26 marzo 2013

Austerità significa giustizia

L'austerità è il mezzo per contrastare alle radici e porre le basi del superamento di un sistema che è entrato in una crisi strutturale e di fondo, non congiunturale, di quel sistema i cui caratteri distintivi sono lo spreco e lo sperpero, l'esaltazione di particolarismi e dell'individualismo più sfrenati, del consumismo più dissennato. L'austerità significa rigore, efficienza, serietà, e significa giustizia; cioè il contrario di tutto ciò che abbiamo conosciuto e pagato finora, e che ci ha portato alla crisi gravissima i cui guasti si accumulano da anni e che oggi si manifesta in Italia in tutta la sua drammatica portata.

Enrico Berlinguer, 15 gennaio 1977

[foto by IlaydaPortakaloglu]


18 commenti:

  1. erano gli anni delle targhe alterne alla domenica, bisognava pur giustificarle :)

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    1. Se non avessi scritto il nome di Berlinguer e la data avresti detto lo stesso?

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  2. Dico che la politica è una ruota che gira sul vuoto, lentamente, che inesorabilmente riporta a toccare in basso, nel profondo del vuoto, la parte peggiore di sé.
    Le parole di Berlinguer del 77 andrebbero benone oggi. Ci eravamo illusi che "mani pulite" avesse spazzato via, insieme alla prima repubblica e ai partiti storici tutti meno uno, il marciume di mezzo secolo di corrotta democrazia, e invece "qualche volta ritornano". Siamo daccapo e non se ne viene a capo, scusa il bisticcio di parole.
    Però in questo momento di rigore e austerità si potrebbe morire.
    Occorre un governo, anche di minoranza, che raccolga la fiducia almeno su quattro o cinque punti fondamentali, per dare ossigeno alla nostra economia alla fine; per dare qualche soldo a chi sta crepando di fame e di stenti, per il popolo italiano, quel Popolo italiano con cui tutti si riempiono la bocca, che sembra però sia l'ultimo pensiero reale dei nostri politicanti, tutti nessuno escluso.
    E questi giullari della politica, che entrano a Montecitorio e a Palazzo Madama tutti in gruppo come una scolaresca in vacanza, vadano a scuola di buone maniere e a fare un corso accelerato almeno sulla Costituzione e sul senso che dovrebbe avere la politica. Ma temo sia fiato sprecato, e per questo e per quello.

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    1. E' proprio per riflettere sul senso da dare alla parola "austerità" che mi è piaciuto pubblicare le parole di Berlinguer, oggi: "austerità significa rigore, efficienza, serietà, e significa giustizia".
      Pensa, Vincenzo, alla combinazione: rigore, efficienza, serietà e giustizia. Anche giustizia. Hanno scelto il rigore: tagli, tagli ed altri tagli. Ma hanno dimenticato di verificare l'efficienza. Hanno sorvolato sulla serietà e annullaro la giustizia.
      Ed è un dramma.

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    2. Esattamente. Hanno fatto solamente tagli, per lo più a pen di veltro, vedi IMU a tutti, anche a chi non ha reddito sufficiente per campare.
      Non si sono curati di verificare se quel tagli dessero una scossa all'economia (ma che razza di professori di economia sono questi?) e di constatare che invece la stavano affossando. Mille imprese al giorno che chiudono battenti per un anno intero è un record mondiale.
      Si sono sbagliati sul significato del sostantivo femminile "serietà", che non riguarda il modo stucchevole e compito (servile) di presentarsi alla signora Angela Merkel. Guarda che figura da repubblichetta delle banane che ci hanno fatto fare con la vicenda dei due Marò, per non parlare della vergogna di fronte al mondo intero e per non parlare del dolore che impongono a quei due giovanotti, alle loro famiglie, all'esercito italiano intero.
      Per la giustizia hanno seguito il copione berlusconiano e buona notte Gesù: se ne sono assolutamente disinteressati.

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    3. Austerità non è quello che hanno deciso di imporre. Non è un cappio scivoloso che hanno annodato attorno alle imprese e a chi lavora che soffoca di tasse e balzelli di ogni genere.
      Se ne deve uscire. A tutti i costi.

      Non ho mai parlato della vicenda dei due marò perché me ne sono sempre interessata poco. Ad ogni modo credo che sia stato a dir poco umiliante, per l'Italia, fare la figura che ha fatto al cospetto delle autorità indiane e al cospetto del mondo nel corso delle ultime settimane.

      Serietà? Rido...

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    4. Oppure serietà a orologeria, come il ministro degli esteri di questo governo di supercervelli che si decide a dimettersi dopo una settimana, e tutto il parlamento applaude. Sti cretini!
      Avrebbe dovuto dimettersi subito e sarebbe stata la sua "serietà" credibile; adesso è come uno che ha camminato nella mota e dopo si lucida le scarpe senza pulirle.

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    5. Non ho parole, davvero.
      Non so se sia stato più patetico lui o quelli che lo hanno applaudito.

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  3. quando ho letto le prime righe dalla mia bacheca ho pensato che fossi impazzita.
    mi spiego (ma non offenderti!): mi son detta, "sa di roba vecchia, inattuale" e volevo tirar dritto.
    poi però, conoscendoti, ho pensato che invece alla fine ci sarebbe stato un capovolgimento e allora eccomi qui.
    ho avuto ragione. Berlinguer. bene. giusto.
    adesso quando lo ammazzano/ammazziamo il nano?
    (lasciamo stare rapimenti e lungaggini che tanto han portato all'oggi, arriviamo subito alla conclusione del colpo secco in fronte. cerchiamo appunto di essere austeri e al contempo giusti)
    allora?
    quando, quando, quando?

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    1. In effetti le parole che ho pubblicato sono un po' vecchie. Hanno più di 36 anni.
      Il problema è che sono di un'attualità sconcertante perché sembra che non ci siamo mossi da lì.

      Non so quando lo ammazzeranno il nano. Io spero che ogni giorno sia il giorno buono. E so che sorella morte potrebbe apparire proprio quando uno meno se lo aspetta. E confido in lei.

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  4. La storia che si ripete.
    Non impariamo.
    Mai.

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    1. No, non impariamo mai. Ed onestamente tutto ciò è penoso.

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  5. ovviamente no.
    forse perchè è dal 1977 che ce la raccontano

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  6. ricordo che Enrico Berlinguer era uno dei pochi comunisti a piacere a mia madre.
    L'austerità? Bella parola.
    Soprattutto se applicata non solo all'economia ma anche al linguaggio orale e scritto, ai comportamenti, ai sentimenti ...

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    1. Non so perché ma sembra proprio che Berlinguer piacesse un po' a tutti.

      Qualcuno mi definiva austera. Ma non voleva essere un complimento!

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  7. Berlinguer, Natta, Longo, Pertini... quando penso che oggi a fare politica sono i vari Alfano, Lupi, Capezzone, Brunetta, Razzi e Scilipoti mi viene da piangere.

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    1. E' lo stesso genere di reazione che provo anche io. E che immagino provino in molti.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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