26 luglio 2012

Libri, marketing e fuffa

Gli editori non fanno beneficienza, questo è noto. Ma dovrebbero tener presente che pubblicare libri non è un mestiere qualsiasi. Ovviamente Dio-Denaro pretende ascolto e buone dosi di scaltrezza, ma rifilare mercanzia di scadente qualità rimane pur sempre un imbroglio. Riciclare un autore mescolandone le pagine è meschino. E soccombere ad un contratto che non prevede proroghe rimane una bestialità che non ripaga nessuno. La voracità del mercato chiede, la fuffa, di rimando, risponde. Non ci sono alternative. Scrivere troppo e per forza per pubblicare male e per fare soldi è un'offesa mortale per chi i libri li compra e li ama.

[foto by snikkio]

32 commenti:

  1. Soprattutto per chi i libri li scrive. Il 28 giugno ho scritto un post sul mio blog in cui parlo di questo.
    Google: case editrici italiane-WUZ
    A volte viene la voglia di smettere.
    Hai ragione: pubblicare libri non è un mestiere qualsiasi, ma siamo in Italia, dove chi impera è il Dio Mercato.

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    1. Ed ho la sensazione che andrà sempre peggio.

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    2. Detto da te è veramente scoraggiante, ma io ho la sindrome di Don Chisciotte, mi devo solo procurare un buon elmetto, Ronzinante ce l'ho già...

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    3. Parlo da lettrice pura. E quello che vedo, anzi, che leggo non mi piace per niente.
      Ci sono buone idee ma noto che, sempre più spesso, gli editori si lanciano su cose di scarsa qualità pur di pubblicare qualcosa. Oppure che sono pronti a sfruttare l'onda del successo di uno scrittore pur di tirare su il denaro che desiderano, approfittando della fiducia e dell'affetto di chi legge.

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    4. Appunto. E allora che si deve fare? Smettere di scrivere oppure scrivere meglio che si può?
      Io dico: scrivere bene, molto bene, facendo finta che tutto sia l'opposto di quel che in effetti è, per non demoralizzarsi; trovare buone idee, senza aspettare di scrivere il capolavoro del millennio, ma scrivere, scrivere, scrivere e spedire a tutti gli editori decenti e indecenti, finché qualcuno non ti pubblichi A SUE SPESE.
      Io ho deciso di ritirare "Francoforte" e farlo tradurre a mie spese da una traduttrice bilingue in Germany. Non sono in grado di farlo da solo, ho bisogno della mano di una persona in gamba, abituata alle traduzioni dall'italiano.
      Ho un vantaggio: sono un lavoratore straniero che vive e ha lavorato in Germania, e loro ci tengono a far vedere che i "Gastarbeiter" non stanno qui solo per portar via soldi, ma anche per far cultura. Ci conto. E se il libro avesse successo vuoi vedere che qualche imbecille in Italia, che ha rifiutato il manoscritto originale, me lo pubblicherebbe?

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    5. Io rimango dell'opinione che buona parte di ciò che viene pubblicato potrebbe tranquillamente rimanere nei cassetti di chi quelle cose le ha scritte. Il motivo è semplice: non tutto merita la pubblicazione.
      Mi piacerebbe che gli editori imparassero a selezionare con cura, applicando senso critico, guardando alla qualità di ciò che viene presentato ma, al contrario, si accontentano di poco.
      Chiunque abbia voglia di scrivere un libro trova un editore pronto ad accontentarlo, magari pagando qualcosa o essendo obbligato a comprare un tot di copie della sua opera.
      E il lavoro selettivo dell'editore dove è finito?

      A questo atteggiamento si somma quello di editori che puntano su certi nomi e decidono di pubblicare schifezze immonde solo perché scritte dall'autore del momento.

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    6. È un po' quello che succede nella nostra politica: sempre le stesse facce, riciclate, ridipinte, purché portino voti. Oppure il cavallo di successo, o la bella femmina che piace a tutti, che porti imbecilli all'ammasso.
      Siamo un popolo di cretini?
      Gli editori, come i segretari dei partiti, non dovrebbero selezionare per tirare fuori il meglio?
      Non dovrebbero sdirozzare sti cretini?
      Siamo certi che andrà sempre peggio, come paventi tu, e non solo tu?
      Mettiamo un cero alla Madonna, per tutti, non solo per gli scrittori buoni e trascurati. Anche chi non ci crede come me, non si sa mai.

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    7. no scusa e io cosa dovrei fare, Sancio Panza?
      e cosa mi prometti in cambio? =D

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    8. La gloria imperitura, o mio fedele scudiero. Or pensa tu quanti millanta di milioni leggeran le nostre imprese e discuteran di esse, pensa tapino e avvolgiti di immenso...:DD

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  2. Come se non avessero a disposizione materiale di pregio, che manco si prendono il disturbo di leggere.
    Espe.

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    1. La tendenza a lasciare nel cassetto materiale interessante per puntare su nomi che permettano di guadagnare per il solo fatto di essere esposti sugli scaffali, è sempre più diffusa. E sempre più deleteria.

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  3. io non sono abbastanza colto per dire la mia però ci sono
    ah ah

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    1. Sei comunque un potenziale lettore.
      Ammesso che voglia diventarlo!

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    2. e ma qui stiamo cadendo di qualità...
      ah ah smack

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    3. Perché non sei un potenziale lettore?
      O perché non hai nessuna voglia di diventarlo?

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    4. no, mi ha colpito un commento in un post precedente =)
      ma sono io che sono strano ^_^

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    5. Ah... un post precedente.
      Strano tu?
      Ma no!

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  4. Qualche settimana fa un amico mi raccontava il rammarico e l'indecisione espressi da Barbara D'Urso su quando cominciare a scrivere il nuovo libro. <> avrebbe detto la presentatrice. Tra editori di pattume e certi autori(?) sì che son nozze.

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  5. * "Vediamo un po'" avrebbe detto la presentatrice. Sorry, è scappato un pezzo.

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    1. Capisco Barbara D'Urso, il suo dilemma è molto serio.
      Se fossi al posto suo sarei categoria: NON scriverei MAI più.

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    2. alla fine lei fa' i suoi interessi...
      se la gente è sciocca mica è colpa sua XD

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    3. Infatti se al mondo ci sono tanti "furbetti" è perché esistono altrettanti "fessi".

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  6. Giusto, e poi è sempre più un'impresa trovarne uno decente in mezzo a tutta la fuffa che gira.

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    1. Esatto.
      Bisogna essere più scaltri degli editori e degli scrittori.

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  7. Lunedì mi ha telefonato un amico d'infanzia di mio padre, al quale, in seguito a sue pressanti richieste, avevo dato da leggere, stampandoli, dei miei post, scelti tra temi che potevano interessarlo.
    "Mi piace molto come scrive di suo padre, e di questo paese, sembra che lei ci viva, qui" -ha esordito l'anziano professore (in medicina)- "e non capisco perchè non ha mai pubblicato niente"
    "Perchè non sono un calciatore" gli ho risposto "... e nemmeno una velina, Professor Palma!"
    "Ah, certamente, in quel caso non solo avresti pubblicato, ma ti saresti anche procurata un posto in parlamento!"

    Lucido il novantenne, eh?

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    1. Ma io che sono più giovane te lo avevo detto fin dal primo incontro, dopo aver letto una tua letterina su "Italians" di B.S., che non parlava esattamente di tuo papà...:))

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    2. @ Silvia: Divertente il professor Palma. E anche dotato di una lungimiranza squisita...

      Saper scrivere e scrivere un libro (magari un romanzo) non sono la stessa cosa. Potresti anche misurarti con un'opera che vada ben oltre un post, ma credo che non sia facilissimo.
      Nel caso fammi sapere. Potrei recensirti!

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  8. Hai ragione: il professore, da buon galantuomo d'altri tempi, ha esagerato per eccesso di gentilezza e cortesia!
    Grazie comunque dell'offerta, la metto nel cassetto!

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    1. I signori restano signori in ogni momento!

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  9. Fino a quando ci toccherà aspettare la tua prima pubblicazione, gli editori troveranno sempre qualche giustificazione...

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    1. Vedi che qualche volta mi dai ragione...

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.