8 gennaio 2013

Contornare il rovescio

Il rovescio di ciò che appare è quel miscuglio di invisibile che non si dovrebbe mai sottovalutare. Per capire l'apparenza stessa e per ragionare valutando al negativo. Perché ci sono i pieni ma anche i vuoti. E gli uni e gli altri impossibili senza gli uni e senza gli altri. Non dico nulla di particolarmente interessante, è vero. Eppure contornare il rovescio è quel talento millimetrico che distingue l'opposto e lo rende degno di essere in quanto tale o in quanto antitetico. Un'architettura di ombre che, troppo presi da rassicuranti splendori, capita di dimenticare.

[foto by S4SH4X]

10 commenti:

  1. Intingi la tua penna nel mio inchiostro. Io sono un pittore e so cosa si nasconde dietro a ciò che si vede, infatti il pittore è l'occhio e il braccio del mondo. Lascio sempre spazi vuoti nei mie dipinti e se qualcuno me ne chiede ragione, rispondo che sono finestre sull'infinito attraverso le quali io posso passare di là e lasciare contemporaneamente che il di là entri da me.
    Facendo disegni col carboncino o la sanguigna si ottengono ombre involontariamente, magari cancellando: ritengo quelle le cose migliori del disegno, ma non sempre -anzi quasi mai- sono involontarie, credimi sulla parola.
    Ti vengono sempre al mattino presto questi profondi sussulti dell'anima?
    Anche a me. Ciao.

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    1. Io non dipingo ma, come ti ho detto qualche tempo fa, mi piacerebbe farlo. Mi piace (e spesso mi riesce) "fare".
      Sì, questi deliri mi vengono sempre al mattino.
      Mi rendo conto che non siano facilmente digeribili, ma non importa. Arriveranno post più facili!

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    2. Se ti "piacerebbe farlo" allora fallo.
      Compera dei colori a tempera, più facili da lavorare, non prendere a casaccio: un tubo medio di bianco di titanio, uno di nero avorio, un tubo di rosso vermiglione, un giallo, vanno bene tutti, un blu di cobalto e un blu oltremarina scuro, più un piccolo tubo di ocra gialla, che è difficile da fare da soli.
      Prendi un pennello del quattro a lingua di gatto, uno dell'otto a spatola, e usa un vecchio coltello per mesticare e mescolare i colori, tenendo presente che vanno mescolati e diluiti con acqua. Durano una quindicina di minuti prima di essersi essiccati.
      Prova a fare qualunque cosa e vedrai che ci proverai talmente gusto che poi non potrai farne più a meno.
      Non dire che non puoi: solo i morti non possono.
      Non dire che non sei capace: come puoi dirlo se non ti metti alla prova?

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    3. Mi piacerebbe davvero, ma vorrei poter guardare qualcuno farlo e poi provare a fare da me.

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    4. Pasticcia e impari. Fidati.
      :))

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  2. Hai ragione. Io me ne dimentico attratto dal pugno di luce del lato A. Quando poi il tempo chiarisce le cose, mi accorgo che sarebbe bastato stringere gli occhi per guardare oltre e capire tanto, ma tanto prima.

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    1. A volte, infatti, basterebbe distogliere lo sguardo dalla luce per soffermarsi qualche istante sulle ombre prodotte da quella stessa luce.

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  3. In effetti andare la mattina al lavoro con la maglia alla rovescia non è cosa da sottovalutare. Poco importa che ti sia aggiustato anche ogni piega con talento millimetrico. La gente ti guarda con aria perplessa più che rassicurante e capisci che qualcosa non va.
    A parte gli scherzi (ma mi è successo) alla fine forse seguire queste ombre, questo "contornare il rovescio" può rivelarsi quasi salvifico.

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    1. Che tu vada a lavoro con la maglia a rovescio, devo dire la vera verità, non mi sorprenderebbe per niente. Rido...

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.