28 febbraio 2013

Le facce che non trovo

Non ci sono facce note qui. Non le incontro quando attraverso la strada o quando vado a comprare il pane. Non le vedo sfilare lungo i marciapiedi e nemmeno ferme ai margini della piccola piazza ad aspettare il bus. Ecco. Questo è ciò che veramente mi manca. Le facce che non trovo. Non ci sono occhi che mi riconoscono, né bocche che sorridono, né banali saluti da ricambiare. Qui si scivola e non ci si appartiene. Un posto solo un po' più grande di quello in cui sono sempre vissuta eppure è enorme la diffidenza di facce che vedo ora e che non ricorderò. Perché non possiedono memoria. Né la mia di loro. Né la loro di me.

[foto by crh]

14 commenti:

  1. capiterà, ci vuol tempo.
    Personalmente ho sempre pensato che in un luogo così mi sarei trovato a mio agio...questione di prospettive.

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    1. Lo so. C'è bisogno di altro tempo. Sono qui solo da tre mesetti...
      Ho conosciuto un'altra condomina, però.
      E' che fuori da qui ci sono facce di cui non so nulla. E' un po' spiazzante per me.

      Puoi trasferirti qui!

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  2. Per fortuna io trasloco a un tiro di fionda da questa casa dove ho vissuto trentaquattro anni. Mi troverei anch'io smarrito se non potessi riconoscere facce, animali domestici e odori oramai assimilati. Ti capisco.
    Vedrai che fra un po' LORO prenderanno confidenza con la tua faccia e si avvicineranno, all'inizio con un sorriso, poi con un buongiorno e forse qualcuno ti si pianterà davanti e ti chiederà come ti trovi in questo posto nuovo. Non ti ci vorrà molto a farti degli amici.

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    1. Beh... io ho vissuto 39 anni in un paesino. Ora mi sono trasferita a poca distanza. Una quindicina di chilometri, ma sento la mancanza di persone che conosco da sempre. In un paesino le facce sono sempre le stesse, qui no. Tutti passano e vanno.

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  3. si dice spaesamento, apposta:)
    lo provo benchè io abbia fatto il percorso inverso.
    è più paese natio il centro storico genovese del paesino in cui vivo o di quello in cui sono nata, a prescindere da chi li abita.
    nel mio caso sono le pietre che fanno la differenza.
    pensavo che bastasse che fossero tali, invece "casa mia" son le pietre del 1100, quelle più recenti meno:)

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    1. Tornare al paese natio è un'abitudine che hanno in molti.
      Ed ora capisco bene anche il perché...

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  4. Euridice, ciao.
    Stamattina ti ho spedito il pacchetto, fammi sapere quando ti arriva.Non ho connessione e questo briciolo con cui ti scrivo è una tragedia. Un caro saluto.
    Veil (Gennaro)

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    1. Ciao Veil.
      Certo che ti avviso.
      Intanto ti ringrazio... sei davvero un tesoro!

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  5. Ah,dimenticavo un post scriptum...
    nella mia recensione a Jane Eyre, ho scritto un verso preso in prestito da te:"istanti perfetti di una pace senza tempeste",era il verso perfetto in quella circostanza.(Veil).

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    1. Va benissimo.
      Prendi in prestito tutte le parole che ti servono.
      Non ci sono problemi!

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  6. Pensa che invece io ho trascorso tutta l'adolescenza sognando di abbandonare il mio paesino e alla fine ce l'ho fatta. Ci torno raramente, anche perchè non ho amici in paese. Adesso sto in un palazzo dove l'italiano è assoluta minoranza e bisogna ingegnarsi per comunicare.

    :)

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    1. Io invece ho diversi amici e conosco davvero un po' tutti. Persone che mi hanno circondata da quando ero bambina e che ora vedo sempre più raramente. E mi mancano...

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  7. ti capisco... io ho perso il conto dei traslochi.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.

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