8 settembre 2011

Di quei giorni storti

Certe giornate nascono a rovescio. Ed hanno il coraggio di morire, dopo un'agonia di imprevisti, con colpi di coda fatti di minuscole sfighe che nessuno sa stimare. Ti ritrovi con cocci e mentine sparse tra i piedi, la serratura che non vuole saperne di scattare o un numero che continua ad ammutolire nonostante gli squilli. Senza contare una faccia che non avevi nessuna voglia di vedere o quella raccomandata che era rimasta a prendere polvere su uno scaffale. I nervi si aggrovigliano almeno quanto i capelli, le unghie fanno a gara per non essere mutilate mentre ti domandi, tra una parolaccia e uno sbuffo, quando quel sole deciderà di tramontare.

[foto by DpressedSoul]


18 commenti:

  1. bella descrizione di quei giorni in cui non vedi l'ora di andare a letto solo perchè finiscano...capitano*_*

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  2. Parli di ieri, vero? Dai, oggi è un altro giorno.

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  3. Certi giorni si suicidano da se... :P buona giornata| un abbraccio.
    Signor_omicidi

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  4. @ je_est: infatti. Parlo di ieri: giornata antipaticissima. Oggi? Un po' meglio.

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  5. @ Signor_omicidi: ma ci mettono un sacco di tempo prima di farlo!
    Un abbraccio a te.

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  6. Coincidenza al contrario: ieri per me giornatona positiva; oggi triste e troppo lunga. C'est le tourbillon de la vie, cara Euri. Buon domani!

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  7. Spero questa sia, invece, una giornata "dritta",una di quelle giornate che sembra passare sulle pieghe come un ferro da stiro a vapore, appianandole vigorosamente.

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  8. Eh già, Euridice mia, certe giornate nascono così.
    Dalle mie parti c’è un modo efficace per descrivere lo stato d’animo che provocano quei giorni; molto più efficace dei classici: “Ti sei alzato col piede sinistro, stamattina?” o “Oggi hai la luna storta?”. Da noi, no; da noi si dice: “Sei sceso dalla parte del muro, stamattina?” (riferendosi allo scendere dal letto, naturalmente).
    Vero che rende bene l’idea? La vedi proprio, la scena. Tranvata in piena fronte alle sette di mattina, rumore sordo e successivo tonfo a terra: “E caddi come corpo morto cade”.
    Coraggio che le giornate si stanno accorciando: ti resta ancora poco da soffrire.
    Basilico

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  9. Davvero efficace quest'immagine, Basilico! Perfetta!

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  10. @ xe: leggendo il tuo post ho notato la stessa cosa anche io. Magari la prossima volta accadrà il contrario. Chissà!

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  11. @ Fiore: dritta? Non so. Quanto meno è meno (ripetizione orribile!) storta dell'altra. Che poi tanto male non è...

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  12. @ Basilico: dalle mie parti si dicono cose ancora più colorite che, sono sicura al 100%, conosci bene anche tu visto che, non so per quale motivo, le nostre nonne dicevano cose tanto simili pur essendo lontane l'una dall'altra. Ma forse è l'età e il lavoro ad unire i loro spiriti e i loro proverbi.
    Comunque: l'immagine della tranvata in faccia appena svegli è molto eloquente.

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  13. Già. Certi giorni nascono con un odore cattivo che rimane nel naso fino alla notte. E non basta tapparsi il naso. Un abbraccio.

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  14. Io al mio giovedì, alla fine, j'ho dovuto sparà!

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  15. @ Emma: hanno un odore strano. Te ne accorgi dopo pochissimo. Quando il dentifricio ti cade dallo spazzolino o la lente a contatto si piega irrimediabilmente su se stessa...
    Un abbraccio a te.

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  16. @ Anonimo: da come scrivi non mi sembri proprio alto-atesino...
    Hai sparato al giovedì? Non oso immaginare cosa hai dovuto fare con il lunedì!

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Dopo pessime esperienze con Anonimi tutt'altro che Anonimi, preferisco che chi commenti abbia anche un nome, seppur fittizio.