4 giugno 2012

Bocche chiuse

A tavola parlo. Parlo e mangio. Mi sembra il minimo. Condivido impressioni sul cibo e tutto il resto. Mi inquieta sempre, nei ristoranti in particolare, notare coppie che non si scambiano neppure una parola. Lui e lei: si siedono, leggono il menù, ordinano, mangiano e non si dicono nulla. Forse danno un'occhiata al cellulare e mandano qualche sms a chissà chi, ma non fanno che guardare altrove e spartiscono un silenzio lungo un pasto intero. Li osservo ad intermittenza per capire se qualcosa possa cambiare, ma mi accorgo che i loro sguardi restano da un'altra parte proprio come la loro mente. Forse non dovrei nemmeno pensarci, ma mi sento un po' più triste.

[foto by psycheanamnesis]

33 commenti:

  1. a me vengono in mente i film di bergman sull'incomunicabilità della coppia...e mi rendo conto coome sia frequente e come sia vissuta da tanti....quasi accettata come uno status che non si può o deve mutare

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    1. Sai mpt, da diverso tempo mi soffermo su queste coppie mute. E mi domando perché non riescano a raccontarsi nulla nemmeno a tavola. Quale luogo migliore per scambiarsi pareri, ricordi, sensazioni, promesse?

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  2. povera Euridice!
    vabbhè, dai, se sono lì, qualcosa se lo saranno ben detto!
    tipo: "Cara, stasera usciamo?"
    "Sì, che ne dici di mangiar fuori?"
    e una volta a casa, magari si danno anche la buonanotte:)
    e sono anche certa che una volta ciascuno sarà al suo lavoro, comunicherà all'altro via sms ogni scemenza gli accade, anzi è probabile che la conversazione si sia svolta proprio in quel modo anche la ristorante!

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    1. Probabilmente si saranno scambiati un sms o una mail anche per decidere se e dove andare a mangiare qualcosa insieme.
      Poi immagino lo spostamente in auto e il ritorno a casa. Tutto in assoluto mutismo.

      Ma forse è colpa mia: chiacchiero sempre volentieri.
      Se sono di buon umore, ovviamente!

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  3. Dio, che tristezza! La cosa peggiore che potrebbe capitarmi, dopo l'Alzheimer e la cecità, sarebbe diventar muto. Io chiacchiero da quando sono nato, parola di mia mamma, e non riuscirei a mangiare insieme a mia moglie senza parlare di qualche cosa, di qualsiasi cosa, anche con la bocca piena, che, si sa, non è il massimo, ma chi se ne frega. Io parlo. Ecco, un paradigma come a dire io vivo.
    Conosco coppie che mangiano in silenzio, magari guardando la televisione; che non si scambiano una parola nemmeno a letto.
    Uno mi disse una volta: "Ma cosa devo dire a mia moglie?". Me lo sono immaginato a letto, fare le sue cose senza nemmeno guardarla e senza nemmeno darle la buona notte, dopo. Che schifo!

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    1. Non avevo dubbi in merito alla tua loquacità. Chissà perché.... rido.

      In verità sono un po' come te. A tavola col mio compagno, ma anche con altre persone, amo parlare, sorridere, raccontare. Mi annoierei a morte se no.
      Ma a quanto pare quel tizio che ti ha detto di non avere nulla da dire alla moglie non è un caso isolato. Da quello che mi capita di vedere in giro, credo sia un'abitudine piuttosto diffusa.

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    2. Abitudine piuttosto diffusa? Diciamo che quelli che, come me, dopo 49 anni di matrimonio chiacchierano con la moglie "di tutto e di continuo", sono mosche bianche. A volte le do fastidio, lo so, come quando se la fila a letto prima di me e poi fa finta di dormire e io attacco la mia sinfonia notturna, imperterrito con la faccia di tolla che Dio mi ha concesso.
      Ma so che sarebbe terribilmente offesa se non lo facessi e le girassi la schiena cominciando a ronfare.
      Sì, siete un po' strane voi donne, anche se perspicaci assai...vedi la tua assenza di dubbi sulla mia loquacità. Rido anche io.

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    3. Una donna che ti sopporta da 49 anni merita un immediato processo di beatificazione, altroché!
      Sorrido...

      Reggere uno che parla "di continuo" non deve essere un'impresa semplice. Spero per te che oltre a chiacchierare senza sosta, tu sia capace di stare zitto ogni tanto per lasciare anche a lei lo spazio per dire la sua.

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    4. Vincenzo scusami =D
      non è che tua moglie sia diventata sorda e non te lo dice? :D
      (scusami ancora la battuta e scusa "mia" se mi sono permesso) ;)

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    5. Euri: io e lei ci vogliamo bene, non pensare che il mio chiacchierare sia l'unico collante che ci tiene insieme:))
      Sì, mi sopporta e la faranno santa subito, spero.
      Il mio chiacchierare -non senza sosta, non esageriamo- è volto a stimolarla, perché lei, da buona friulana, se ne starebbe taciturna e tranquilla e questo io non lo sopporterei mai, e renderebbe la nostra unione assai monotona e noiosa, non ti sembra?
      Io so stare zitto ad ascoltare la gente, non soltanto lei, ma soprattutto lei, che ho davanti tutto il giorno. Lo spazio per dire la sua non c'è alcun bisogno che glielo lasci io, se lo prende tranquillamente da sé, quando vuole.
      Non esiste nessun uomo, a mio parere, in grado di far tacere una donna quando questa voglia dire qualcosa di importante -o di cattivo- nemmeno il diavolo ci riuscirebbe, non sei d'accordo?:DD

      Riccardo, mi sei piaciuto, ma sta certo che io conosco metodi per capire se sia sorda oppure no; basta intavolare certi discorsi...:DD

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    6. Un chiacchierone romano (?) e una friulana. Mi sembra una bella mescolanza. Per cultura, umanità e chiacchiere.
      Devo immaginare che se siete l'uno accanto all'altra dopo tanti anni, avete avuto e avrete tante cose da dirvi e da condividere. Altrimenti sareste già s-coppiati!

      E poi: hai ragione, se una donna vuole parlare non la ferma nessuno. Ma anche se vuole tacere. Ovvio.

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  4. si dice che "il silenzio è d'oro, la parola di pietra"...
    ma non la raccontano giusta.

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    1. Beh, i proverbi portano dentro verità e menzogna di solito.

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    2. concordo; poi bisogna sempre vedere da quali episodi siano nati...
      io credo che a tavola sia uno dei momenti ottimi per parlare; difficilmente ci si interrompe mentre l'altro parla =D

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    3. Penso che la tavola sia uno dei luoghi deputati alla condivisione e al confronto. Ci si scambia parole ma anche cibo. Convivialità. Si dice così no?

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  5. Mi sa che allora ti inquieterei anche io. A casa mia (ma anche dei miei parenti) non c'era e non c'è ancora oggi l'abitudine di parlare a tavola. Se si parla si parla pochissimo, magari fra una portata e l'altra, si discute o si parla prima o dopo pranzo e cena e so benissimo che è una situazione che genere qualche imbarazzo ai possibili ospiti Questo vale anche per la mia compagna. Logicamente la televisione resta spenta, così come altre possibili fonti di disturbo.

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    1. Oh mamma. Cioè: tu e la tua compagna non vi parlate mai quando siete a tavola? Non vi scambiare una battuta o qualche pensiero?
      In effetti penso che se fossi vostra ospite mi sentirei a disagio. Molto a disagio...

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  6. Parliamo poco, sì, parliamo prima o dopo o mentre si prepara. E' come un momento di meditazione, non so come spiegarlo, o anche per restare soli con se stessi.

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    1. Capisco.
      Però io preferisco chiacchierare a tavola.
      Sono fatta così.

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    2. forse anche perchè io e lei discutiamo molto spesso di tante cose, basti pensare che se vediamo un film dopo c'è la coda di dibattito almeno di due ore.

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    3. Quello lo faccio anche io, Andrea. E a volte i dibattiti, sui film e non solo, proseguono in tempi diversi perché un solo confronto non basta.

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  7. è vero che amarsi significa anche condividere i silenzi. ma così mi pare esagerato! blimund.a

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    1. Appunto.
      Sono un'estimatrice del silenzio. Lo considero con la sacralità che merita, ma a tavola, accanto ad altre persone, ho bisogno di parlare!

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  8. Il punto è: avere qualcosa da dire.

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    1. Bomba!:DDD
      Questo è il succo di tutto il dibattito. C'è gente sposata, che non credo di conoscere solo io ma a tutti sarà capitato di incontrare, che dopo due anni di matrimonio non ha niente da dirsi.
      Che squallore je_est, che sottovuoto spinto!
      Scusa l'intrusione.
      Vincenzo

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    2. Esatto, je.
      Da qui altre domande.
      Perché non si ha più nulla da dire?
      E a seguire: perché si resta insieme a qualcuno con cui non si parla più?

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  9. E' vero.
    Noto anch'io quella tristezza che sedimenta tra certe quotidianità.
    Io m'invento qualsiasi cosa da dire, anche una minchiata se serve a spezzare quell'imbarazzante silenzio

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    1. Forse tutti quelli che siedono in silenzio per ore di fronte alla persona che è con loro dovrebbero sforzarsi di fare come fai tu.
      Magari da una minchiata buttata lì per caso, nasce qualcosa di interessante...

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  10. mentedanzante4 giugno 2012 21:30

    talvolta si è soli anche in compagnia ma quando si ama e si è in compagnia anche da soli

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    1. Lo confesso: non ho capito.
      Mi sa che avresti dovuto inserire qualche virgola...

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  11. Per strada, mano nella mano. Entrambi con le cuffie alle orecchie, che cantano in playback canzoni diverse.

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    1. Isole.
      Ne avevo scritto un secolo fa.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.