5 marzo 2012

Femicidio

L'amore che uccide non ha alcun diritto di essere chiamato amore. E' qualcosa che è andato a male, meteria marcita sotto pelle e tra le righe di un'esistenza che fagocita se stessa e non ammette dissonanze. I numeri sono osceni. Dicono senza raccontare ma tracciano la ferocia vigliacca di uomini incapaci di capire ed accettare. Ai raptus non credo. Ammazzano donne perché è più facile, le annientano perché sanno di non poterle possedere, le fanno a pezzi perché sono donne e tanto basta a farne scempio. Non trovo ragioni, né scuse, né giustificazioni. Non ne esistono. Mi piego allo strazio e non mi illudo che qualcuno pensi di trovare giustizia. Non in questo mondo, almeno.

[foto by csallai]


28 commenti:

  1. come si dice? prima le donne e i bambini.
    e sono convinta che se hai un figlio cresci per forza e quando sei diventato grande sei equilibrato, per forza.
    ci sono tanti aspetti dell'avere un figlio che fanno sì che il carattere si modifichi e anche i peggiori un po' addolciscono o appunto crescono.
    invece i fatti smentiscono questa mia supposizione.
    "prima le donne e poi i bambini" dopo i suoceri e gli altri parenti, stragi allargate come le responsabilità di chi invece spesso risponde: "una cara persona, normale, insospettabile".
    l'iter giudiziario?
    processo breve, incapace di intendere e/o vizio di forma, comunque prescrizione=fuori alla veloce.

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    1. I fatti smentiscono ogni logica, purtroppo. E mortificano il senso stesso di essere uomo o marito o compagno o padre.
      Il dramma è che non c'è nulla da sospettare, nulla che possa far intuire. Non sempre almeno. Perché dentro quattro mura è complicato entrare davvero.
      Nemmeno la fuga è sufficiente perché la follia può arrivare ovunque e portarsi ovunque.
      Dell'iter giudiziario non parlo neppure: sarebbero comunque parole perse.

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  2. Quanto hai ragione! Uccide chi non ha mai amato,veramente!
    E uccide anche metaforicamente, chi non sa elaborare un amore finito o mai iniziato, in sentimenti veri e appaganti quantol'amore...L'amore non uccide ne finisce, nemmeno davanti a un fallimento...l'amore è il sentimento più intelligente della nostra specie.

    :) sofia

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    1. Ben arrivasa Sofia!
      Chi ama non uccide. Non può farlo, non sa farlo.
      Chi ama sopravvive e va oltre.
      L'amore è un sentimento intelligente: hai detto una cosa magnifica.
      Per questo l'amore che uccide non è amore.

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  3. Quanto di più lontano dall'amore, che è generosità pura. E' la distruzione di quel che si considera un oggetto, nella consapevolezza di non poterlo possedere del tutto.

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    1. Il problema, forse, è proprio nella mancanza di empatia: l'altra (la "propria" donna) è una cosa.
      Quindi si prende, si usa, si possiede, si lascia, si distrugge, si butta, si spezza, si disintegra.

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  4. Io penso che qualsiasi omicidio sia assenza d'amore. Peggiore quando la vittima è ciò che si è creduto d'amare.

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    1. Amare ed assassinare. Per me è una contraddizione in termini.

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  5. sono verissime le tue parole....non a caso questi tipi di amori vengono chimati amori malati, ma forse non sono amori o meglio non amori nel senso libero che dovrebbe essere proprio di questo sentimento....perchè le donne vengono uccise? perchè le donne , come sempre, sono considerate oggetto e perchè gli altri, gli uomini, non sanno il valore della vita....

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    1. Certi uomini non capiscono, e nemmeno si sforzano di farlo, l'alterità. Un'entità diversa e separata.
      La donna è loro proprietà ma quando la storia finisce, quella stessa donna può diventare di qualcun altro. Ed è ciò che non riescono ad accettare: una "cosa" loro che sceglie di appartenere ad un altro.

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  6. Ma sai che ci devo pensare...
    Non parlo di fatti specifici, ma del concetto astratto di uccidere in preda al turbamento da folle amore... non lo so se non è amore... forse è differente il concetto, c'è amore e amore e per me amore non è per forza quello che il senso comune vuole propinarci... forse l'amore e l'odio sono la stessa cosa, muovono le stesse viscere allo stesso livello...e l'essere umano si sa che è una contraddizione in termini!
    Va bé, non si sarà capito niente :)

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    1. Non so cosa intenda tu con senso comune. Nel mio piccolo, so che l'amore include una serie di principi essenziali: il rispetto, la fiducia, la stima.
      Parlo di amore sano, ovviamente. E l'amore di chi, in preda a chissà quale "passione" (o "patimento") arriva a sparare o accoltellare o violentare una donna, sinceramente, non ha niente dell'amore.
      E' malattia allo stato puro.
      L'amore e l'odio non sono la stessa cosa. Hanno meccanismi simili ma si nutrono di emozioni molto diverse.

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  7. Uccidere per amore è una terribile confusione di termini. La violenza in generale è un istinto eterno ma quella sulle donne è sopratutto un fatto culturale profondo. Se smetti di credere ad una soluzione e a un miglioramento la situazione può solo peggiorare. Kiara dice una cosa interessante e pericolosa.

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    1. Chi uccide per amore, per me, non ama affatto.
      Il fattore culturale, nei feminicidi, è fondamentale. Quello che mi sembra di capire è che questi individui di sesso maschile non sono mai cresciuti veramente ed hanno una visione distorta della realtà, tanto distorta da volerla interpretare a modo loro.

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  8. Attenzione però, io non dico che sia una cosa buona o una cosa desiderabile, credo però sia importante comprendere l'ambivalenza spesso ignorata, dell'essere umano che spesso ama odiando e odia amando... non lo si può ignorare, lo si deve tenere in conto per arginare la cosa...l'amore (termine inventato tra l'altro) è un sentimento pericolosissimo e non è SOLO di accezione positiva, anzi è spesso un blob di sentimenti violenti, è il suo bello e il suo brutto!
    scusa la puntualizzazione...

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    1. La scusa era for me o per Euridice? Io credo di aver capito e sono d'accordo purtroppo.
      But how do you stemming it?

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    2. Sinceramente non capisco il legame (giustificativo?) dell'amore alla violenza. L'amore NON deve essere associato alla violenza. Nell'esatto istante in cui accetti che un rapporto di coppia possa contemplare la violenza (qualsiasi forma di violenza), lo ha già mortificato e predisposto alla distruzione.

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    3. Non parlo di violenza sulle donne... quella è un'altra roba per me, un tratto culturale, un portato difficile da sradicare... mi avevi fatto riflettere sul concetto generale... partendo dal presupposto che gli attori siano entrambi su un piano paritetico... il legame c'è, eccome, è atavico... ci fa piacere pensare che non ci sia, ma non è un caso che i luoghi ad alto legame affettivo siano anche i luoghi ad alto grado di aggressività...l'omicidio è l'estremizzazione del concetto, ma l'amore non è una divinità, è un sentimento uguale agli altri e per questo concatenato agli altri, solo considerandolo tale possiamo comportarci da persone migliori... togliendogli quest'aura mistica e salvifica e facendolo diventare semplicemente qualcosa di umano...

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    4. Io quel legame di cui parli (tra amore e violenza o tra amore e odio) non riesco a vederlo. Nel senso che se l'amore, secondo quanto dici, prevede anche l'odio per quel poco che ho vissuto, non è amore.
      Non divinizzo l'amore, sia chiaro. Mi baso sulle storie che ho vissuto e che, nel peggiore dei casi, sono naufragate nell'indifferenza e nel distacco.
      Posso essermi arrabbiata o posso essermi sentita ferita a morte, ma non per questo sono arrivata alla violenza o all'odio.

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  9. Amore criminale, sembra essere una diabolica moda che come un demone si impossessa di chi è insicuro, frustrato, prepotente. Deve essere mia, altrimenti niente per me, niente per nessuno. Ci conducono persino trasmissioni televisive con questa tematica per la frequenza di queste oscenità.

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    1. La TV ci va a nozze. Le basta dare nutrimento alla folla di morbosi che sbavano come assatanati davanti al piccolo schermo alla ricerca del massacro di turno.
      Tutto purché si faccia audience.
      Spero che marciscano all'inferno, idioti!

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  10. ti lascio un link:

    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2012/03/05/otto-marzo-a-noi-la-festa-a-voi-la-parola/

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    1. Letto!
      La Lipperini, però, si rivolge a voi ometti.
      Potresti usare quel post come spunto per una tua riflessione sul mondo femminile.
      E' a te che si rivolge, non a me (che sono femmina!)

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  11. però ci sono un po' di ometti anche qui.
    io ho avuto esperienze di lavoro, ma direi più condivisione e dialogo, con donne che hanno subito violenze. è stata una delle esperienze più difficili della mia vita. piena di contraddizioni e non tutte queste storie sono finite bene.

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    1. Sì, qualcuno c'è. Non tantissimi...
      Ecco, potrebbe essere molto interessante che tu parlassi di questi episodi e di queste esperienze.
      Perché no?!

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  12. Ti dico solo che stai male quando dopo aver cercato di far capire a una donna che è meglio lasciar perdere il marito che la picchia, questa a un certo punto ci torna insieme e ci fa altri due figli e poi tutto, ho saputo, è ricominciato da capo. Uno potrebbe dire che se l'è andata a cercare...però la realtà è più complessa e sfumata, ci sono meccanismi difficili da rompere, questioni familiari, cultura, il giudizio degli altri...e confesso anche una certa, come dire, leggerezza da parte di istituzioni e anche di coloro che ti abitano vicini e tutti quelli che ti dicono "Manda giù che poi..." oppure "Prega e poi"...quest'ultima situazione non è così saltuaria come si potrebbe pensare.

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    1. Ti ringrazio a nome della Lipperini che nemmeno sa chi sono, ma non credo sia un problema!

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.