11 ottobre 2012

Farsi mancare

Se qualcuno non apprezza la tua presenza, fagli pesare almeno la tua assenza. Questo dice, con aria d'assorta ed amara saggezza, l'amico di un'amica. E, a voler stringere, non è che abbia torto. Anzi. Convertirsi all'assenza, in qualche caso, è uno dei pochi modi per far valere la propria presenza. Non che sia un assioma né una legge del cielo, ma spesso i vuoti riecheggiano più dei pieni. La grazia di un silenzio che arriva dopo troppo svalutato clamore può nutrire la percezione di una mancanza. Elargire dosi di sé con troppa generosità, d'altro canto, non conduce lontano.

[foto by RickHaigh]

28 commenti:

  1. "Elargire dosi di sé con troppa generosità, d'altro canto, non conduce lontano."
    appoggio questa teoria. troppa disponibilità, alla lunga, stanca. blimund.a

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    1. Troppa disponibilità, alla lunga, viene data per scontata. L'ho scritto qui o da qualche altra parte un po' di tempo fa rivolgendomi ad un amico: a volte è necessario fare i preziosi perché dall'altra parte ci sia un un po' di rispetto e la giusta attenzione.

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  2. condivido pienamente.
    ci sono persone verso cui restare assenti è l'unico mezzo conforme alla loro immagine della nostra presenza.
    ciò non toglie che sia un comportamento che personalmente detesto, sia nella forma subita e sia in quella esercitata.
    mi sembra più comodo e chiaro, nel caso, salutarsi o dirsi addio anche perchè quando il tempo passa magari torna la voglia di ritrovarsi, ma se sei stato semplicemente abbandonato alla deriva con totale noncuranza è molto difficile (almeno per me) che possa verificarsi un riavvicinamento soprattutto casuale, in cui, magari, fare come se l'episodio precedente fosse poca cosa o mai esistito.

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    1. Ci sono persone che apprezzano la presenza di un'altra persona proprio quando non c'è o non c'è più. E' il solito fenomeno umano: dare un valore ad una cosa quando quella cosa non la si ha.
      Il meccanismo rimane sempre lo stesso. Da sempre.

      Alcuni allontanamenti possono essere salutari. Magari si torna ad incontrarsi dopo del tempo e con un altro spirito. Altri vanno "programmati". Nel senso che si sceglie di assentarsi dalla vita di una persona che dimostra scarso interesse così da misurarne il reale grado di affetto (o di altro).

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  3. no, no, nel mio caso è che mi sono dimenticato di rinnovare l'offerta internet del netbook =D

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    1. Ed io che pensavo che il tuo Snoopy fosse atterrato chissà dove.
      Sempre il solito distratto!
      Sorrido...

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    2. certo che hai una bella pazienza a sopportarmi XD

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    3. Il fatto è che devo aver pazienza anche con altre persone...

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    4. Certe volte diventa faticoso.
      Ma cerco di cavarmela lo stesso!

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  4. la mia condizione spesso è più o meno: dare un valore a una persona quando questa persona è lontana e non fare nulla per farla riavvicinare.

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    1. Appunto.
      Dai valore ad una persona quando questa è lontana. Del tutto umano.
      Il fatto che tu non faccia nulla per riavvicinarla, anche se vorresti che fosse vicina, merita una riflessione.

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    2. Forse perchè ci sono alcune condizioni, come proprio l'impasse o l'incapacità di risolvere situazioni, che finisci quasi per amare o accettare come tratto distintivo.

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    3. A volte, invece, può solo trattarsi di imbarazzo. Oppure del timore di dover rispondere a qualche domanda o di dover dare qualche spiegazione.

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  5. Mi hai fatto venire in mente una frase: gli amici sono come le stelle, ci sono anche quando il cielo è nuvoloso.

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    1. Gli amici sì. Quelli autentici, s'intende.
      Per il resto si tratta di meteore. Stelle che appaiono e scivolano via, anche rapidamente.

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  6. Sono dell'opinione che un'assenza voluta possa essere interpretata come arroganza. In effetti se manchi per farti apprezzare mi pare che ci sia un bel mix di narcisismo e di arroganza, appunto.
    Ma forse mi sbaglio, come spesso mi capita.

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    1. Non se farsi mancare implichi un atteggiamento arrogante. So solo che alcuni sanno apprezzare (un po' come Andrea poco sopra) solo chi, ad un certo punto, sceglie di non esserci più.

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    2. Un po' come le lacrime del coccodrillo, direi.

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  7. E' anche il mio credo, e lo sto portanto avanti con tenacia. Che mica è facile sopportare l'assenza d'altri in virtù della volontà di far arrivare la propria, di assenza. Le tue riflessioni sono bellissime. Questo è davvero un luogo prezioso. Un abbraccio

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    1. No. Non è facile sopportare l'assenza d'altri in virtù della volontà di far arrivare la propria. E, tra l'altro, a volte non funziona neppure.
      Ma si deve pur uscire da certi ingranaggi. Soprattutto per la propria salvezza!

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  8. L'amico dell'amica ha preso lezioni da Ferradini?
    I teoremi non li capisco mai del tutto, e piuttosto che sbattermi per dimostrarli preferisco affidarmi al buon senso di nonna Melania che diceva: chi non ti ama non ti merita.

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    1. Non so chi sia il suo maestro. Non escludo neppure il "teorema" di Ferradini.
      Devo dire che nonna Melania diceva la stessa cosa che diceva anche la mia nonna. E le nonne difficilmente sbaglia(va)no.

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  9. ...Vorrei che così non fosse... vorrei che non esistessero questi giochini miserevoli fatti di mosse tattiche come in una colossale partita a scacchi... Vorrei poter dire:mi manchi, vieni qui, abbracciami, usciamo insieme stasera, fa l'amore con me...vorrei... vorrei. Non avrei voluto mai "Elargire dosi di sé (me) con troppa generosità, d'altro canto, non conduce lontano" ma ho voluto rischiare...e ogni volta sono stati gli altri ad andare lontano. E non sono più tornati.

    P.s. navigando in rete ti ho trovato... ho rubato un pò di cose tue e le ho portate sulla mia pagina di fb (https://www.facebook.com/pages/Una-o-cento/146634278718170), spero che non ti spiaccia. A presto, Eva.

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    1. Ciao Eva!
      Piacere di trovarti qui.

      So bene che le strategie o le misure, in amore, non dovrebbero esserci. Eppure ci sono. Lo si capisce sempre dopo aver sofferto parecchio, dopo aver preso un po' di calci sui denti.
      Poi, infatti, ci si stanca. E si comprende che farsi fare male non è granché.

      E' solo un percorso di coscienza e di crescita. Si impara e si cambia.

      Ah... ora mi spiego del traffico in entrata da FB. Detesto quel luogo, ma vedo che almeno tu, correttamente, hai citato la fonte. Per il resto: nessun problema.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.