11 settembre 2012

Libreria in agonia

La libreria in cui vado di tanto in tanto sta morendo con straziante lentezza. Hanno iniziato a riorganizzare gli spazi eliminando libri. Poi hanno rimosso alcuni scaffali cercando di vendere testi improbabili a prezzi ridicoli, mentre il numero e la qualità dei libri diminuisce a vista d'occhio. Non so quanto manchi alla chiusura. So che tra qualche tempo passerò di fronte a quelle stanze in cui sono entrata per anni come in un tempio e troverò le luci spente e un cartello appeso che spera in nuovi affittuari o acquirenti. Al posto degli amati libri ci sarà l'ennesimo bar o il solito, scialbo negozio di scarpe e vestiti. La desolazione che avanza come fosse un deserto taciturno ed inesorabile.

8 commenti:

  1. Dispiace sempre quando accade e sta accadendo sempre più spesso. Io non ho mai avuto una libreria di fiducia o comunque preferita, appoggiandomi spesso sulle biblioteche, ma anche perchè grandi consigli dai librai non ne ho mai ricevuti, tranne in un caso ma il libraio (libreria einaudi) è un amico di famiglia da sempre. Devo dirti però che internet/siti di case editrici mi/ci ha finalmente permesso di trovare libri che dovevo sempre ordinare, aspettare, etc e non trovavo mai e poi mai, etc.

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    1. Sì, ci sono tante librerie che stanno chiudendo. Soprattutto se non fanno parte di circuiti più grandi. Ho notato (a Roma e a Firenze) che delle Melbooks sono passate ad IBS.it. Una sorta di invasione dell'online sul cartaceo, quasi. Ma almeno stanno sopravvivendo.
      Di librai molto preparati non ce ne sono molti. Spesso si tratta di commessi per i quali vendere libri o melanzane è più o meno lo stesso. Ma a volte ho comunque trovato persone innamorate dei libri ed attente alle mie richieste. Certo, su Internet tutto è più rapido e si trovano libri che in libreria restano pochissimo diventando rapidamente introvabili.

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  2. Io vorrei tanto che si trovasse il modo di far convivere le librerie "vecchia maniera" e quelle nuovissime, accessibili via web.Sono cose troppo diverse per poter scegliere o, meglio, sono troppo complementari per tagliarne una.

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    1. Non so se sia possibile o se sia pensabile una convivenza di questo genere. Magari qualcuno inventerà il modo per poter combinare le librerie "vecchia maniera" con quelle via web permettendo ad entrambe di esistere e di sopravvivere.

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  3. Mi dispiace, posso comprende. A Napoli questo fine settimana chiuderà la sede secondaria di una libreria storica, Guida, Guida Merliani al Vomero. Metteranno prezzi scontati al 70% per liberare il locale. Volevo andarci per approfittare dell'occasione ma non ci riesco, mi sa di sciacallaggio. A Teramo ci sono solo tre librerie, però cara Euridice, come sono desolanti. Potrebbero anche non esistere, basterebbero le edicole a sostituirle. Ma in Abbruzzo non si legge poi così tanto, vero? Ho notato che c'è il franchising de La Nuova Editrice. Di più assortite ne ho trovate ad Ascoli Piceno.

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    1. Da quel poco che ho potuto notare e vivere, nelle regioni del settentrione (nord est, spesso) c'è maggiore attenzione nei riguardi dei libri. Si legge di più probabilmente. Questione di cultura e di civiltà, credo. Hanno avuto una storia diversa da quella di quegli Stati che, prima dell'Unità, erano sottomessi allo Stato Pontificio e ai Borboni i quali non avevano nessun vantaggio dal fatto che la gente imparasse a leggere e a scrivere.
      Gli Asburgo, al Nord, invece hanno favorito l'istruzione e hanno fatto in modo che tutti sapessero almeno il necessario. Gli strascichi di tanti secoli di abbandono e di indifferenza sono ben evidenti e li hai rilevati tu stesso.

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  4. Come la vedo? La vedo male, anzi peggio, peggio di così si muore.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.