19 gennaio 2013

La nostalgia che serve

Ci sono porzioni di passato necessarie ad essere ciò che si è. E' quel circolo di ricordi che sfama la nostalgia. Nulla di insano nel pensiero di luoghi che mancano o di sguardi perduti. Niente da cui germoglino ferite, almeno. Perché anche le radici si nutrono d'ombra. Spesso latente, insospettata. Non c'è morbosità nello scivolare nel tempo, basta la voglia di abbandonarsi a ciò che ha avuto la sua compiutezza e, proprio per questo, rimane perfetto. Una minuscola commozione, una particella di tempo immobile. La dispersione controllata di ciò che è stato e non sarà più. Con una sacra ed impercettibile stilla d'amaro.

[foto by PansaSunavee]

14 commenti:

  1. Non si vive di ricordi, ma si prende vita e vigore dai ricordi. Cosa saremmo senza le nostre radici, anche se nutrite d'ombra, anche se fosse un'ombra di nostalgia? Saremmo dei punti in sospensione nello spazio e niente di più.
    Guardando indietro trovo la forza di andare avanti. Guardando indietro ho imparato ad amare e pertanto mi sono avvicinato alla morte, perché quando riuscirò ad amare intensamente con tutto il cuore come faceva mia madre morirò.

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    1. Spesso ricordare e "sentire" quei ricordi mi fa vivere meglio l'adesso.
      Certi istanti quelle ombre si fanno amare, ma è giusto così.

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  2. Mi piace la nostalgia. Possiede davvero quella “sacra ed impercettibile stilla d’amaro” con cui tu meravigliosamente la descrivi. Nella mia esperienza è molto forte quella nostalgia che Carmelo Bene chiama delle “cose che non furono mai”, ispirandosi inconsciamente a Pessoa che in alcuni passi della sua opera fa riferimento a qualcosa di analogo. Nostalgia di ciò che non è avvenuto ma avrebbe potuto essere, nostalgia di ciò che non è stato e non sarà mai.

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    1. Anche a me piace la nostalgia. Ma temo che quello che si prova per le "cose che non furono mai" non sia nostalgia ma rimpianto.

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  3. nostalgia canaglia perché alla fine vediamo solo le cose che sono state belle...

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    1. Non è il mio caso.
      Vedo anche cose non belle ma che col tempo si sono persino addolcite.

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  4. ci sono giorni in cui riesco ad avere nostalgia pure di ciò che mi ha fatto soffire

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  5. Non ne parliamo. La nostalgia fa già parte del mio codice genetico, sono perennemente nostalgico. Sento la mancanza anche di un angolo remoto in cui mi sono crogiolato, di una giornata tersa, fredda e desolata durante la quale mi sono sentito in pace, un attimo di tempo che magari tutti subito rimuovono dalla memoria.
    In questo periodo poi, sento di avere delle nostalgie molto più dense, concrete.Anche gli odori la trasportano con sé nell'aria. Mi manca tanto la mia famiglia, certe volte il pensiero di non avere più quei volti sotto gli occhi mi commuove. Il mio sfogo, poi, diventa un ingiusto scatto nervoso verso chi non lo merita.
    Come e cosa si deve fare?

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    1. I nostalgici sono, di solito, persone delicate e romantiche. So che i cambiamenti di vita che hai scelto di fare ti hanno portato lontano dalla tua casa e dalla tua famiglia. Ora loro sono più lontani.
      L'unico modo per curare la nostalgia è coltivarla senza rancori. Ama semplicemente quello che ti manca e, di tanto in tanto, torna ai tuoi luoghi.

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  6. Io riesco a vedere la felicità solamente nel passato. E se prima pensavo "ok, ricapiterà" ora arranco in una difficoltà che fa fatica a vedere nuove felicità così belle in futuro.

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    1. Forse perché del passato trattieni solo i dettagli più piacevoli. Se ti concentri e fai mente locale, probabilmente ti accorgerai che accanto a quella felicità ci sono stati momenti neri o nerissimi.

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  7. La nostalgia può essere un dolce modo di rivedere se stessi. Ma non deve abbandonarsi a rimorsi o rimpianti. Io ne faccio largo uso, a volte leggo le pagine di qualche diario e le immagini si fanno più vive. Ma anche le ombre.

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    1. Anche io leggo cose scritte anni e anni fa. Non mi addolora quasi niente. Mi fa tenerezza.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.