12 giugno 2012

Là dove non sono più

Rileggo vecchie e-mail e sorrido rivedendo tra le righe quella me a cui so di non somigliare più. Ci sono parole d'amore o di guerriglia lì in mezzo, rimproveri e mostruosità che non sapevo più nemmeno di aver pensato. Riconosco le incrostazioni di tempo regalato a persone che valevano quel tempo e quelle attenzioni, le anime consolate di amici che non trovo più in nessun luogo e stagioni trascorse ad abbracciare fantasmi di sillabe e spartiti. Si addolcisce l'anima che ricorda e ritrova e che non conserva quasi nulla di quell'amarezza segnata da notti attonite cesellate da personaggi fuggiti poi in silenzio, di spalle, senza disperdere ragioni né radici.

[foto by withineye]

20 commenti:

  1. Qualche tempo fa ho rimesso a posto la nostra cantina e trovato, nascosto da tante altre cose un vecchio bauletto. La serratura ha ceduto di schianto -le chiavi chissà dov'erano andate a finire- e ho trovato parecchi dei miei libri del liceo, interrati lì dentro. Testi di greco e di latino; la "Storia della letteratura greca" di Gennaro Perrotta -mitica-; quella altrettanto mitica della letteratura latina in due volumi di Concetto Marchesi; un compendio della letteratura italiana di Natalino Sapegno; una "Divina Commedia" commentata dal Sapegno; e tante altre cose.
    In calce ad ogni testo varie date, dal 1947 al 1952, anno della mia maturità.
    Ho ritrovato la mia calligrafia di allora -che ridere!-, la mia firma di allora -che schifo!- e una annotazione ricorrente in ogni testo, prima del frontespizio ed alla fine: "Microcrina è bella".
    Sono rimasto ore come un babbeo a cercare di capire che roba fosse sta Microcrina. Poi una notte, mentre cercavo di trovare la voglia di alzarmi dal letto per andare a fare pipì, mi sono ricordato del SUO volto: Microcrina era la mia traduzione in greco del suo nome, Gigliola. È stato il mio sogno di ragazzo, ed io il suo. Oggi è nonna come me, ma sempre con i suoi dolcissimi occhi azzurri un poco offuscati dagli anni.
    È stata una cosa meravigliosa rientrare in quel mondo anche se solamente per pochi istanti.
    Mi sono sentito leggero come un uccello in volo.

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    1. Ricordare è sorprendente, a volte. Tu lo hai provato con un bauletto da cui ha tirato fuori pezzi della tua adolescenza, io rileggendo vecchi messaggi di posta elettronica che avevo quasi dimenticato.

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    2. Una cosa avevo dimenticato di scrivere: riguardando cose dell'adolescenza oppure di un'età ormai dimenticata è come guardare una pellicola di un film fotogramma per fotogramma. Ho lavorato per alcuni anni a Cinecittà e andavo spesso al montaggio: si guarda a volte fotogramma per fotogramma per cogliere il momento esatto del taglio o dell'aggiunta. Beh, quando riemergono certi ricordi è lo stesso: il taglio e l'aggiunta la stai facendo in quel momento senza nemmeno accorgertene.

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    3. Una piccola magia.
      Proprio come il cinema.
      No?

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  2. succede, sì.
    ogni tanto prende anche a me sta cosa e mi pento di essere andata in deroga alla norma, essermi "confidata" con fiducia (ai sordi).
    eppure i segnali "dovevano" esserci (ma anche io sono sorda quando mi conviene).
    per capire io stessa cosa ho scritto "allora" devo così tornare a quel tempo e quella relazione, ma perchè farlo? che sono stupida e ingenua (parlo di me) me lo dico spesso anche senza "prove" provate!
    Verba volant, scripta fluctua! ^_^

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    1. Molte persone spariscono così, senza un motivo preciso e senza alcuna ragione evidente. Magari ci si sta male per un po', poi si passa oltre.
      Rileggere e recuperare certi momenti, ovviamente col senno di poi, mi fa sorridere sempre.

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  3. pare che il tempo sia un ottimo guaritore...

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    1. Un medico eccellente. E' vero.

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    2. il problema è che... ci vuole tempo :')

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    3. Già. Altrimenti la cura non funziona!

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    4. quello che "frega" è che a volte si ha l'impressione di perdere tempo...
      e sappiamo che il tempo è prezioso.

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    5. Il tempo speso per guarire non è mai perso.

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    6. ma impiegarlo per altre cose è impiegato meglio :)

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    7. In effetti!
      Anche se dipende dalle "cose"...

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  4. Quando rileggo vecchi scritti mi accorgo che scrivere è come versare il tempo in un'ampolla e leggere è come aprire l'ampolla per far scorrere di nuovo il tempo. In tal modo mi rendo conto di quante cose resistono al tempo e di quante invece evaporano all'istante, permettendomi appena di vederle svanire.

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    1. La memoria, per fortuna, si occupa di fare una cernita. Ci permette di salvare solo quel poco che è degno di essere salvato. A questo serve conservare le lettere e le e-mail.

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  5. però rileggere la vecchia carta al posto delle vecchie mail -che non possono poi essere tanto vecchie- è tutta un'altra musica!

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    1. Ho anche lettere di carta. Ma quelle non le rileggo praticamente mai. Le e-mail, trovandomi spesso davanti al PC, sono più semplici da rintracciare.

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  6. Le parole passate segnano il nostro trascorso. Anche io non mi rivedò più in tante cose, soprattutto in dolcezza e gentilezze che mi sembrava di infondere negli altri. Forse sono state proprio le persone che valevano solo quel poco di tempo ad insegnarci che bisognava cambiare registro perchè poi con alcuni di loro non ne è mai valsa la pena.

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    1. Credo che le brutte esperienze e le brutte persone faccino effetto, volenti o nolenti. Si impara, si deve imparare anche da loro. Senza snaturarci, per carità ma riuscendo a capire che alcuni non sono all'altezza delle nostre attenzioni e del nostro tempo.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.