24 settembre 2012

La giraffa che voleva fare la giraffa

Avrei voluto parlarne prima, magari quando tutti ne hanno parlato, pochi giorni fa. Dico della fuga coraggiosa della giraffa Alexander. Una creatura che hanno costretto a lavorare e divertire noi miserabili bipedi. Anche se solo l'idea che una giraffa non faccia la giraffa ma il clown mi dà il voltastomaco. Non vado più al circo da secoli perché continuo a pensare che gli animali (tutti gli animali) non debbano essere usati per il diletto degli umani. Qualsiasi diletto. Alexander è schiantato al suolo dopo un'evasione che deve essergli sembrata un inferno. Quello che valeva la pena provare pur di tornare a fare la giraffa.

[foto by allsoulsnight]


11 commenti:

  1. Che poi il circo. Una tristezza che non ti dico.
    Povera giraffa, tutti si muore per niente, ma tu a morire per lo spavento nel bel mezzo di un ambiente che non puoi capire, e tutto questo perchè gli uomini avevano deciso che durante l'anno dovevi riuscire a tirare qualche risata fiacca; povera, veramente.

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    1. non è morta per lo spavento ma per mano di un uomo.
      io direi dell'imbecillità di un uomo.

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  2. Questo di sicuro. Però non è che un uomo le abbia tirato una revolverata in testa. Hanno provato di sedarla, ma è morta (pare) per la paura. Che è anche peggio, secondo me.

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    1. l'articolo che ha linkato mia è molto esaustivo.
      "L'idea di anestetizzarla dopo ore di agitazione, stress e corse per Imola e' stata pessima - dice Andrea Zucchini vicepresidente del Consiglio comunale - Si sarebbe dovuto agire diversamente, isolando una zona e cercando di calmarla e rifocillarla visto che non creava pericolo".

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  3. Riccardo e je avete toccato dei punti molto importanti. La giraffa, in sostanza, è stata ammazzata. Chi avrebbe solo dovuto tranquillizzarla ha pensato di spararle addosso una dose eccessiva di sonnifero. Il suo cuore non ha retto.

    Il problema, però, è molto più profondo: la giraffa, così come i leoni, le tigri, le zebre, i cammelli, le scimmie e altre creature simili, non sono nate per essere sfruttate all'interno di un circo.
    Non dico che vengano maltrattate, sia chiaro. Probabilmente Alexander era tenuto benissimo. Il fatto è che Alexander avrebbe dovuto essere libero in una savana e non costretto in un tendone di un circo.
    Penso lo stesso degli zoo o bioparchi, come va di moda chiamarli adesso. E detesto anche chi gli animali li usa per farli correre e gareggiare. Palio di Siena o Giostre medievali inclusi.

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    1. non posso che darti ragione, la vediamo uguale!
      io apprezzo quei circhi che si basano sullo spettacolo offerto semplicemente da umani.

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    2. Sì.
      Infatti, se capiterà, andrò solo in quelli.
      Mi bastano i clown e gli acrobati. Per divertirmi o meravigliarmi gli animali non mi servono.

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  4. Morire ricercando la libertà, come i nostri martiri del Risorgimento! Ma la giraffa Alexander non conosceva la storia italica, voleva solamente ritornare a fare la giraffa in Africa, ma ha trovato l'inferno, di cui magari aveva ascoltato i rumori e annusato la puzza standosene nella gabbia, ma che non aveva mai visto.
    Gli animali dovrebbero essere mai trasformati in saltimbanchi, anche nemmeno per la gioia dei bambini, ne messi dietro le sbarre di uno zoo, per lo stesso motivo: sono nati liberi e devono rimanerci.
    Quello che non mi quadra in questa storia è "la storia" della dose sbagliata di narcotico. Ma che stanno a dì!
    Sai più o meno quanto pesa e ti basta stordirla, quindi? Come si fa quasi nello stesso giorno, a causa dello stesso errore, uccidere una giraffa giovane e un orso giovane, che cercava solamente cibo? Due errori di dosaggio? Ma credono proprio che siamo tutti cretini?

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    1. E' evidente che qualcosa, in questi contesti, non funziona. Torno al discorso già fatto: la giraffa è un animale da savana, non da circo. Così come molte altre creature.
      A me sembra un discorso di una logica evidente.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.