8 maggio 2012

Ero un altro pianeta

Ero un altro pianeta. Sì, proprio un'altra cosa. Tutta diversa. Mica come questa gente qui che rallenta gli ingranaggi e per capirci tubi finisce per non capire affatto. Ero un altro pianeta ma nessuno l'ha scoperto. Non prima che venissi lasciata andare. Mi si rimpiange in silenzio per non avere il coraggio di dissentire o ammettere che certi pianeti girano a modo loro ma girano e non piantano grane. Perché crescere da sé non avviene necessariamente bene né per caso e disperdere semi in mezzo al deserto non porterà mai a generare sequoie. Ero un altro pianeta, c'è poco da fare. Non farne accenno è solo l'ennesima spina di malafede. Nulla di nuovo, tutto sommato.

[foto by Fant0me]

8 commenti:

  1. Vuol dire che soffri anche tu di quello che io chiamo da sempre "il destino dei numeri primi", che Paolo Giordano ha tradotto molti anni dopo in "la solitudine" dei medesimi.
    Se sei per gli altri un diverso, qualcosa di esotico se ti va bene, qualcosa di diabolico se ti va normale, dei spregevole se ti va male, devi farci il callo e andare avanti, magari tirando su col naso di tanto in tanto, ma senza farne accorgere gli altri, i non diversi.
    Io me ne sono sempre fregato del parere degli altri, ma si vive male a volte malissimo. Però si vive la propria vita e non quella che altri volevano che tu vivessi. A me basta.

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    1. Sai Vincenzo, credo che alcune qualità (umane e non solo) possano essere comprese quando spariscono oppure quando si può compiere un paragone.

      Mancando una delle due (assenza e paragone) si diventa scontati, normali, banali anche. Ed è un peccato molto grave.

      P.S. Ho letto quel libro di Giordano (l'unico che abbia scritto, poi) e non l'ho trovato granché. Ma come lettrice sono una rompi... quindi non faccio molto testo: non rappresento la "media".

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    2. Preferisco essere un incompreso vivo piuttosto che un compreso morto:))
      È vero, quelli che sono un altro pianeta all'inizio danno fastidio, poi vengono banalizzati per essere esorcizzati, credo.

      Il libro di Giordano era una "cacata", non capivo perché a 24 anni fosse potuto arrivare a Mondadori e al Premio Strega e addirittura al Campiello.
      Poi mi sono informato e ho saputo che il padre di questo signore è un pezzo importante alla Mediaset, un uomo di fiducia del Grande Capo...e allora ho capito tutto.

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    3. Quelli che sono un altro pianeta, secondo me, sono "a-nomali" sempre e comunque. Vengono "tollerati", ma mai compresi fino in fondo.

      Il mondo editoriale, come saprai, è tra i più squallidi e perversi che esistano. Almeno in Italia!

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  2. mentedanzante8 maggio 2012 12:51

    adesso mi fai venire un dubbio...
    forse ero un altro universo...

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    1. Sì, sicuramente eri (sei) un altro universo!

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  3. l'importante è mantenersi in orbita e non cadere...

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    1. Lo credo anche io.
      Continuo a muovermi nell'orbita che amo.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.