3 agosto 2012

La stagione sbagliata

Stropiccio gli occhi e ascolto il verso ripetuto delle tortore. Mi piacerebbe una giornata senza sole, oggi. La mia antipatia per questa stagione di cielo che si fa fornace e di erba spezzata e sterile è sempre identica. Sono fin troppo decadente per affezionarmi alla sfacciata violenza di questo sole e alla sua sgraziata petulanza. Scelgo un nuovo libro a cui affidare per un po' la mente e incrocio le caviglie in modo strano perché sedermi rimane un rito inconsapevole ed anarchico che nessuno è mai riuscito ad insegnarmi. Sono stanca. E si sente. Le parole arrancano e le immagini si sfilacciano senza trovare più la giusta densità. Le raccolgo a fatica e aspetto.

[foto by kleemass]

16 commenti:

  1. Penso che per ognuno di noi ci sia una "stagione sbagliata". Il brutto viene quando tutte sono sbagliate e si parla allora di "vita sbagliata".
    Da giovanotto amavo la pioggia, che unita al vento mi dava una sensazione di possanza. A Civitavecchia piove poco, ma il vento è di casa 340 giorni all'anno, quindi quando pioveva c'era sempre l'accoppiata.
    Oggi ho cambiato un po'.
    Mi sta bene anche il sole, soprattutto quando si nasconde dietro nuvole massicce nei tre mesi più belli, che sono a parer mio maggio, giugno e luglio.
    Anche se, e qui ti do ragione, una giornata in cui il "cielo si fa fornace" è una bella iattura.
    Mi interesserebbe conoscere il modo strano di incrociar caviglie. Ho cercato di figurarmelo, ma mi viene sempre una ics, più o meno.:D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'estate, almeno per me, è una stagione completamente sbagliata e sballata. Mi prostra, mi deprime e mi mette in difficoltà. Non reggo gli eccessi, nemmeno quelli meteorologici. Troppo sole, troppo caldo, troppo...
      Fosse per me vivrei un autunno perenne. Meglio si confa alla mia anima e ai miei occhi.

      In verità la posizione delle caviglie (che poi incrociano anche le gambe) si avvicina di più a quella di una "Y" ma è difficile da spiegare.

      Elimina
    2. Ah, una "Y"!
      Ho capito, ho capito...ci sono riuscito anch'io, beh, mica tanto difficile, basta non rimanerci a lungo e farlo quando non suona una campana...altrimenti si resta così tutta la vita:))
      Forse l'hai fatto anche tu da piccola, storcere gli occhi incrociandoli, e tua nonna ti ha ammonito a a non farlo quando suonava una campana...la mia me lo diceva in continuazione.

      Elimina
    3. La storia della campana non l'ho mai sentita. Forse non la conosceva nemmeno mia nonna...

      Elimina
  2. Risposte
    1. A Riccà, possibile che nessuno ti ha mai detto di non fare le boccacce mentre suonava una campana, magari il campanello della porta di ingresso. Scommetto che hai fatto le boccacce mentre arrivava il postino, per quello sei rimasto con la bocca storta!
      ah ah ah ah ah:)))
      Sto scherzando, sai. Quelli come noi hanno qualche altra cosa storta, magari dentro la capoccia: il volgo la chiama dabbenaggine, noi sappiamo che è "genialità".DDD

      Elimina
    2. AH AH AH a Vince', te possino... anch'io scherzo, tranquillo.
      concordo con mia per la stagione... è tutta troppo...
      però non so se scegliere l'autunno o la primavera.

      Elimina
    3. Io, invece, come hai notato ho scelto.

      Elimina
    4. La primavera è la Speranza che nasce.
      L'estate è l'Arroganza che impera.
      L'autunno è la malinconia che invade tutto.
      L'inverno è la Riflessione sulla vita trascorsa - o buttata via- in un intero anno.
      Io scelgo l'inverno.

      Elimina
    5. Ed io rimango sulla mia scelta: autunno. Senza dubbi!

      Elimina
    6. Beh, si sente che sei predisposta alla melanconia.
      È una posizione di tutto rispetto, se naturale come sembra la tua da come scrivi. Però non pensi che alla lunga sia troppo monotona? Qualche lampo di cupezza e qualche brillio di luminosità intensa potrebbe giovare a delineare bene i contorni e i significati della tua melanconia.

      Elimina
    7. vada per la primavera :oP

      Elimina
  3. Pur di avere in cambio una giornata di pioggia sarei disposto a rimanere seduto come Euridice per un intero pomeriggio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prendi il treno, la macchina, l'aereo o se ti è più comodo la bicicletta e vieni qui da me. Ti ospito gratis purché tu mi porti una giornata di sole nostrano, accecante, arrogante, tutti gli "ante" che vuoi, ma sole vero.

      Elimina
    2. @ je: guarda che come mi siedo io si sta comodissimi. Non sono un fachiro!!! Sorrido...

      @ Vincenzo: guarda che je ti prende sul serio!

      Elimina

Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.