10 aprile 2012

Da libro nasce libro

Per leggere tutto ciò che vorrei questa vita non mi basta. Consapevolezza o limiti che nulla tolgono alla mia voglia di continuare a farlo. La libreria rimane il luogo magico e perfetto nel quale accedo ogni volta come in un tempio. Libri che chiamano altri libri: una catena che non può aver fine, neanche se volessi. Pagine che pretendono pagine, nomi che si fanno voci e storie che crescono in me mentre io invecchio. Loro possiedono l'eterno, io passo. Tento di afferrare frammenti con il desiderio latente di sfiorare una porzione di vita che è appartenuta a qualcuno e arriverà a qualcun altro. Nel mezzo, e nel mio piccolo, voglio esserci anch'io.

[foto by YourForgiveness]

14 commenti:

  1. Hai detto tutto: io sottoscrivo e ti abbraccio.

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    1. Tutto tutto?
      Non credo.

      Ricambio l'abbraccio!

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  2. effettivamente a volte mi sgomento anche per via che dimentico subito tutto, salvo recuperarlo casualmente e a sprazzi. poi quando riapro il libro e verifico quasi mai trovo le parole che dicono quel che pensavo, forse si sono spostate?

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    1. Forse le hai trasformate in qualche altro materiale che hai depositato altrove: nel cuore, tra le dita, in mezzo alle costole.
      I libri fanno anche questo effetto.

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  3. Io ho sempre preferito la biblioteca alla libreria. Libera, gratuita, universale. Infatti in casa ho davvero pochi libri.

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    1. La biblioteca è un universo incredibile. Ma dove vivo io è anche particolarmente trascurato e poco vissuto. Per questo vado in libreria, perché le biblioteche qui non funzionano e sono gestite da gente che fa tutt'altro e si avvicina ai libri solo per obbligo.
      Desolante, vero?

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  4. Ho da molto tempo la sensazione che libro ce ne sia uno solo che comprende tutti quelli che mi hanno attraversato la vita; quando entro in libreria incontro i suoi frammenti. E comincio ogni volta a riordinarli.

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    1. Hai ragione, enzorasi. La sensazione è proprio quella.
      Però non so se io sia capace di metterli in ordine. Forse mi limito a conoscerli e ad amarli.

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  5. Non avendo molti soldi a disposizione per comprare i libri che leggo e che mi servono, benedico le biblioteche dovunque esse sono. La cosa bella è che mi sto facendo una lista infinita di di biblioteche dove mi sta capitando di entrare.

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    1. Ed io continuo ad invidiare chi, come te, può contare su biblioteche ben fornite e ben gestite. Per il resto, continuo a comprare libri. Anche se, spesso, case editrici interessanti mi scelgono per inviarmi i loro libri.

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  6. Anche a me scrivono le case editrici ma il problema (non è un problema ovvio) è che ciò che recensisco è solo una minima parte di ciò che leggo o rileggo o vorrei leggere e scoprire. direi che mi sto facendo tutta una serie di tessere di biblioteche di ogni posto dove sto o dove mi capita di stare (poi c'è quella interbibliotecaria che è il massimo). del tipo: porto mia madre o mio padre a fare una visita in un posto e nell'attesa o successivamente mi fermo in una biblioteca.

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    1. Il tuo "turismo" bibliotecario mi sembra piuttosto divertente. Io faccio lo stesso, ma in libreria. Ovunque vada, fiuto luoghi dove ci sono libri. Negozi più o meno curiosi e più o meno forniti nei quali mi reco a spulciare e a comprare libri. Di recente ne ho scovato uno (piccolissimo e soprattutto di testi usati) che si trova a Roma, Piazza del Teatro di Pompeo. Quasi invisibile, ma se ti capitasse di passare di là...

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  7. Ciò che io ricerco nei libri non sono tanto delle finestre sulle vite altrui, quanto piuttosto dei riflessi, in esse, della mia.

    Forse il venire a coincidere con questi "frammenti" può "eternare" anche me, in qualche modo; se non altro, però, il ritrovare registrati da altri aspetti salienti della mia esistenza ha, sul mio presente, un effetto catartico: amplificandoli nel bene ma, più importante, lenendoli nel male.
    La Filosofia cura le anime e libera dagli affanni, scriveva il Valla...

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    1. Ho la sensazione che i libri che ci piacciono di più sono quelli che ci somigliano. Quelli in cui ritroviamo pezzettini di noi, in cui riusciamo a rifletterci con naturalezza.

      Come ha scritto enzo, poco sopra, forse tutti i libri sono parte di un unico infinito libro. Leggerli, nel mio piccolo, mi fa sentire parte di questo meccanismo e mi fa sentire speciale.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.