19 aprile 2012

Capatosta

Sono abruzzese. E non è una scusa. Ho la testa dura e non per luogo comune. "Tosta" come le pietre che fanno queste montagne spellate e violacee che segnano brandelli d'orizzonte. "Tosta" come le cortecce di secoli e tramontane che non cedono particelle nemmeno ai tuoni. Sono così. Ostinata nel chiudermi in certe ragioni o nel non saper credere a ciò che agli altri basta assorbire alla cieca. Un ruvido corno di capra o di camoscio, fa poca differenza. "Tosta" come questa terra rafferma che respira nebbia e non sa rinunciare al suo odore, come quel cigolante miscuglio di pensieri che scorrono in penombra e seminano vita senza lasciare tracce.

[foto by artifica]

30 commenti:

  1. Io, al contrario, sono malleabile.
    Ma solo se messa a confronto con gli argomenti giusti.
    Per me, le sfumature sono il condimento al tutto bianco o tutto nero.
    Fermo restando che quando si tratta di ricostruzione di me, sono granitica!

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    1. La giustezza degli argomenti di confronto. Ecco un punto sul quale posso "cozzare" come una capra.
      Alle sfumature penso dopo.

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  2. è una definizione che ormai sfugge all'appartenenza geografica.
    pare a me una nuova razza al più rappresentata da componenti femminili.
    ora si tratta di riuscire a passare ad arieti e così le mazzate sono anche più potenti e meno dolose!:)

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    1. Hai ragione. Essere "capetoste" poco ha a che vedere con l'origine geografica. Però so di somigliare molto alla mia terra.

      Trasformarsi in arieti dici?
      Potrebbe essere un'idea allettante.

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  3. Sto imparando a conoscere questa gente tosta di montagna, qui in Basilicata. E devo dire che da mezzo-marinaio non mi dispiace affatto.

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    1. La gente montanara viene spesso (pre)giudicata e considerata in maniera negativa.
      Della mia regione dicono tutti che è "forte e gentile". Mah. Nel senso: non siamo così gentili né così forti, temo.

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  4. mmm... se capatosta significa abruzzese dovrò fare qualche ricerca sui miei antenati... so di essere longobardo da qualche generazione, ma non è detto che prima... :-))))

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    1. Come scrivevo a teti poco sopra, ho la sensazione che l'essere abruzzesi o essere lombardi non muta di molto la cocciutaggine di una persona.

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  5. Ahia, pure tu? Penso che sia il mio pregio/difetto fondamentale: la cocciutaggine. Difetto, perché ti fai tanti tantissimi nemici; pregio perché sei alla fine in pace con la tua coscienza, sempre naturalmente tu ti sia battuto per qualcosa in cui credi e che non stia barando per sembrare diverso da quello che sei.

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    1. Benvenuto (o bentrovato?) nel club.
      A volte essere "capatosta" non porta giovamenti, anzi. Ci si ritrova a lottare con caparbietà quasi insolente contro dei muri che non vogliono essere neppure scalfiti.
      Però, come dici, la coscienza è salva. Almeno quella!

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    2. A volte però, se si ha la forza di sopportare il peso dei "muri che non vogliono essere neppure scalfiti", si possono avere anche soddisfazioni.
      Proprio questa mattina, dopo mesi di battaglie combattute solo contro tout le monde, una questione è risultata essere esattamente nei termini da me sostenuti. Dopo un attimo di sconcerto e di dita infilate dentro il colletto mi è piovuta addosso una cascata di scuse.
      Bello, no?

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    3. Bellissimo!
      Vorrei tanto che accadesse a me ogni tanto. E' che di scuse, da queste parti, nemmeno l'ombra...

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  6. La testa dura abruzzese! Anche io penso comunque che sia una caratteristica (qualità) condivisa. Io che non ho una vera e propria appartenenza geografica (il mio bisnonno era anche un orfano arrivato da chissà dove) penso che il mio carattere spigoloso e solitario sia un'emanazione di quello familiare e degli anni trascorsi in collegio.

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    1. Mi avevi fatto accenno alle tue origini non note un po' di tempo fa.
      Tu non mi sembri "capatosta". Sei solo una persona solitaria, introversa e molto, molto particolare.

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  7. Capatosta, eh?!?
    Ok, adesso dicci qualcosa che non sappiamo :-)
    Basilico

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    1. Ma sei tornato solo per fare il simpatico?

      Santapace!

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  8. a' ca nun ce ne'jamme, a' capa è troppa tosta!

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  9. Tosto prese la penna e lo scrisse: son tosta!
    Ma noi già lo sapevamo...
    sorrisino

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    1. Lo sapevate?
      Si vede così tanto?

      Uhm...

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  10. Capatosta sta per testarda o ha un'accezione leggermente diversa? Mi pare che tu sai difendere bene le tue opinioni ma non mi sembra che lo faccia ad oltranza.

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    1. Sì, nell'accezione che io intendo cataposta sta per testarda.
      Mi conosci poco, è evidente.

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    2. Nel mio caso visto che la conoscenza è solo virtuale dipende dal tramite della scrittura: o leggo male io o non scrivi abbastanza bene tu. O entrambe le cose.

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    3. Entrambe le cose, immagino.

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  11. Non esiste una qualità sempre positiva, e un difetto sempre negativo!
    Se per capatosta si intende essere determinati e coerenti, allora capatosta is good.
    Se per capatosta si intende andare via dritti come un bufalo, schiacciando senza nemmeno vederlo tutto ciò che si trova sulla strada, allora capatosta is no-good!

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    1. La tentazione di schiacciare tutto, devo ammettere, a volte c'è. Ma non è questa la capatosta che sono.

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  12. Ella ,esimia e intelligente prof.;avrebbe il coraggio di publicare codesta breve storia?:"" Una nave da guerra pattugliava un settore particolarmente pericoloso del Mediterraneo. C'era tensione nell'aria. La visibilità era scarsa, con banchi di nebbia, così il capitano era rimasto sul ponte a sorvegliare le varie attività dell'equipaggio.
    Poco dopo l'imbrunire, l'uomo di vedetta sul ponte annunciò.
    "Luce a tribordo!". grazie per l'attenzione...
    "E' ferma o si allontana?", gridò il capitano.
    "E' ferma, capitano", rispose la vedetta. Questo significava che la nave da guerra era in pericolosa rotta di collisione con quella nave.
    Il capitano ordinò al segnalatore: "Segnala a quella nave: siamo in rotta di collisione, vi consiglio di correggere la rotta di 20 gradi".
    Giunse di rimando questa segnalazione: "E' consigliabile che siate voi a correggere la rotta di 20 gradi".
    Il capitano disse: "Trasmetti: io sono un capitano, correggete la rotta di 20 gradi".
    "Io sono un marinaio di seconda classe - fù la risposta -. Fareste meglio a correggere la rotta di 20 gradi".
    Adesso il capitano era furente. "Trasmetti - abbaiò -: sono una nave da guerra: correggete la rotta di 20 gradi".
    La risposta fu semplice: "Io sono un faro".
    La nave da guerra cambiò rotta.

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    1. Vecchiotta, caro anonimo.
      Dovresti rinverdire il repertorio...

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.