22 maggio 2012

Jamal ha gli occhi che ridono

Jamal era un ragazzino e vendeva CD. Andava in giro con un borsone scuro ed una faccia da scugnizzo nordafricano. Veniva d'estate e passava in paese con l'aria di chi sa conquistarti con poco. Aveva fame, un giorno. Gli ho preparato un panino con tonno e pomodoro, l'ha afferrato e mangiato attento. L'ho rivisto, Jamal. "Ciao, come stai?" mi dice "mi riconosci?". Lo osservo. E' un giovane uomo e guida un furgone bianco. Sospendo i pensieri ma quegli occhi che ridono me li ricordo eccome: "Sei Jamal!". Urlo quasi. Mi viene incontro e lo abbraccio. E' sposato ed ha una bimba che illumina il display del suo cellulare. "E tra poco arriverà suo fratello", mi spiega orgoglioso.



18 commenti:

  1. Bella storia, simpatica.
    Io ho lavorato per alcuni anni in uno Jugendzentrum; dirigevo un gruppo di lavoro artistico, pittura, teatro, scenografia; il centro era stato pensato e organizzato per il tempo libero dei giovani dai 15 ai 20 anni. Data la mescolanza di etnie c'erano ragazzi e ragazze tedeschi, polacchi, bulgari, russi, ucraini, anche italiani e naturalmente turchi, che qui hanno un intera popolazione.
    Uno di questi, Metin, aveva 14 anni e mezzo ed era un gran bastardo. Una volta è arrivato a minacciarmi con un coltello. Era alto mezzo soldo di cacio e non mi ci è voluto un granché a disarmarlo e sbatterlo fuori a calci nel sedere. Il giorno dopo è ritornato e aveva un coltello nuovo di zecca in tasca, che mi ha immediatamente mostrato. Non avrei giocato un Pfennige bucato su di lui.
    Alcuni mesi fa mi è arrivato un pacchetto con la DPD, servizio pacchetti postali regionale.
    Il fattorino ha suonato alla mia porta ed io ho aperto. Prima ho visto il pacchetto, poi la sua faccia sorridente.
    "Erkennst du mich wieder?", mi riconosci, mi ha chiesto. Non ci ho messo che un attimo a rivedermelo davanti da piccolo col muso ingrugnato ed il coltello in mano.
    L'ho abbracciato, come hai fatto tu con Jamal. Mi ha detto di essersi sposato e di avere una bambina, Jahsmine, di due anni.
    Ero felice che non fosse andato a finire al gabbio come temevo.
    Mi ha fatto bene vedermelo davanti, mi ha rasserenato la giornata.
    A volte certe storie finiscono bene, meglio di come noi scrittori le vorremmo scrivere, non banalmente voglio dire, ma proprio bene.

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    1. Due storie molto simili. Anche se Jamal non ha mai minacciato nessuno né con coltelli né con altri strumenti.
      Jamal ora lavora in una grande frutteria. Mi ha raccontato di essere uno dei responsabili e che il titolare della società ha in lui un'enorme fiducia.

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  2. Quelli come Jamal vanno abbracciati!

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  3. Sono gli incontri che accadono a distanza d'anni e accadono una volta su mille. Una volta su mille ce la fa.

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  4. Bella, buona, vera. Ancora troppo episodica.

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    1. Il pontefice ha pontificato.

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    2. Vuoi anche la benedizione urbi et orbi?

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    3. E potresti redimerti oh mia Euridice?

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    4. Tua Euridice?
      La redenzione non mi interessa granché...

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    1. Molto bello, espe.
      Piccole sorprese vitali.

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  6. Adoro le persone provviste di occhi che ridono,
    forse perchè sono stata innamorata persa di uno che aveva
    due risate fiammeggianti al posto delle pupille
    ... peccato siano una rarità!

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    1. Hai ragione.
      Sono occhi rari, ma quando li impari poi non li dimentichi.

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  7. Che bella esperienza. Sono felice per tutte le volte che hai potuto aiutarlo offrendogli da mangiare.

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    1. E' capitato solo in quella circostanza.
      Ma io lo ricordo. E immagino anche lui.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.