18 maggio 2012

Facebookizzàti

Il fatto che di Facebook non mi importi niente è noto. Il fatto che qualche intrepido osi ancora chiedermi, con un'espressione che vacilla tra l'incredulo e lo schifato, perché non mi sia mai iscritta a Facebook ormai non mi procura nemmeno più la solita orticaria. Ciò che mi fa un po' tristezza è notare come molti spazi, su Internet, cerchino si somigliare, per funzioni, aspetto e altre quisquilie, al prepotente social network di Mr. Zuckerberg. Stesso colorito, stessi ingranaggi, stesse utenze (s)facciate. L'omologazione partorita da esigenze di marketing mi dà la nausea, qui e non solo. Preferirei un gioco di contrasti ma, evidentemente, oggi, le pessime copie pagano e non costano nulla.


43 commenti:

  1. Mai iscritta!
    Ne vado fiera.... si, mi guardano strano,ne vado ancora più fiera...

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    1. Come me.
      Mai iscritta... anche se ci sono colleghe, e non solo, che vorrebbero tanto che io giocassi con loro a non so bene che giochi FB.
      Mah!

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    2. Che poi mi dicono: "Dai così se devo dirti qualcosa te la dico lì, se voglio vedere com'è andata sabato scorso, do una sbirciatina lì... Dai, è più comodo..."

      Non sono d'accordo per niente... mi pare un alibi pronto per far diventare ogni rapporto umano più diluito...

      Mi associo... Mah!

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    3. Già, è più comodo. D'altro canto c'è gente che non si stacca da FB nemmeno quando dorme!

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  2. io mi iscrissi alla fine del 2009 e ne sono felicemente uscito quest'anno. C'è un'amica che mi chiede sempre perché non mi rifaccio un profilo e questa cosa mi fa veramente andare in bestia

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    1. Penso che tanta gente sia "drogata" di FB.
      In molti hanno deciso di comprare un PC e connettersi ad Internet quasi solo per entrare nel social network.
      Anzi: per loro Internet coincide con FB.

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  3. Neanch’io sopporto Facebook e il suo creatore. Mai avuto un profilo. Subisco grandi pressioni in tal senso ma resisto.

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    1. In passato abbiamo già parlato di questo argomento.
      Sei tra quelli che, come leggo, sono lontani da FB e dai suoi tentacoli.
      Siamo una minoranza, ma facciamo contrasto.

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  4. Io non ce l'ho e non ho niente contro. Facciano come gli pare gli altri però la socializzazione mi piace vis à vis tanto gli amici d'infanzia li vedo ogni settimana. Inutile vedersi anche lì. Sarebbe stupido.

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    1. Anche per me ognuno può fare ciò che vuole, ci mancherebbe.
      Il post, anche se si sta un po' divagando, è nato da una constatazione pratica: parecchi siti o parecchi spazi online cercano di somigliare troppo a FB.
      Una soluzione facile facile per raccattare persone ed iscritti. Tutto fa brodo.

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  5. mi chiedo... ma a che serve faccialibro???
    per non parlare poi dell'altra idiozia del momento... twitter.

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    1. Faccialibro, tecnicamente parlando, non serve a niente.
      Anzi no: serve a dare visibilità a persone che altrimenti non avrebbero altro modo per farsi vedere. Di più: serve a dare la sensazione che tutto quello che riguarda una vita sia degno di interesse. Peccato che non è così.
      FB è un ottimo strumento di risonanza per il proprio ego. Lo stesso dicasi per Twitter.

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  6. Cioè, vuoi dire che non ci sei, su facebook? 'petta che guardo...cavolo, ce ne sono diecimila di MT. Sicura che una non sei tu?

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    1. Sicurissima!
      So di avere un nome banale e un cognome comune, ma non sono nessuna di loro.
      Ma perché tu sei su FB?

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    2. Certo che ci sono. C'è anche Amour. Ci siamo tutti, dai Euri! vieni anche tu!

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  7. Io ci sono.
    E non mi sento in dovere di dover giustificarne i motivi.
    Ho trovato persone che non vedevo da millemila anni, ho ripristinato rapporti interrotti a causa della distanza e mi sta bene così.

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    1. Nessuno ti accusa né ti chiede giustificazioni.
      Figuriamoci...
      E tra l'altro, nel post, non si parla di chi c'è e di chi non c'è. Si parla del fatto che troppi siti o spazi online fanno di tutto per diventare uguali a FB. E ciò mi intristisce.

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  8. Mi ha iscritto mia nipote. Ogni tanto vado a dare un'occhiata, soprattutto alle foto. È divertente, a volte, ed è lo specchio della nostra società. Si può evitare di ficcare il naso in una fogna, ma non si può far finta di non sapere a che cosa serva. Vivo in questo mondo e mi interessa tutto del mondo, anche questa roba. E poi, se si guarda a cosa stia pubblicando la "grande editoria" di che cosa ci si dovrebbe scandalizzare?

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    1. Sì, è lo specchio della (vostra) società.
      Come ho detto ad amore poco sopra: nessuno vi sta chiedendo se ci siete dentro e perché.
      D'altro canto sono affari tuoi/vostri.
      La riflessione del post era un'altra, ma a quanto pare non interessa a nessuno.

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    2. Scusa ma tu credi di appartenere ad una società diversa dalla mia? Ci sei dentro, che tu voglia o no. Per non esserlo dovresti vivere da eremita in una caverna della Maiella, se ancora ce ne sono libere.
      La riflessione del post l'avevo capita, mica sono scemo, per questo ho scritto la frase finale sull'editoria. Di che ti meravigli? Che ci sia gente pronta a vendere l'anima al diavolo pur di avere un angolo di visibilità, non importa dove, se su facebook o su una trasmissione TV, o su un foglio di gossip?
      Visto che quel signore che ha inventato facebuk ci sta facendo un pozzo di quattrini sfruttando una delle debolezze umane la più comune, ossia la vanità, come meravigliarsi se su quell'osso si scaglino i tanti cani di cui il mondo del web mi sembra pieno?
      Per inciso: io nelle pochissime volte che sono andato su facebukke ho ritrovato una cugina che non risentivo, né vedevo da 25 anni. Non sapevo che fosse a Milano e lei ignorava che io fossi in Germania. Può succedere anche questo, ed è un fattore positivo.

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    3. Appartengo alla società anche io. Ma a volte non so se sia un gran bene. Fare l'eremità è sempre stato il mio sogno. Ne avevo scritto qualche tempo fa: http://lafavoladiorfeo.blogspot.it/2011/02/volevo-fare-leremita.html

      E' scritto tutto lì. Più o meno.

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    4. Sei un grande controsenso vivente. Come puoi scrivere e desiderare contemporaneamente di chiuderti in una caverna come nei bei tempi antichi? Tieni poi conto che il proprio cervello è la più profonda caverna, inaccessibile a tutti gli altri, qualche volta anche a noi stessi, come certo avrai sperimentato.
      Io ci vivo a volte, ma poi ne esco immediatamente fuori, perché la contemplazione del mio ego spesso mi porta fuori strada, come minimo all'isolamento.
      Io non sono afflitto però da "inconsumabile misoginia"; se me lo posso permettere, fa qualcosa per almeno contenere la tua "misandria", che si sente da lontano un chilometro.

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    5. Scrivere e voler ripararsi dal mondo non sono due attività inconciliabili. Esistono grandi e celebri esempi.

      La mia misandria è parte di me. Ho imparato a gestirla piuttosto bene, tutto sommato. I miei amici (uomini) e il mio compagno potrebbero confermartelo.

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    6. Lascia perdere gli esempi. Anche io la pensavo così, in pittura come in letteratura. Mi dicevo: se leggi i grandi maestri, se vai nelle pinacoteche a cercare di carpire i segreti di chi ha dipinto capolavori, se segui le correnti letterarie o artistiche inquini la tua vena più sincera, più genuina e naturale.
      Sbagliavo.
      Se vuoi parlare del mondo -perché di quello si parla quando si scrive- devi vivere nel mondo assiduamente, non saltuariamente. Se vuoi dipingere i TUOI quadri devi prima sapere come gli altri hanno dipinto i LORO.
      Non ho bisogno di conferme di chi ti sta vicino o ti conosce a fondo. La sensazione è che tu abbia costruito un recinto intorno a te col doppio filo spinato e arrugginito per far più male.
      È cosa tua comunque, non mi riguarda, ma riguarda te.

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    7. Non ho mai pensato che i grandi maestri avrebbero potuto o possano tuttora iquinare la mia "vena". Ho sempre nutrito enorme rispetto e tanta ammirazione nei confronti dei grandi (scrittori, nel mio caso).

      Il recinto l'avevo costruito davvero. Ma tanto tempo fa. Poi, un pezzo alla volta, l'ho raso al suolo.
      Non sai nulla di me, del mio passato e della mia vita. Hai detto una cosa saggia: la cosa riguarda me.

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    8. Perfetto, il finale non fa una grinza, ma è l'incipit che è stato più importante. Non dimenticare che tutto è cominciato da quel tuo "ma chi è questo Iacoponi?". Cui è seguito da parte mia un "ma chi è sta tua Euridice?", pensato ma non scritto.
      Come scrittore ed osservatore delle genti, di tutte le genti, mi incuriosisci. Sei un personaggio fuori del comune: tu sei una catena montuosa piena di picchi e di sprofondi, tutta in salita, tutta in discesa, ma non vedo pianure, forse perché troppo monotone.

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  9. divago parecchio ma mia sorella oggi, per prendermi in giro, mi ha mandato un sms da Vienna con scritto "Compra un'azione di Facebook a soli 38 dollari"

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    1. Ottima battuta!
      E dimmi: l'hai comprata un'azione Facebook?

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    2. Ne ho comprate un migliaio per me e anche per te. :)

      Su come Facebook abbia contagiato internet non lo so, anche perché non ce l'ho. So che per esempio da molti nell'editoria/musica viene utilizzato come un vero e proprio sito, pubblico in molte sezioni. Su Twitter invece noto per esempio come molte case editrici/autori e altro lo utilizzino come promozione ma anche come luoghi di discussione...e spesso in un modo che mescola pubblicità, questioni serie a cazzeggio vario.
      Su quest'ultimo punto, facendo parte seppur in maniera marginale di quel mondo, mi sto interrogando anche per gli effetti che ha prodotto e che produrrà negli anni a venire.

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    3. Ma grazie. Per ora tieni quelle azioni in serbo per me. Quando non varranno più niente, potrai farci giocare i tuoi nipotini al monopoli.

      E' più che logico che personaggi pubblici usino FB o TW per farsi pubblicità. In questo modo sanno di poter raggiungere milioni di persone con pochi click.

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  10. Ovviamente non sono né su fessobukko né su cippicippi (detto anche twitter, secondo Franzen la versione imbecille di fessobukko). Quanto alle imitazioni, basti pensare all'odioso google+. Per colpa sua riesco ormai a raggiungere certi blog solo attraverso il blogroll, perché se clicco sull'avatar di chi mi commenta appare l'odiosa scritta che dice che questa persona (magari mia lettrice e amica da anni) non ha "condiviso nulla" con me. Questo per obbligare ad aderire alla cazzata similfeisbuccara delle "Cerchie". Ma vaff...

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    1. Ecco. Google+ è esattamente un'altra invenzione simil-facebook che non serve a nessuno. Anche se sono sicura che ci sono patiti del genere che sono praticamente ovunque e non si fanno mancare un profilo nemmeno sotto tortura. Ri-Mah!

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  11. dai facci qualche post sorridente...

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    1. Vuoi un post sorridente?
      Mica sei al bar...
      Se vuoi te ne scrivo un po'. Ovviamente dietro adeguato compenso in moneta sonante.

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    2. In quale bar servono post sorridenti..?
      Semmai, potrei andarci...
      Semmai, quanto costano i tuoi?

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    3. I miei costano un bel po'.

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  12. Che certe volte, meglio le principesse sul pisello, mia cara!:)) sofia

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    1. Quelle su FB ci vanno regolarmente.
      Pensa ai salti di gioia nel portare alla visione del mondo le foto delle loro ultime vacanze a vattelapesca!

      Vuoi mettere?

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    2. E dai mia e famose sto fb, però la foto qua in alto, la posso mettere io?!

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    3. Io ho già una bella foto di una sposa cadavere.
      Tu quale metteresti?

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  13. Dopo la pecora? beh, le scimmie macaco su tacco 15 in un campo di piselli ..tu come la vedi?:DD

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    1. Direi che è geniale.
      E di gran classe!

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.