29 giugno 2012

Tutti fanno quello che fanno tutti

Tutti fanno quello che fanno tutti perché è molto rassicurante, come ritrovarsi in uno specchio che mostra esattamente l'immagine che si ha voglia di immaginare. Le misure si fanno perfette, le movenze diventano rito e non è necessario preoccuparsi di non essere identici visto che l'omologazione non contepla domande né spiriti critici. Tutti fanno quello che fanno tutti per sentirsi nel mondo di tutti gli altri, quegli altri che non hanno faccia né nome ma fanno massa e si muovono verso un'identica direzione. Perché così è più facile, perché così non ci si sente stonati o difformi. L'accettazione viene da sé senza lasciare stridenti voci in capitolo.

[foto by lostknightkg]

32 commenti:

  1. Giriamo il tuo ragionamento,che è giustissimo, poniamolo appunto davanti a uno specchio e leggiamo: cosa succede a chi esce fuori dalle file, dalle righe, dal gruppo che non si chiami Jack Frusciante?
    Non sei più nella massa, non sei più un'ombra, non sei più un numero di testa di centro o di coda, sei TU; hai un volto, hai un'ombra tutta tua e solo tua, ed hai soprattutto un nome: sei un diverso, il che nel nostro mondo significa abominevole soggetto da eliminazione mediante esclusione da tutto ciò che conta. Ti parla uno che da quando ha intuito di avere un proprio cervello lo ha fatto e continua a farlo, testaccia dura della malora.
    Sai che ti dico? Io mi sento benissimo così come sto e non riesco a vedermi diverso, cioè un anonimo dentro il gruppone, preferisco essere un anonimo solitario.

    P.S. Che cosa ne dici adesso della mia capacità di sensitivo? Hai visto che avevo ragione? Ridi tu e rido anche io!!!

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    1. Cosa succede a chi esce fuori dalle file, dalle righe, dal gruppo (senza essere Frusciante)?
      Succede che non esiste. Oppure esiste ma non è "normale". Cioè: non è nella "norma". E per norma, di solito, si intende proprio tutto quello che tutti fanno.

      P.S. Forse hai capacità sensitive. E certo che rido. Ci mancherebbe!

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    2. Appunto!

      P.S. Ridiamo insieme tutti quanti di cuore stavolta!

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    3. Chissà se potremo ridere lo stesso, stasera.

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    4. Io me lo sento: vinciamo 3-1. Puoi cominciare a ridere!

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    5. Non è che porti sfiga, no?

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    6. Ho forse portato sfiga con la Germania?
      Tu...tu...tu...:))

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    7. Allora: non solo sei più tifosa di quello che immaginassi, ma pure superstiziosa!
      Allora incrocia le braccia dietro la schiena e toccati il sedere con entrambe le prime due dita incrociate! Funziona sempre!!

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  2. Vivere fuori dalle convenzioni è faticoso.
    E può succedere che uno si rompa un po' i coglioni di battersi contro i mulini a vento imperituramente.

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    1. I don Chisciotte, però, mi sono sempre stati più simpatici.
      Hai ragione: è faticoso vivere fuori dalle convenzioni. Ma c'è chi non sa proprio starci dentro.

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  3. @Vincent,
    "Ridi tu e rido anche io" e già stai facendo quello che fa' qualcun altro... e ora rido anche io =D

    Comunque il detto "meglio soli che male accompagnati" non è cosi sbagliato.

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    1. Riccardo birichino!
      Ridi tu che rido io e alla fine della giornata abbiamo riso tutti, così faccio quello che sta facendo già un altro...:D
      Di detti in proposito ne conosco qualcuno, ma quello che mi piace di più, forse perché sono romano, è "chi non piscia in compagnia o è ladro o è spia"...:D

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    2. Visto che hai portato sfiga.
      Vatti a fidare!

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    3. Ieri alle ore 09,44 ho detto e scritto che avremmo vinto noi 3-1. Ho azzeccato i 4 gol, ma non che li avrebbero segnati tutti loro.
      Non potevo immaginare, dopo la splendida esibizione di classe, di forza e di tenuta di gioco, che quella stessa squadra -ahi, ahi Prandelli, ma quando cambi e metti gente fresca?- sarebbe entrata in campo mezza sfasciata nel fisico anche se forte nella mente e nella volontà.
      Non ci puoi fare niente se dopo 15 minuti una colonna della difesa deve uscire e ti brucia un cambio. Non ci puoi fare niente se là in mezzo qualcuno ancora dorme -ciao Montolivo, bello de mamma- e non ci puoi fare niente se a cambi esauriti Thiago Motta si infortuna appena entrato lasciando la squadra in 10.
      Sotto di due gol, in 10 uomini, contro la miglior Spagna del torneo non si poteva fare niente più.
      Un ultimo apprezzamento sulla poca sportività dei nostri avversari: con un uomo di vantaggio e cogli avversari in ginocchio non si gioca alla morte per fare la goleada. L'ho trovato assai poco nobile e assai tanto spagnolo.
      Capiterà anche a loro di incontrarci in debito di ossigeno e di forze, magari con un uomo in meno e allora mi auguro che gli undici azzurri gliene facciano una carretta piena.
      Se lo meritano.

      Mai fidarti dei tifosi interisti, Euri.:D

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  4. Nell'ultimo periodo poi (dall'ultimo governo direi) ho notato una cosa, che davvero è avvilente (almeno per come la vedo io) oggi c'è omologazione persino in quegli elementi che una volta erano considerati anticonvenzionali... oggi se non sei "alternativo" sei fuori, sei ipocrita, sei antico, sei moralista...
    Così che a me (A MEEE...) vien quasi voglia di fare la bacchettona, perché oggi è di certo la scelta più "contro" che puoi fare!
    Che tristezza!

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    1. Chiara mi fa tornare un pensiero che ho avuto l'altra mattina, in macchina, dopo aver finito un Philip Roth: se questo fin troppo -secondo me- osannato autore avesse cominciato a scrivere adesso, in Italia, diciamo nell'epopea burlesquonica, sarebbe riuscito a vestire i suoi vecchi di pura e semplice trasgressività senza farli sembrare solo dei patetici pedofili?
      O il mio è solo un pensiero bizzarro, deformato dalla calura?

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    2. Sai Silvia, credo che non ci si possa svegliare un mattino e voler fare le migliori porcherie e poi dire "Bé, ma se lo faccio io è figo e se lo fa un altro è orribile..."
      C'è qualcosa che ci travalica, non siamo tutti Nabokov, non siamo tutti D'Annunzio (che tra l'altro aborro..) perciò alla gente non bisognerebbe insegnare ad imitare il "peggio", perché non sono tutti in grado di capire, di vedere...
      I modelli dovrebbero rimanere rigidi, perché sdoganare qualsiasi cosa crea delle mode. Non si può giustificare TUTTO, foss'anche e solo per continuare a provarci gusto ne trasgredire. Oggi si porta molto il libertinaggio, IO da grande volevo fare la libertina... bé, ti dirò, mi è passata la voglia :___(

      (scusa se ti ho risposto, ma mi piace chiacchierare in buone compagnie :)

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    3. Se io fossi il Berlusca farei bunga bunga, perché non sarei io, ma lui; se io fossi Balotelli segnerei gol storici ai crucchi e mostrerei al mondo i miei muscoli da bronzo di Riace, perché non sarei io ma lui; se io fossi Vittorio Sgarbi farei i comizi alla TV condendoli di parolacce ogni due parole, perché non sarei me stesso ma lui....e così via.
      Se io fossi Vincenzo Iacoponi,"quale io sono e fui" farei commenti garbati a due signore che chiacchierano in buona compagnia e che ritengo abbastanza intelligenti da non prendersela troppo per questa mia uscita da dietro le quinte.
      In fondo credo che questo fosse l'intento del post odierno, o sto nel pallone (sic!) e non ho capito nulla?

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    4. IacoponE (mi viene in mente quello da Todi) devi scusarmi, perché il caldo mi ha rincoglionito... e la mia già altalenante intelligenza mi ha abbandonato (forse per non tornare mai più) insomma, perdonami... ma l'unica risposta che mi viene da scrivere è: E quindi??? O__O

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    5. Come la vedo io, che forse sono più rinco di te, perché anche qui è arrivato il caldone: se tutti stanno ammucchiati tutti possono alla fin fine farsi gli affaracci loro tanto nel mucchio chi li vede? Se invece esci dal mucchio ti trovi di fronte uno, cento, mille plotoni di esecuzione che ti impallinano come un colabrodo.
      Morale. chi si tira fuori dal mucchio è perduto, o quasi.

      P.S.: i miei antenati sono marchigiani, ma le radici della nostra famiglia sono in toscana. Qualcuno sostiene che fossimo etruschi più di duemila anni fa, ma a me proprio non mi cale.

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  5. Leggendoti mi hai fatto venire in mente quello che lessi in un manuale di Schoenberg riguardo ai tradizionalisti ed ai pedissequi. Lo cito a memoria, diceva più o meno questo: "I matti (li chiamava così) si trincerano dietro il consolidato ed il conosciuto per non avere nessuna crisi di fronte al nuovo. Nuovo che non possono affrontare per mancanza di strumenti propri."

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    1. Affrontare le novità può essere fonte di crisi per molte persone. Però c'è chi, nonostante tutto, prova a confrontarsi col nuovo e di procedere secondo le sue possibilità e le sue capacità e chi, invece, non avendo strumenti (come scrivi) preferisce rimanere dov'è e far finta che le novità non esistano neppure.
      Soprattutto perché tali novità potrebbero mandare in tilt il loro sicurissimo universo.

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  6. Sono uno sciocco. Riesco ancora a stupirmi quando vedo qualcuno che osserva il dito e perde di vista la luna.

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  7. tutti! O quasi nessuno.
    Dolce sera a Te mia

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  8. Io ho smesso di riflettere sul comportamento delle masse. Anch'io faccio parte di una massa, e immagino si possano dire tante cose pure su di me. Su me e tutti loro, che facciamo cose che a chi giudica non vanno. Perciò, che ognuno faccia quel che crede. Siamo tutti negli occhi di qualcuno che ha qualcosa da dire su di noi.

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    1. Ci sono masse più masse di altre. Giudicare ed essere giudicati è una delle regole dell'essere in questo mondo. Nessuno è esente. Nemmeno i migliori.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.