12 ottobre 2011

Come un piccolo strazio

Cigolano dentro minuscole schegge d'odio. Cattiva anche io, a volte. Non mi piace sentirmi così ma ci sono istanti di pensieri acuminati, concentrati contro chi ha dimenticato troppo in fretta o non ha dimenticato affatto. Prendono vita da domande sepolte che sento comunque respirare: non tacciono. Mi ritrovo così a fissare cifre o parole che erano divenute metafore di microcosmi ormai dissolti costringendo un'inquietudine ad aleggiare amara sopra le distanze. Sul palato la saliva diventa bisbetica come una maledizione. E' a questo punto che chiudo gli occhi perché so di non voler dimenticare.

[foto by Borboletra]


18 commenti:

  1. ma chi lo ha detto che bisogna dimenticare.....a volte proprio non si può....

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  2. Euridice, ti fanno arrabbiare? Non credo che quello che a volte proviamo sia odio,forse solo rabbia. Chi non è predisposto all'odio non riesce a praticarlo. Siamo bersagli di parole "acuminate" e gesti taglienti, ma poi capita,a vlte,che un po' di tempo ed un sorriso al momento giusto ci fanno alzare le mani, ci disarmano.Almeno, tranne quando qualcuno e qualcosa ci ferisce a morte.

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  3. @ Veil: mi fanno arrabbiare? A volte sì, lo fanno. Ma questo post non è nato dalla rabbia, credimi. E' una sensazione ancora più sottile, ancestrale e profonda. Somiglia alla voglia di vendetta.

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  4. Su quanto scritto si potrebbe discutere a lungo. Si potrebbe ipotizzare che il risentimento, che spesso da vita alla rabbia, si può solo accantonare; a volte c'è persino l'illusione di aver dimenticato ma basta un gesto, una parola per far riemergere tutto. L'odio, del resto, non è solo una rabbia prolungata? Io credo che tutti siamo in grado di odiare perchè tutti siamo in grado di amare. Quindi non sono d'accordo con Veil quando dice che c'è gente che non riesce ad odiare. Forse c'è gente che nella vita non è mai stata costretta o portata all'odio.
    Almeno questo è il mio pensiero

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  5. Quello stato d'inquietudine è come avere della ruggine sul cuore. Non serve, ma è difficile da scordare.

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  6. @ Luigi: anche io credo che non esistano persone incapaci di odiare. Le contingenze, forse, inducono molti a non provare sentimenti negativi ma potenzialmente tutti sappiamo odiare.

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  7. @ Emma: esatto. E' che vorresti fare anche finta di non provare niente, ma poi arriva una specie di fitta antipatica ed irrefrenabile che ti ricorda che sai detestare e che non hai dimenticato affatto.

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  8. Sì,ma quando t'arrabbi scrivi ancor piu' divinamente. L'ho sempre notato.

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  9. Scrivo con tutto il veleno che posso. Meglio non farmi arrabbiare però!

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  10. Euridice,sei arrabbiata anche con me? :-(

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  11. Forse speravo di sbagliarmi ... ma forse non ho sbagliato affatto. E anche se nulla hai detto io, qualcosa, avevo sentito già ... (wu)

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  12. Sai, credo di non aver capito nulla.
    E non ridere!!!

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  13. Sinceramente non credo di avercapito granchè e non penso nemmeno che a te la rabbia dia le ali sempre e comunque come scrittrice.
    Forse in questo caso uno spazio maggiore e più lungo sul foglio bianco ( di cui parlavi alcuni post fa) ti avrebbe fatto bene.

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  14. Non c'è molto da capire, in fondo. E non ho mai detto che la rabbia mi faccia scrivere meglio o peggio del solito. Non calcolo granché la mia ispirazione del momento.
    Uno spazio più lungo? Ma no, non serve. D'altro canto cercare di concentrarsi in poche righe mi diverte. Anche quando parlo del rancore che non riesco a non portare (... era questo il senso del post, detto in soldoni!)

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  15. “Cattiva anch’io, a volte”.
    A volte? Che fai, porti per culo???
    Guarda, l’ultima cattiveria provo ad immaginarla: urlava parecchio, il tuo lui mentre gli rigiravi il coltello nella ferita del derby di ieri?
    Bastarda inside!
    Comunque, Euridice, i “morti” sono fatti per le fotografie e per i camposanti. Gli spettri non esistono se non nella nostra memoria, ma se te li vai a cercare, quelli arrivano: tu che fai, li cerchi o lasci che siano solo volti sbiaditi su una lapide?
    Basilico

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  16. Porello. No, non ho infierito. L'ho lasciato macerare nel suo strazio, in totale silenzio. Perché sono meno cattiva di quel che credi.

    Non so se li cerco, ma di tanto in tanto mi vengono a cercare loro.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.