29 settembre 2011

Torno a perdere vita

E' che tornare a certi ritmi non è cosa facile. Rimettere in stand by le ore che erano solo per me e tirarle fuori a tempo debito ha tutto il sapore di un'offesa. Ero abituata a tenermi compagnia. Avevo degustato per mesi l'onore di contemplare anche il silenzio. C'erano pomeriggi di pagine lette, pensieri in levitazione e scritti in embrione. Avevo dimenticato la desolante morsa del non avere tempo, la ruggine del dover fare, possibilmente bene, possibilmente in fretta. Rimetto in gioco la pazienza che temo di non avere più e la volontà di lavorare per chi, a conti fatti, non comprende nemmeno un decimo di ciò che ha tra le mani.

[foto by siamesesam]

18 commenti:

  1. Ma tu quanta gente ti aspetti comprenda? Se ne hai trovato finora più di due sei beata nell'abbondanza.
    Mi piace moltissimo come scrivi, a volte altrettanto quello che scrivi.
    Penso al frutto di un sogno o di un desiderio fortemente voluto. Sparirà quindi.

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  2. Non so dirti con esattezza quanta gente abbia compreso. Ciò di cui sono sicura è che a furia di andare avanti a testa bassa, le persone e quello che valgono finiscono per divenire scontati.

    Sono felice di sapere che il mio scrivere ti piaccia.
    Chi l'ha detto che debba sparire?

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  3. dimmi che non stai scherzando!!
    non posso credere di aver trovato qualcuno che non si lagni, anzi ammetta di avere un'attività interessante da svolgere (la considerazione degli altri come scrivevo a una blogger via mail proprio ieri, di solito la si ottiene o perchè la si suda o perchè la si paga o perchè ci si fa mettere sotto ai piedi, dunque accontentiamoci della nostra verso noi stesse e lasciamo correre il pesce:)

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  4. Il pesce corre da sempre, ma in un acquario di acqua stagnante.
    L'attività non è esattamente interessante ma il senso del post è un altro: mi manca il tempo-per-me. Lavorare per mesi solo part time dà ad una persona una coscienza diversa delle ore che, tornando full, non può più avere.

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  5. Ho passato la vita a cercare di procurarmi tempo libero. In altri termini ho speso tempo per procurarmi tempo.
    Mi sembra paradossale!

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  6. MIA EURIDICE, allora non ho capito una cippa!
    Capita, in rete capita eccome. Del tuo post avevo dato una interpretazione "lineare"; poi leggo la tua risposta "a furia di andare avanti a testa bassa, le persone e quello che valgono finiscono per divenire scontati" e mi sto ancora grattando la pera. Leggo dopo il commento di TETI...
    Non ho capito una cippa!!
    Non è che la sintesi del pesce sia obiettivamente indigesta? Confermo comunque tutto riguardo la scrittrice ( la prima impressione è quella che conta). Bye

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  7. Il tempo per coltivare le cose belle e intelligenti è davvero la principale ricchezza che si possa avere: quando dico di provare immensa pena per l'imprenditore di successo che lavora 18 ore e sniffa coca per reggersi in piedi dicono che è la favola della volpe e l'uva, e invece provo pena davvero...
    Il part time (Bertrand Russell lo insegnava già quasi un secolo fa) dovrebbe essere L'UNICA forma d'impiego in una società tecnologica, avanzata e civile, tutto il resto è sfruttamento e schiavitù. Ma non è così facile restarne fuori, anzi spesso è impossibile.

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  8. il mio tempo libero è quando sono libera dal tempo. Pensavo fosse una gratifica dell'età, ma mia madre, che di anni ne ha 79, dice sempre di non aver mai tempo. "Per far cosa, mamma? Che, mi pare, di tempo tu ne abbia e ne sprechi soprattutto!"Non ho tempo per me" - risponde lei - "non ho tempo!"

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  9. eh, ma credimi, di questi tempi è un po' una bestemmia lamentarsi per il lavoro. il tempo si trova. certo va riorganizzato e un po' va forzato, ma anche averlo tutto a disposizione, beh___ se è una condizione forzata, noon è sempre e solo un piacere.

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  10. @ ruhevoll: in effetti è paradossale. Ma credo sia una delle perversioni più diffuse dei nostri tempi.

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  11. @ harry: non mi piace mai spiegare i miei post. Lascio a chi legge la libertà di interpretarli e mi diverte sempre molto il fatto che ognuno legge quello che desidera.
    E' anche il tuo caso?

    In merito a teti e ai pesci, il discorso arriva da un suo post ed una mia risposta. Niente che abbia a che fare direttamente con il mio post, tranquillo!

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  12. @Zio: ho sempre pensato che Russel fosse un genio. La considerazione che riporti, infatti, non fa che attestarlo una volta di più.
    Come te, anche io penso che chi lavori 18 ore al giorno non è un soggetto sano, anzi. E non provo per costoro nessuna invidia, solo tanta compassione.

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  13. @ Anonimo: liberarsi dal tempo è una conquista che spero di poter acquisire un giorno o l'altro. Ammiro tantissimo chi sa vivere staccandosi dall'orologio e godendosi pienamente la propria età e tutte le ore che desidera vivere per sé.

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  14. @ teti: del lavoro non mi lamento. Anche se non è proprio l'ideale...
    Mi manca quel tempo. Tutto qui.

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  15. Trovo l'immagine che hai scelto efficace quanto le tue parole.
    In questa mano che si protende, che si tende, a voler afferrare, aperta, pronta a cogliere e raccogliere ognuno dei tuoi lettori può scorgere qualcosa di sè.
    Ognuno è, in fondo, proteso verso qualcosa.

    Spero riuscirai a ritagliarti una piccola frazione di tempo e di spazio da condividere con te stessa e le tue passioni.
    E mi viene in mente "la stanza tutta per sè" di Virginia Woolf...

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  16. L'immagine non mi convinceva fino in fondo, ma mi fa piacere che tu l'abbia "letta" in questo modo. Si avvicina molto a ciò che intendevo.

    A quanto pare (secondo le notizie di oggi) tra un po' di giorni (questione di una settimana o due) e tornerò ai miei pomeriggi di quiete.

    La Woolf? Sempre presente, ho visto.

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  17. Quando nella stanza dei bottoni c’è qualcuno che non sa una sega del lavoro che dovrebbe coordinare e dirigere e, inoltre, ha un ego pari solo ai propri complessi di inferiorità, non puoi pretendere che apprezzi il lavoro fatto da altri, anche se quegli “altri” quel lavoro lo conoscono come il padrenostro e l’avemaria.
    Ricordo un mio superiore che corresse una relazione tecnica redatta da noi poveri mortali e quando gliela riportai corretta ri-corresse le sue stesse variazioni riportando tutto alla forma originale: tu come la vedi?
    Secondo me c’è proprio una scuola per dirigenti dove gli insegnano a complicare le cose, perché 5 anni di università non possono bastare ad incasinarle così bene. A meno che non ci sia un master in scienze della complicazione
    C’è?
    Comunque un po’ di sano lavoro non potrà farti che bene, ché ultimamente peggio di te ci sono solo gli impiegati delle poste.
    A lavorare, barbona! :-)
    Basilico

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  18. Senti, cosetto... barbona lo dici a qualcuna delle tue amiche. Primo.
    Secondo: gli impiegati delle poste mi sono antipatici.

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.