Mancano gli approfondimenti, la ricerca, l'analisi e, soprattutto, una critica attenta ai fatti. Loro riportano parole già scritte, tutto qui.

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  4. Quelli che non ce la fanno sono i veri poveri: persone non avvezze a chiedere, perchè non l'hanno mai fatto;
    persone che si chiudono in una torre di solitudine, orgoglio, disperazione.
    Al contrario dei falsi poveri: dei poveri di cultura, di spirito, di intelligenza, di moralità.
    (E dentro questo elenco ci sono anche tanti ricchi di denaro)
    Purtroppo i falsi poveri non si suicidano, perchè non sanno cosa sia la dignità.

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    1. Da quel poco che ho potuto seguire in merito alla morte dei coniugi delle Marche (notizia alla quale è dedicato il post), i due avevano chiesto aiuto. Forse erano andati in banca, forse si erano rivolti a qualche autorità, forse avevano tentato di trovare i soldi da qualche parte.
      Non hanno ricevuto alcun aiuto. Ovviamente.

      Il problema dei falsi poveri (in vari sensi) è devastante, purtroppo. I falsi poveri vivono nella meschinità e nell'immoralità per cui non hanno coscienza e senza coscienza non ci si suicida.

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  5. Una volta Monti disse una frase così infelice che si meritava i calci in bocca. Parlando delle nostre vittime di stato disse che poi il numero non era così allarmante come in Grecia. Ma cosa voleva dire? Che dobbiamo arrivare ad un target prestabilito di vittime per dichiarare lo stato di emergenza sociale e di vergogna?

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    1. Monti ha detto (e fatto) varie idiozie.
      Quella che tu ricordi è forse una delle peggiori.
      E' una conta macabra, infelice, stupida, irrispettosa, immorale.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.