13 settembre 2012

Promesse liquide

Le promesse di mio padre si sono sempre liquefatte nell'arco di poche ore. Parole blaterate ed evaporate senza alcun apparente rammarico. Le mie delusioni bambine si sono trasformate presto in consapevole diffidenza. E "promettere" è una voce che non figura mai, accanto a poche altre, nei miei dialoghi e nei miei pensieri. Non oso agganciarmi neppure per sbaglio ad un patto presentato al futuro. Preferisco fare se posso, o tacere se non so. Ergo: non prometto mai nulla. E, con la stessa decisa convinzione, temo chi rilancia progetti senza la giusta ragione e confeziona aspettative che hanno la stessa forma di sogni difettosi. In me, è evidente, rimane viva quella bambina delusa che sono stata.

[foto by friday-forever]

18 commenti:

  1. Risposte
    1. Eh, o sono laconica o sono prolissa, sono un guaio coi piedi :D

      Elimina
    2. Un guaio coi piedi.
      Sorrido...

      Gli equilibri, a quanto pare, non ti riguardano.
      Meglio così, detto tra noi!

      Elimina
  2. il bello delle promesse disattese è la giustificazione solitamente data che suona più o meno così: "non è stata colpa mia"
    oh, ma mai una volta che sia per l'aver semplicemente cambiato idea!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A volte, invece, capita anche che ti venga detto: "ma no, perché mi hai creduto davvero?".

      Elimina
    2. allora vediamo, per il tuo esempio è facile che il pensiero vada al nano e per il mio va a marchionne:(
      (a pensarci bene, funziona anche a scambiarli)

      Elimina
    3. Sì, in effetti cambiando l'ordine gli addendi il risultato non cambia.
      Proprietà commutativa dei buffoni. Bello... sarebbe quasi il caso di farci un post.

      Elimina
  3. Non ho avuto un passato di "delusione da promesse mancate": mio padre era fin troppo spietato nella sua fissa di non dire mai bugie, nemmeno a fin di bene, ed elargire promesse non rientrava nel suo modo di fare.
    Tuttavia, pure io le rifuggo istintivamente, non le faccio e non le chiedo.
    Farle, le considero un anticipo di bugia, richiederle un odioso ricatto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco. Io la pensa più o meno come te.
      Per questo non faccio promesse e chiedo a chi me le fa di evitare di farlo.
      Sono abbastanza categorica al riguardo.

      Elimina
  4. Molte persone promettono sempre le cose che sono impossibili da realizzare o portare a termine, quelle più fattibili, invece, neanche a parlarne. Ma di qualsiasi natura siano le promesse, io, ho smesso di credere. Interpreto una promessa come una bugia e se si rivela tale non ci resto male; se i fatti mi smentiscono non può farmi che piacere.

    Amica, scusa le mie assenze, non ho più una linea wi-fi stabile. Ma appena posso vengo sempre a trovarti. Ti abbraccio forte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' l'arte dei politici quella. Promettere l'impossibile o l'irrealizzabile. Ci vuole mestiere, ma ci vuole anche un bel po' di gente credulona che li sta a sentire (e votare!).
      Le promesse, come te, non le ascolto nemmeno. Se qualcosa dovesse verificarsi bene, in caso contrario non ci resto male. Un modo come un altro per evitare delusioni.

      Elimina
  5. mio padre mi ha sempre promesso "se possiamo lo facciamo" ovviamente riferendosi a problemi economici e devo dire che non mi ha deluso...
    la vita mi ha fatto la stessa promessa e mi sta deludendo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La vita, credo, non ha nulla di paterno...

      Elimina
  6. Quando ero piccolo promettevo ogni giorno alla mia mamma dii diventare più buono. Il giorno dopo glielo dovevo ripromettere. Poi ho smesso. Anche a mia moglie avevo promesso di comperarle una casa in Italia e di tornare. Nemmeno me lo chiede più. Ai miei figli ho continuamente promesso botte e non gliel'ho mai date.
    Adesso ho capito com'era o qual'era la costante negativa: io dimentico subito quel che ho promesso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Probabilmente hai lo stesso difetto di mio padre.
      Ma non siete soli, stai tranquillo!

      Elimina
    2. Mi fa piacere essere in compagnia di tuo padre, che ha il merito di aver generato una bella testa come le tua.

      Elimina
    3. Sì, va be'...
      Avrei comunque preferito un papà che fosse stato capace di mantenere la parola data.

      Elimina

Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.